SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVI LEGISLATURA ------
694a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
GIOVEDÌ 15 MARZO 2012
(Pomeridiana)
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Presidenza della vice presidente MAURO
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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Coesione Nazionale (Grande Sud-Sì Sindaci-Popolari d'Italia Domani-Il Buongoverno-Fare Italia): CN:GS-SI-PID-IB-FI; Italia dei Valori: IdV; Il Popolo della Libertà: PdL; Lega Nord Padania: LNP; Partito Democratico: PD; Per il Terzo Polo (ApI-FLI): Per il Terzo Polo:ApI-FLI; Unione di Centro, SVP e Autonomie (Union Valdôtaine, MAIE, Verso Nord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano, Partito Socialista Italiano): UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI; Misto: Misto; Misto-MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud: Misto-MPA-AS; Misto-Partecipazione Democratica: Misto-ParDem; Misto-Partito Repubblicano Italiano: Misto-P.R.I..
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RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza della vice presidente MAURO
La seduta inizia alle ore 16.
Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.
Le comunicazioni rese dalla Presidenza nel corso della seduta sono riportate nel Resoconto stenografico.
Svolgimento di interrogazioni
PRESIDENTE. Saranno svolte per prime le interrogazioni 3-02201, 3-02344 e 3-02723 (già 4-06511) sui criteri di inserimento del personale docente nelle graduatorie ad esaurimento.
UGOLINI, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. La legge n. 14 del 2012, istituendo una fascia aggiuntiva alle graduatorie ad esaurimento del personale docente, consente di contemperare il carattere di definitività di queste ultime (sancita dalla legge finanziaria per il 2007 e ribadita nelle leggi nn. 169 del 2008 e 106 del 2011) con l'esigenza di chiarire la posizione di quanti hanno conseguito l'abilitazione successivamente al 2007 ed hanno quindi requisiti corrispondenti al personale inserito nelle graduatorie ad esaurimento. Il Ministero predisporrà il decreto per definire termini e modalità per l'inserimento nella fascia aggiuntiva a decorrere dal prossimo anno scolastico.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Si dichiara soddisfatta della risposta. Coglie l'occasione per sollecitare la definitiva approvazione, presso l'altro ramo del Parlamento, della legge di riforma della alta formazione artistica e musicale.
VICARI (PdL). E' parzialmente soddisfatta della risposta. Il problema del precariato rimane irrisolto. Il Governo avrebbe potuto specificare entro quali termini sarà emanato il decreto che consentirà agli abilitati precedentemente esclusi di essere immessi nelle graduatorie ed avere certezze in merito alla loro attività lavorativa.
PERDUCA (PD). Si dichiara parzialmente soddisfatto. Il Sottosegretario non ha risposto sull'ipotesi di un imminente concorso e non ha fornito dati sul numero di precari che potrebbero essere inseriti nella nuova fascia. La norma contenuta nel decreto milleproroghe infatti non è univoca e rischia di creare disparità di trattamento: sarebbe quindi opportuno aprire un dialogo con il Coordinamento nazionale degli abilitati e abilitandi.
PRESIDENTE. Passa all'interrogazione 3-02549 su atti vandalici che hanno interessato il liceo scientifico «Manfredi Azzarita» di Roma.
UGOLINI, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. A seguito delle puntuali denunce da parte della dirigenza scolastica del liceo scientifico "Manfredi Azzarita" degli atti vandalici di cui l'edificio è stato ripetutamente oggetto sono stati incrementati i transiti delle Forze dell'ordine e si sta provvedendo al potenziamento degli impianti di illuminazione e di videosorveglianza. La Provincia di Roma sta effettuando importanti lavori di manutenzione della struttura dettati anche dal suo alto valore architettonico. A tale proposito fa presente che la sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per il Comune di Roma sta procedendo all'accertamento dell'interesse culturale dell'edificio che comunque resta oggetto di tutela ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). La dirigenza scolastica dell'istituto, denunciando sistematicamente gli atti vandalici, ha richiamato l'attenzione delle Forze dell'ordine e degli organismi competenti su un patrimonio architettonico di alto valore, per la cui tutela si sta positivamente attivando la sovrintendenza. Gli interventi di edilizia scolastica in favore del rispetto delle norme di sicurezza e di decoro contribuiscono a creare un clima educativo positivo in grado di circoscrivere gli episodi di vandalismo.
PRESIDENTE. Passa all'interrogazione 3-02627 sullo svolgimento del censimento ISTAT per i detenuti.
MAZZAMUTO, sottosegretario di Stato per la giustizia. L'andamento delle operazioni di censimento della popolazione detenuta sta proseguendo regolarmente. Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha emanato una circolare per agevolare la raccolta dei dati e migliorare la qualità delle informazioni. L'informazione rivolta ai detenuti e al personale degli istituti penitenziari circa i benefici del censimento è stata curata dall'ISTAT nell'ambito della campagna di comunicazione posta in essere attraverso i media e la predisposizione di un sito web dedicato. L'ISTAT sta inoltre predisponendo, insieme ai Dipartimenti dell'amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile, un'indagine sulla situazione dei detenuti per approfondire l'analisi anche delle questioni concernenti il sovraffollamento delle carceri.
DI GIOVAN PAOLO (PD). Si dichiara soddisfatto per la celerità e i contenuti della risposta, che testimoniano l'esistenza di un proficuo rapporto tra Parlamento e Governo. Il censimento della popolazione detenuta è importante perché la rilevazione del domicilio può avere conseguenze nell'erogazione del beneficio degli arresti domiciliari, delle previsioni contenute nel recente decreto-legge volto a contrastare il sovraffollamento carcerario e dei servizi connessi all'assistenza sanitaria, nonché rispetto al trattamento delle persone che rischiano di entrare negli ospedali psichiatrici giudiziari fino alla loro ormai prossima chiusura.
PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 20 marzo.
La seduta termina alle ore 16,46.
Nel corso della seduta, la Presidenza ha salutato, a nome dell'Assemblea, una rappresentanza di studenti presente nelle tribune.
RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza della vice presidente MAURO
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16).
Si dia lettura del processo verbale.
MALAN, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Svolgimento di interrogazioni (ore 16,04)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.
Saranno svolte per prime le interrogazioni 3-02201, 3-02344 e 3-02723 (già 4-06511) sui criteri di inserimento del personale docente nelle graduatorie ad esaurimento.
La rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni.
UGOLINI, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Si risponde congiuntamente agli indicati atti di sindacato ispettivo che pongono quesiti di analogo contenuto riguardanti l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di alcune categorie di personale docente.
Si tratta di una questione in merito alla quale il Ministero ha più volte riferito in sede parlamentare evidenziando il carattere di definitività che il legislatore ha costantemente attribuito alle citate graduatorie.
Si riepiloga brevemente l'evoluzione normativa intervenuta in materia.
La legge n. 296 del 2006 (finanziaria 2007), al comma 605 dell'articolo 1, ha trasformato le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento facendo salvi i nuovi inserimenti da effettuare per il biennio 2007-2008 per i soli docenti che fossero già in possesso di abilitazione e, con riserva del conseguimento del titolo di abilitazione, per quelli che, alla data di entrata in vigore della legge, stessero frequentando i corsi abilitanti SSIS, COBASLID, scienza della formazione primaria ed i corsi di didattica della musica presso i conservatori.
Il successivo decreto-legge n. 137 del 2008 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 169 del 2008), ha eccezionalmente previsto, all'articolo 5-bis, l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di coloro che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le SSIS o i corsi COBASLID attivati nell'anno accademico 2007-2008 conseguendo il titolo abilitante.
L'intenzione del legislatore di non estendere l'inclusione nelle graduatorie ad esaurimento ad altre categorie di aspiranti (oltre quelle precedentemente indicate) è stata ulteriormente confermata dall'articolo 9, comma 20, del decreto-legge n. 70 del 2011 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011), il quale ha stabilito che l'aggiornamento delle predette graduatorie è consentito, con cadenza triennale (e non più biennale), «senza possibilità di ulteriori nuovi inserimenti».
Ciò premesso, il decreto ministeriale n. 44 del 12 maggio 2011, parzialmente modificato con successivo decreto n. 47 del 26 maggio 2011, con il quale si è proceduto all'aggiornamento triennale delle graduatorie, non ha previsto alcun nuovo inserimento ma soltanto la possibilità, da parte di coloro che sono già inseriti, di chiedere la permanenza e/o l'aggiornamento del punteggio, la conferma dell'iscrizione con riserva o scioglimento della stessa e il trasferimento a una Provincia diversa da quella di inserimento.
Successivamente è intervenuto sulla materia il decreto-legge n. 216 del 2011, recante «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative». In sede di conversione (legge n. 14 del 2012), è stato introdotto all'articolo 14 il comma 2-ter il quale, nel ribadire che le graduatorie ad esaurimento restano chiuse, istituisce una fascia aggiuntiva alle suddette graduatorie in cui andranno inseriti coloro che hanno conseguito l'abilitazione avendo frequentato: i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID); il secondo e il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A; i corsi di laurea in scienze della formazione primaria negli anni accademici 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011.
Tale norma ha inteso contemperare il carattere di definitività delle graduatorie ad esaurimento, così come delineato dal legislatore, con l'esigenza di definire la posizione di coloro che sono in possesso di requisiti corrispondenti a quelli del personale già inserito.
Quanto prima il Ministero predisporrà il decreto, previsto dal medesimo comma 2-ter, con cui verranno definiti i termini e le modalità per l'inserimento nella fascia aggiuntiva a decorrere dal prossimo anno scolastico 2012-2013.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, intanto ringrazio la signora Sottosegretario per la risposta esaustiva, che ripercorre puntualmente tutto un iter relativo alla questione rappresentata al Governo da me e da altri colleghi. Credo che, rispetto all'iter da lei prefigurato, siamo arrivati a compiere un atto di giustizia più che meritato nei confronti di diverse categorie di docenti che, pur avendo requisiti all'altezza e soprattutto congrui, si erano visti escludere dalla graduatoria permanente.
Ritengo che oggi si possa registrare, da parte del Governo e del Parlamento, una situazione diversa che si andrà a sanare con le modalità da lei testé indicate, che poi saranno rese note a tutti coloro che dovranno presentare una domanda o intraprendere un apposito percorso dal punto di vista burocratico per essere inseriti, e che finalmente potranno vedere soddisfatti i loro giusti diritti.
Esprimo pertanto la mia soddisfazione per la risposta ottenuta, anche perché un iter andato finalmente in porto nella pubblica istruzione rappresenta pur sempre una grande conquista, considerato che tale comparto è sempre sulla bocca di tutti, ma diventa molto spesso la «Cenerentola» delle tensioni governative e parlamentari.
Ecco, l'occasione mi è propizia per sottolinearle l'importanza (visto che ho dibattuto in modo specifico sull'insegnamento dello strumento musicale, che rappresenta una grande operazione fatta a quel livello perché è noto quanto sia avvertita l'esigenza di una formazione e di un'educazione a livello musicale nella nostra scuola di base) di portare a termine quella riforma della legge n. 508 che il Senato ha votato unanimemente e che ha inviato velocemente all'altro ramo del Parlamento dove sembra, in qualche modo, essersi arenata. C'è un settore, quello dell'alta formazione artistica e musicale, che sta languendo in una situazione di stand-by incomprensibile. Infatti, la realtà che la legge n. 508 del 1999 aveva aperto come spazio futuro per la realizzazione di politecnici delle arti in cui far confluire tutto questo settore si è bloccata, perché la legge di riforma alla Camera non sta proseguendo il suo iter.
Consegno a lei questo appello accorato, signora Sottosegretario, a nome di tutto il settore, anche al fine di ottemperare all'esigenza degli alunni (quindi non solo dei docenti) di ricevere questo tipo di formazione. Le chiedo quindi di attivarsi per accelerare questo iter alla Camera, così come abbiamo fatto consapevolmente e responsabilmente qui in Senato.
VICARI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VICARI (PdL). Signora Presidente, signora Sottosegretario, onorevoli colleghi, mi reputo parzialmente soddisfatta della risposta del Governo, perché si tratta di una questione abbastanza vecchia ed annosa, discussa e affrontata anche con tentativi emendativi all'interno del provvedimento cosiddetto milleproroghe non accolti dal Governo. Essi erano volti non tanto a sanare, ma a risolvere una questione che in sé racchiude una grande contraddizione legislativa.
Nel 2008, con il decreto-legge n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, è stato esteso - come testé riferito - l'inserimento nelle suddette graduatorie al personale docente iscritto nell'anno accademico 2007-2008 ai corsi universitari anche presso le facoltà di scienze della formazione primaria, le accademie e i conservatori, sempre per il fine del conseguimento della relativa abilitazione. L'obiettivo di queste norme era quello di esaurire il famoso ed annoso problema del precariato in attesa di un nuovo sistema di formazione e di reclutamento degli insegnanti. Subito dopo, bloccando all'anno 2008 le graduatorie, tutti coloro che venivano autorizzati anche da procedure ministeriali a conseguire le relative abilitazioni venivano esclusi dall'immissione nel mondo del lavoro. Ritengo sia questo il motivo per cui più colleghi hanno sollecitato la risoluzione di tale problema. È vero che nel 2011 è stata individuata la norma per poter definire la questione, ma probabilmente sarebbe stato più incisivo, non solo per il Governo ma anche per il Parlamento, trovandoci ormai nel marzo 2012, che si fosse pervenuti ad una definizione dell'emanazione del provvedimento che disciplina la materia. In sostanza, sarebbe stato importante per i destinatari di questo intervento sapere non che il decreto per immettere nelle graduatorie i soggetti di cui sopra fosse stato già pubblicato, ma almeno entro quali tempi il Governo pensa di adottarlo, affinché essi possano avere certezze in merito alla loro attività lavorativa.
In conclusione, ancora oggi, a distanza di quasi quattro anni, lo stesso problema del precariato viene affrontato parzialmente, e lo scopo finale, quello cioè di esaurirlo, non viene conseguito.
Confermo, pertanto, una soddisfazione parziale rispetto alle informazioni fornite in questo momento dal Governo, augurandomi che personalmente il Sottosegretario continui ad occuparsi della questione. Tra l'altro, mi fa piacere - non me ne vogliano gli uomini - che a seguire la vicenda sia proprio una donna perché conoscendo la determinazione e la caparbietà delle donne sono certa che almeno entro il mese di aprile il Governo possa dire di aver pubblicato il decreto. È soltanto un atto amministrativo gestionale. Tutte le norme ci sono ed occorre soltanto un segno di buona volontà.
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Informo i colleghi che sono presenti in tribuna gli studenti dell'Istituto comprensivo statale «Carlo Goldoni» di Martellago, in provincia di Venezia, ai quali diamo il benvenuto. (Applausi).
Vorrei dire agli studenti e ai professori che il giovedì pomeriggio sono presenti in Aula solamente i senatori che hanno presentato interpellanze ed interrogazioni, mentre gli altri sono impegnati nell'attività politica sul territorio.
Ripresa dello svolgimento di interrogazioni (ore 16,18)
PERDUCA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signora Presidente, gli studenti e i professori hanno comunque la fortuna di avere in Aula senatori tra i migliori. Terremo quindi alta la reputazione del Senato della Repubblica.
Anch'io, come la senatrice Vicari, senza aggiungere le cose già dette, che condivido al 100 per cento, della senatrice Sbarbati, mi dichiaro parzialmente soddisfatto, perché le domande nella mia interrogazione erano due. Anzitutto, avevo citato nel corpo della stessa una dichiarazione del Ministro che aveva annunciato o, a seconda dei punti di vista, paventato la possibilità di lanciare un nuovo concorso: a questa domanda non è stata data risposta.
L'altra domanda invece è stata in parte soddisfatta per esclusione. Chiedevamo infatti quali misure il Governo intendesse assumere per affrontare, al fine di risolverlo e sanarlo, l'annoso problema del precariato prima di indire un concorso i cui vantaggi sarebbero riservati solo ad una piccola percentuale di questo vasto universo.
Il vasto universo, almeno quello che ha fatto pervenire a me il problema tramite una campagna di sensibilizzazione di entrambe le Camere - che si è svolta per tutto il mese di novembre e dicembre dell'anno scorso e che ha poi trovato con il cosiddetto decreto milleproroghe, come sottolineato dalla Sottosegretaria, un momento in cui una parte del problema è stata affrontata - era quello del Coordinamento nazionale docenti abilitati e abilitandi per le graduatorie ad esaurimento, che aveva censito in circa 23.000 le persone che sarebbero state interessate da questo problema. Il Governo non ha però oggi confermato i numeri relativamente a quelli che rientrerebbero nell'articolo 14 del milleproroghe, adottato all'inizio dell'anno.
Sappiamo che all'interno del milleproroghe c'è di tutto, ma non necessariamente tutto viene affrontato nei termini relativi al merito della questione. Il dibattito è molto serrato. Anche quest'anno si è passati ad un voto di fiducia e, quindi, molto spesso alcuni aspetti più complessi della materia non rientrano all'interno dello scambio con il Parlamento. Mi è stato detto che alla Camera, malgrado il parere negativo del Governo, è stato invece votato a maggioranza un ordine del giorno che ripropone ancora una volta la questione sotto molteplici aspetti. Io voglio sollevarne solamente uno. Gli uffici legali di questo Coordinamento ritengono che la norma contenuta nell'articolo 14 del milleproroghe non sia di così univoca interpretazione e che, di fatto, si sancisca una sorta di nuova riapertura delle graduatorie ad esaurimento, soltanto nella posizione di alcune migliaia di questi 23.000.
Si va così a confermare quel che avevamo paventato in esordio della nostra interrogazione parlamentare: una disparità di trattamento tra le persone che hanno lo stesso diritto e lo stesso percorso di studi, tant'è vero che gli anni inclusi nella norma di legge lasciano ancora dei dubbi circa il numero. Infatti, dovendo durare quattro anni il corso di specializzazione e andando noi a prendere in considerazione l'anno accademico 2008-2009, come scritto nel milleproroghe, credo che il problema di interpretazione resti.
Quindi, posto che chiaramente questo potrà essere uno dei vari appuntamenti che avremo con il Governo in sede formale per discutere di tali questioni, potrebbe essere utile se il Ministero avviasse un dialogo diretto con questo Coordinamento, o indiretto, attraverso i parlamentari che maggiormente hanno seguito la questione (in Senato ce ne sono tre e alla Camera altrettanti); in effetti, come spesso purtroppo accade e come il Sottosegretario per la giustizia potrà certificare più avanti, l'incertezza della norma crea ulteriori problemi. Spesso ci troviamo infatti ad adottare leggi di interpretazioni autentica di normative. Non vorremmo che anche in questo caso ci si dovesse tornare sopra con un passaggio parlamentare; è quindi auspicabile un dialogo tra le parti, a stretto giro di posta, fermo restando quanto ha detto poco fa la collega Vicari, ai cui auspici mi associo.
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-02549 su atti vandalici che hanno interessato il liceo scientifico «Manfredi Azzarita» di Roma.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
UGOLINI, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Con il presente atto di sindacato ispettivo, l'interrogante chiede di conoscere quali misure il Governo intenda assumere per tutelare l'edificio che ospita il liceo scientifico «Manfredi Azzarita» di Roma, oggetto di ripetuti atti vandalici, prevedendone anche un piano per il recupero, il restauro e il consolidamento statico.
Sentiti al riguardo gli uffici competenti, si segnala preliminarmente che l'edificio scolastico in questione risale al 1925 e presenta una particolare struttura architettonica con cinque piani nell'ala sud-ovest e otto piani nell'ala nord-est. Tale edificio, per un verso risulta particolarmente adatto ad ospitare una scuola, perché caratterizzato da grandi spazi interni ed esterni, dall'altro, proprio in ragione di tali caratteristiche architettoniche e della presenza di quattro scale esterne di emergenza con oltre 50 ingressi ai piani, di vasti cortili e di un ampio parco ricco di vegetazione facilmente accessibili dall'esterno, risulta notevolmente esposto alle intrusioni. Riguardo a quest'ultimo punto, la dirigenza scolastica ha fatto presente di aver sempre denunciato alla stazione dei Carabinieri di zona tutti gli episodi vandalici occorsi e ha sottolineato che, pur con il grave disagio che questi accadimenti hanno comportato all'utenza e al personale scolastico, sono stati persi solo due giorni di lezione. La prefettura di Roma ha informato che sono in corso indagini riguardo ai suddetti atti vandalici da parte della compagnia dei Carabinieri di Roma-Parioli.
Quanto alle misure di sorveglianza dell'edificio, è stato predisposto l'incremento dei transiti, con particolare riguardo all'orario notturno, anche mediante l'impiego di personale in abiti civili a bordo di autovettura con targa di copertura. È inoltre oggetto di valutazione la possibilità di installare telecamere in corrispondenza di alcuni luoghi di accesso alla struttura, al fine di monitorare in modo completo l'area interessata.
L'istituto è dotato di un sistema di allarme volumetrico collegato regolarmente ad un istituto di vigilanza. La prefettura di Roma ha comunicato che tale allarme non è entrato in funzione in occasione degli episodi vandalici a causa della mancata copertura di diversi settori all'interno del plesso scolastico in questione. Per questa ragione la presidenza, previo suggerimento dell'Arma locale, ha richiesto l'installazione di un sistema di videosorveglianza e il potenziamento dell'impianto esterno di illuminazione, i cui lavori sono in corso di ultimazione.
Per quanto riguarda il consolidamento e il recupero della struttura scolastica, si precisa che la Provincia di Roma sta effettuando un importante intervento di manutenzione, che prevede operazioni di risanamento e messa in sicurezza delle facciate e dei cornicioni, l'impermeabilizzazione dei lastrici solari, la manutenzione degli ambienti interni, la sostituzione delle porte delle aule e gli adeguamenti per il rilascio del certificato per la prevenzione incendi. I lavori, per un importo complessivo di 1.500.000 euro, sono attualmente in corso e si concluderanno presumibilmente entro l'anno 2012.
Per quanto concerne infine la proposta di porre un vincolo architettonico all'edificio scolastico in questione, il Ministero per i beni e le attività culturali ha fatto presente quanto segue. L'immobile in parola appartiene ad un ente territoriale. Come tale, secondo quanto disposto dall'articolo 12 del decreto legislativo n. 42 del 2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio), se corrisponde ad opera di autore non più vivente e se la sua esecuzione risale ad oltre 70 anni, è sottoposto alle disposizioni previste dalla legge di tutela, anche se non è stato ricompreso in un apposito provvedimento di vincolo. Il codice infatti opera una presunzione iuris tantum della qualità culturale dei beni di proprietà pubblica. Occorre tuttavia precisare che la presunzione di qualità culturale del bene non opera a tempo indeterminato, ma è destinata a venir meno qualora il procedimento di verifica, sempre previsto dall'articolo 12 del codice sopra citato, abbia un esito negativo.
A tale riguardo, pur non essendo stata avviata formalmente alcuna richiesta di verifica dell'interesse culturale dell'immobile che ospita il liceo «Azzarita» da parte dell'ente titolare, la competente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Comune di Roma ha comunque in corso una ricerca della documentazione storica e d'archivio atta ad accertare l'interesse culturale dell'edificio in questione. Nelle more della verifica dell'interesse culturale, l'immobile resta sottoposto alla prescrizione di tutela di cui alla parte seconda del sopracitato decreto legislativo n. 42 del 2004, nonché alle sanzioni previste nella parte terza dello stesso (ovvero all'articolo 160, comma 1) e dal codice penale, se il bene culturale subisce un danno.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Sottosegretario, la ringrazio di nuovo per questa risposta, che in qualche misura ci conforta. Ci conforta innanzitutto l'assunzione di responsabilità del dirigente scolastico, che ha fatto il suo dovere nei tempi dovuti, ripetutamente, pur in presenza di atti vandalici che sono stati reiterati nel tempo e che difficilmente potevano essere previsti e impediti, considerata la struttura dell'edificio, come esso è ubicato, i punti d'accesso e tutto quello che lei ha messo doverosamente in evidenza.
Certo, c'era un'estrema facilità per compiere questi atti vandalici, che si sono ripetuti in maniera molto grave ed aggravata nel tempo, dovuta anche al non funzionamento dell'impianto di sorveglianza, cui oggi si è fatto riferimento con la possibilità di adeguarlo e con la possibilità di avere un'illuminazione che consenta in futuro una maggiore visibilità e, quindi, una capacità di vigilare più attenta e doverosa.
L'interrogazione, come lei ha rilevato, metteva in luce due aspetti. Innanzitutto, la vigilanza sugli istituti scolastici. Io, come lei, vengo da una carriera scolastica di oltre 35 anni: una scuola che ho sempre amato e che vedo disgraziatamente deperire giorno per giorno, anche nelle strutture. Le strutture fatiscenti e in degrado come questa, che vengono ulteriormente degradate da queste azioni vandaliche, compiute spesso anche dagli stessi alunni che sono all'interno ed usufruiscono del servizio educativo, rappresentano veramente una questione sulla quale il Ministero si deve interrogare, perché l'edificio fa parte del clima ed è un elemento portante del clima pedagogico, educativo e formativo che si respira dentro una scuola. Se i ragazzi vivono in ambienti così degradati, anche per loro responsabilità, poi naturalmente hanno dei comportamenti conseguenti, che non sono certamente positivi, perché il clima contribuisce molto alla formazione ed imprime un andamento piuttosto che un altro nell'iter formativo ed educativo. Quindi credo che per la manutenzione degli edifici e per la ristrutturazione di quelli fatiscenti e degradati, come questo, ci voglia un'attenzione maggiore.
Le segnalo un'interrogazione che giace da tempo presso il Ministero dell'istruzione e che ho presentato qui in Senato, proprio in riferimento all'edilizia scolastica, alle sue carenze e all'assoluta inadeguatezza rispetto alle norme vigenti sulla sicurezza e rispetto alle norme vigenti sul decoro. Parliamo infatti di questo; nella scuola il decoro secondo me è fondamentale per la formazione del cittadino, che rispetta soprattutto i beni pubblici, quelli che sono di tutti e che tutti paghiamo. Mi rivolgo dunque alla sua sensibilità professionale e alla sua sensibilità da tecnico e da politico, perché - come ho detto questa mattina al ministro Fornero - ogni atto tecnico presume comunque una luce di intelligenza politica, dal momento che deve comunque essere inserito in un progetto e in una qualche finalità che vogliamo raggiungere.
Affido pertanto a lei questa ricognizione del nostro patrimonio, per vedere e verificare, così come è stato fatto in questo caso da me denunciato, qual è lo stato del patrimonio, cosa si può fare con le modeste risorse di cui possiamo avvalerci e cosa si deve fare dall'interno delle scuole, perché anche dall'interno delle scuole può partire un'azione formativa volta almeno ad impedire che questi atti vandalici provengano dagli stessi alunni che frequentano le scuole. Questo sarebbe già un grande successo.
Sulla questione della tutela di questo edificio, cui lei ha fatto cenno chiarendo in maniera molto puntuale l'aspetto della tutela rispetto ai vincoli, le faccio presente che mi fa piacere che da parte della Soprintendenza ci sia uno studio sulle origini del liceo scientifico "Manfredi Azzarita" e quindi la possibilità di inserirlo effettivamente in un regime di tutela piena, vincolo compreso.
Se questo accadrà, naturalmente ne saremo felici perché credo che da questo possano poi derivare altri benefici per l'istituto scolastico stesso nella sua parte strutturale e nella parte che dalla struttura si riflette sull'ambiente formativo.
La Provincia ha fatto il suo dovere, così come lei ha descritto poco fa, impegnando anche dei fondi cospicui per quella che è un'opera di risanamento.
Ci auguriamo che con l'attenzione del Governo, della Provincia, delle forze dell'ordine e della scuola stessa ci sia effettivamente una presa di coscienza, soprattutto dall'interno, oltre che dall'esterno, per rispettare questi luoghi, che devono essere i luoghi forti della formazione civile, umana e culturale di ogni ragazzo, che rappresenta il futuro del nostro Paese.
PRESIDENTE. Ringrazio la senatrice Sbarbati per il suo intervento ed il sottosegretario di Stato, professoressa Ugolini.
Segue l'interrogazione 3-02627 sullo svolgimento del censimento ISTAT per i detenuti.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
MAZZAMUTO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Nel rispondere all'interrogazione del senatore Di Giovan Paolo, desidero, anche a beneficio del giovane pubblico presente in tribuna, ricordare che il censimento della popolazione detenuta nel nostro sistema è disciplinato, come «convivenza anagrafica». Questo significa che il censimento della popolazione detenuta è parte integrante delle operazioni di rilevazione disposte nell'ambito del 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni.
In particolare, l'articolo 50 del decreto-legge n. 78 del 2010 (convertito, con modificazioni, nella legge n. 122 del 30 luglio 2010) stabilisce che sia l'ISTAT ad organizzare le operazioni censuarie attraverso il cosiddetto Piano generale di censimento, nel quale dovranno essere considerate tutte le unità di rilevazione, ivi comprese le convivenze anagrafiche, qualificate come «un insieme di persone normalmente coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili, aventi dimora abituale nello stesso comune».
I questionari di censimento, quindi, destinati alle convivenze si distinguono in due tipologie: l'una è rivolta alle persone «abitualmente dimoranti nella convivenza», mentre l'altra è rivolta a tutte quelle persone che non hanno dimora abituale nella convivenza, ma sono «temporaneamente presenti alla data del censimento».
Fatta questa breve premessa ed andando alle questioni sollevate dal senatore Di Giovan Paolo, desidero comunicare l'andamento delle operazioni riguardanti il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e degli istituti penitenziari presenti sul territorio: per ciò che ci risulta, tutte le attività connesse alla rilevazione statistica sono state avviate sin dal settembre 2011, senza particolari difficoltà.
Per quanto concerne gli aspetti tecnico-organizzativi, rappresento che, al fine di agevolare la raccolta dei dati censiti relativi alla popolazione detenuta da parte degli Uffici comunali di censimento (UCC) e di migliorare la qualità delle informazioni raccolte, il Ministero della giustizia e l'Istituto nazionale di statistica hanno concordato di effettuare il censimento delle convivenze dipendenti dal Ministero della giustizia mediante la circolare del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria n. 476 del 22 settembre 2011, indirizzata ai Provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria.
Di seguito alla diramazione della detta circolare - contenente le indicazioni tecniche ed i criteri di compilazione delle schede - il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, in data 10 novembre 2011, ha nominato il responsabile del trattamento dei dati personali, individuandolo nella persona del dirigente che sin dall'inizio ha tenuto i contatti con l'ISTAT ed ha curato i conseguenti adempimenti.
In data 11 novembre 2011 sono state diramate a tutte le direzioni penitenziarie le credenziali (user ID e password) fornite dall'Istituto di statistica per la compilazione via web del censimento e, in data 19 dicembre 2011, previa comunicazione dell'ISTAT agli Uffici comunali di censimento competenti per territorio, sono state da questi ultimi intraprese le operazioni censuarie riguardanti le convivenze «dipendenti dal Ministero della giustizia».
Sin dal 6 gennaio 2012, l'Ufficio di statistica del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e il servizio statistiche del Dipartimento della giustizia minorile hanno comunicato all'ISTAT lo stato di avanzamento delle rilevazioni, certificando che, su 259 strutture interessate dall'attività censuaria (case circondariali, case di reclusione, case mandamentali, ospedali psichiatrici giudiziari, istituti penali per minorenni e comunità ministeriali), 186 strutture (pari al 71,8 per cento del totale) avevano concluso la rilevazione e trasmesso il questionario via Internet. Attualmente, è in corso di completamento la rilevazione censuaria presso le rimanenti strutture, a cura degli Uffici comunali di censimento competenti per territorio.
Per ciò che concerne, poi, l'ulteriore questione riguardante l'importanza dell'informazione rivolta ai detenuti e al personale degli istituti penitenziari circa i benefici del censimento, rappresento che l'ISTAT, nell'ambito delle attività informative e pubblicitarie poste in essere in occasione del censimento, ha opportunamente messo in luce tutti gli obblighi ed i benefici di legge ad esso sottesi.
La campagna di comunicazione pubblicitaria riguardante il 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni è stata, infatti, articolata su di una pluralità di mezzi ed attraverso molteplici strumenti. Così come puntualizzato dallo stesso Istituto nazionale di statistica, l'attività di comunicazione delle principali caratteristiche del censimento ha avuto inizio sin dal 1° settembre 2011. A partire da tale data, e fino al 29 settembre, sono stati lanciati ben 1.739 servizi tra TV, TV web, radio, agenzie, stampa quotidiana e periodica. Nel periodo compreso tra il 1° settembre ed il 24 novembre 2011, la notizia del censimento 2011 è stata ripresa da 5.920 servizi giornalistici (tra agenzie, quotidiani nazionali e locali, radio, TV, giornali online e periodici).
Inoltre, sono stati adottati ulteriori strumenti informativi quali depliant, spot, video ed annunci pubblicitari, per un totale di circa 808 annunci, pubblicati su 103 quotidiani, sia nazionali che locali e su periodici.
Segnalo, poi, come sottolineato dal predetto Istituto, che è stato predisposto un sito web dedicato (online dal 5 agosto) contenente, tra le altre, tutte le informazioni riguardanti l'obbligo di risposta ed il periodo di restituzione spontanea del questionario.
Venendo, infine, alla questione riguardante la predisposizione, da parte dell'ISTAT, di una specifica analisi da trasmettere ai Ministeri della giustizia, della salute e dell'interno, comunico che il predetto Istituto - per ciò che concerne questo Ministero - sta provvedendo, in collaborazione con il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e con il Dipartimento della giustizia minorile, all'avvio di una specifica indagine concernente la situazione dei detenuti nelle carceri italiane, siano essi adulti che minori. Tale indagine ha la precipua finalità di approfondire l'analisi di alcune caratteristiche socio-demografiche, che riguardano prettamente la popolazione carceraria e, ahimè, il sovraffollamento delle carceri.
DI GIOVAN PAOLO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIOVAN PAOLO (PD). Signora Presidente, ringrazio il signor Sottosegretario ed esprimo innanzitutto soddisfazione per la celerità con cui si è risposto: in questi quasi quattro anni, molte interrogazioni sono rimaste nei cassetti, quindi non è un dato poco importante il fatto che vi sia un relazione tra Governo e Parlamento, perché dobbiamo lavorare sulle stesse cose, soprattutto in questi campi di cui ci interessiamo in troppo pochi, anche all'interno delle istituzioni.
Sono quindi soddisfatto di questo e anche delle risposte; mi permetto solo, per fortificare questo dialogo, di segnalare alcuni aspetti che possono essere di miglioramento nei confronti della situazione del sovraffollamento cui avete anche cercato di porre un primo freno, di dare una prima risposta con il decreto-legge che abbiamo esaminato poche settimane fa ed approvato sia al Senato, sia alla Camera.
Perché il censimento è importante? Perché ho segnalato questo aspetto? Non ho alcun dubbio, e ne prendo atto, che l'ISTAT abbia svolto una campagna pubblicitaria forte nel Paese. Ovviamente, le persone che sono in regime di detenzione vivono una realtà in cui c'è spesso meno attenzione alla società civile (ce ne è già poca per il censimento nella nostra società); quindi, è chiaro che il ruolo del Ministero della giustizia in questo senso è importante, perché riesce a garantire questa attenzione. Il censimento è importante (e lo specifico più a beneficio di chi leggerà volentieri gli atti che non di noi che ce occupiamo spesso, come anche il collega Perduca) perché, ad esempio, è attraverso la possibilità di rilevare il domicilio che si possono avere gli arresti domiciliari, ed è sempre attraverso il domicilio che si possono ricevere cure dal servizio sanitario nazionale (che, come sappiamo, con la riforma della sanità penitenziaria, spettano ai cittadini detenuti, i quali perdono alcuni diritti ma non tutti e sono cittadini come tutti gli altri per quello che riguarda il servizio sanitario). Spesso per avere le cure e le medicine, soprattutto quando ci sono trasferimenti da un istituto penitenziario all'altro, c'è il problema del rapporto con il medico curante e della cartella clinica, che purtroppo oggi è ancora di carta e segue, spesso in ritardo, il detenuto.
È molto importante ciò che lei dice, signor Sottosegretario, e cioè che l'ISTAT farà con voi questa rilevazione specifica, perché ciò permetterà di affrontare questo tema.
Il censimento è inoltre importante perché purtroppo, come sappiamo (e ci tengo che rimanga agli atti), l'indulto, già di per sé, funzionò: nessuno ricorda, nonostante la propaganda, che meno del 30 per cento delle persone che ne hanno usufruito sono tornate a delinquere. Il recente decreto-legge Severino si mette su questa strada. Probabilmente si immagina che siano più di 5.000 coloro che ne beneficeranno, ma purtroppo sappiamo che potrebbero non poterne beneficiare soprattutto gli immigrati, specie quelli irregolari e coloro che, anche a seguito delle azioni compiute, per loro colpa, sono stati condannati e perciò non hanno più un domicilio. Ecco allora perché diventa importante.
Ciò vale anche per la soluzione concreta del caso di chi viene ricoverato negli ospedali psichiatrici giudiziari, dove spero non si entri più, non solo che alla fine risolveremo il problema (il 31 marzo ci sarà la circolare). Sapere che c'è un riferimento domiciliare permette di poter decidere il trattamento delle persone che rischiano oggi di entrare negli ospedali psichiatrici giudiziari, perché è evidente che non tutti possono tornare a casa, in considerazione dei motivi che li hanno portati lì o per altre cause contingenti.
Quindi, l'attenzione che abbiamo avuto con alcuni colleghi è in termini collaborativi, per cercare una soluzione a questi problemi, che non sono tanto problemi di legge ma spesso di applicazione e di circolari.
In conclusione del mio intervento, approfitto per ricordare che purtroppo è giunta notizia che a Genova-Marassi c'è stato un ennesimo morto (probabilmente al Ministero già lo sapranno da questa mattina): è il quarto in questa struttura in poco più di tre mesi. Ovviamente, non è una questione che riguarda maggioranze o opposizioni, è questione non solo di fatalità ma anche di condizioni delle nostre carceri. Quindi, la logica di lavorare sul sovraffollamento e di trovare soluzioni anche attraverso la rilevazione è volta a fare in modo che solo in casi estremi sia necessario avere persone condannate e detenute, a maggior ragione se sono in attesa di giudizio, nelle nostre carceri.
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.
Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di martedì 20 marzo 2012
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 20 marzo, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 16,46).
Allegato A
INTERROGAZIONI
Interrogazioni sui criteri di inserimento del personale docente nelle graduatorie ad esaurimento
(3-02201) (26 maggio 2011)
SBARBATI, MONGIELLO (*). - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
il decreto relativo alle graduatorie dei docenti in prossima uscita almeno per quanto attiene alle scuole medie ad indirizzo musicale, prevede solo un aggiornamento delle graduatorie escludendo di fatto dalle stesse gli insegnanti abilitati e abilitandi (immatricolati dal 2008 e 2009) nella classe di concorso A77 (insegnamento di strumento musicale nella scuola media);
questi insegnanti sono gli unici a possedere una specifica abilitazione per questo tipo di insegnamento ma nella graduatoria permanente, per la stessa classe di concorso, sono presenti solo gli abilitati immatricolati nel 2007, anno in cui sono stati attivati per la prima volta i suddetti corsi;
questi abilitati sono in numero esiguo accanto ad altri docenti comunque inseriti in graduatoria, ma addirittura in possesso di altre abilitazioni non specifiche (A31 - A 32 - educazione musicale) e quindi non usciti dallo specifico corso abilitante attivato dal Ministero (AFAM);
per essere ammessi alla frequenza dei corsi A77 distribuiti sul territorio nazionale, gli aspiranti devono superare selezioni durissime, frequentare obbligatoriamente le lezioni settimanali, superare numerosi esami severi e investire notevoli quantità di denaro non solo per le tasse universitarie, ma anche per gli spostamenti che si devono effettuare;
stessa sorte è toccata agli abilitati e abilitandi in Scienze della formazione primaria e Cobaslid per cui si attende il nuovo sistema di reclutamento dei docenti senza indicazioni su come e quando entrerà a regime;
il decreto così concepito produrrà una palese violazione degli articoli 3, 33 e 35 della Costituzione creando discriminazione e disparità di trattamento di alcune categorie di docenti abilitati e abilitandi presso corsi a numero chiuso attivati annualmente dal Ministero ed identici a quelli frequentati da altri colleghi che non hanno gli stessi problemi solo perché immatricolati entro l'anno 2007/2008;
inoltre gli immatricolati nel 2007/2008, anch'essi esclusi dalle graduatorie ad esaurimento, sono stati reinseriti, grazie a un emendamento, nel 2009,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover sanare la disparità di trattamento che si è verificata considerato l'alto numero di docenti esclusi (circa 20.000) e rivedere la parte del decreto che, pur se in vigore dal 15 febbraio 2011, ha previsto la retroattività, includendo docenti e studenti immatricolati nei corsi abilitanti in anni precedenti dal 2008 al 2010.
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(*) Firma aggiunta in corso di seduta
(3-02344) (28 luglio 2011)
VICARI, MONGIELLO (*). - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
con l'art. 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le graduatorie provinciali permanenti del personale docente sono state trasformate in graduatorie "ad esaurimento" consentendo l'inserimento nelle stesse anche di coloro che alla data di approvazione della legge risultavano iscritti ai corsi universitari per il conseguimento dell'abilitazione;
con l'art. 5-bis del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, è stato esteso l'inserimento nelle suddette graduatorie al personale docente iscritto per il 2007/2008 ai corsi universitari anche presso le facoltà di scienze della formazione primaria, le accademie e i conservatori sempre per il fine del conseguimento della relativa abilitazione;
scopo delle predette norme era esaurire il problema del precariato in attesa di un nuovo sistema di formazione e di reclutamento degli insegnanti;
considerato che:
è stato pubblicato, nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31 gennaio 2011, il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 249 del 10 settembre 2010 recante il regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti, senza alcun intervento relativo al nuovo sistema di reclutamento;
risultano esclusi dal vecchio sistema di reclutamento, ovvero dall'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento, i docenti iscritti ai corsi universitari nell'anno accademico 2008/2009 e successivi, ancorché già abilitati, anche presso le facoltà di scienze della formazione primaria, le accademie e i conservatori, sempre per il fine del conseguimento della relativa abilitazione,
l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga equo e coerente, in attesa dell'attuazione di un nuovo sistema di reclutamento, consentire entro l'anno scolastico 2011/2012 l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento dei docenti iscritti nell'anno accademico 2008/2009 e successivi ai corsi universitari a numero programmato autorizzati dallo stesso Ministero, anche presso le facoltà di scienze della formazione primaria, le accademie e i conservatori, sempre per il fine del conseguimento della relativa abilitazione.
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(*) Firma aggiunta in corso di seduta
(3-02723) (13 marzo 2012) (già 4-06511 ) (10 gennaio 2012)
PERDUCA, PORETTI, MONGIELLO (*). - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che nel mese di dicembre, a seguito di alcune dichiarazioni del Ministro in indirizzo circa la possibilità di avviare nel corso del 2012 un concorso a cattedre su tutto il comparto scuola con lo scopo di una rapida soluzione al precariato scolastico che si è creato nel corso degli anni, il Coordinamento nazionale docenti abilitati e abilitandi per le graduatorie ad esaurimento (Gae) ha avviato una campagna di informazione e sensibilizzazione dei parlamentari;
considerando che:
secondo quanto raccolto dal menzionato Coordinamento dal vigente sistema di reclutamento scolastico sono stati esclusi circa 20.000 docenti che hanno frequentato o frequentano i tanti corsi abilitanti istituiti dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in diversi ambiti scolastici;
tale esclusione è stata ampiamente discussa in sede parlamentare, attraverso numerose interrogazioni, proposte di legge in VII Commissione (Cultura) della Camera e in 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato, fino ad arrivare all'approvazione, in sede referente da parte della Commissione della Camera, di un emendamento (9.25) al disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 70 del 2011 (cosiddetto decreto sviluppo), tuttavia poi non accolto nel corso dell'esame in Assemblea, al quale però è seguita l'approvazione a stragrande maggioranza dei deputati di un ordine del giorno in cui si raccomandava al Governo di inserire i docenti abilitati o abilitandi nelle Gae (9-04357-A-155);
nonostante tale pronuncia, e la mancanza di un nuovo sistema di reclutamento, la situazione è rimasta senza soluzione;
dopo la formazione del nuovo Governo, il Coordinamento si è mobilitato per avere un riscontro alle varie proposte contattando personalmente il Ministro in indirizzo, per portarlo a conoscenza del problema, con lo scopo, ancora una volta, di trovarvi una soluzione attraverso un dialogo e successivamente un accordo;
le richieste pervenute al Ministro sono quanto mai puntuali: avviare un procedimento legislativo, o adottare un decreto ministeriale, che possa sanare la situazione di 20.000 docenti iscritti ai corsi abilitanti dal 2008 al 2010, e che per ora, in seguito alla chiusura perentoria delle graduatorie permanenti, con legge 27 dicembre 2006, n.296, si trovano esclusi dall'unico sistema vigente in termini di reclutamento scolastico;
i docenti abilitati e abilitandi fanno parte del sistema di reclutamento docenti appena terminato e che si vuole congelare; la citata legge ha chiuso l'accesso alle Gae e ha previsto (ma senza esplicitarne la durata) un periodo di transizione nel quale si sarebbe dovuto permettere l'accesso alle suddette graduatorie a chi partecipasse ai corsi abilitanti attivati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca nella transizione. Ad oggi è evidente che il periodo di transizione riguardi gli anni di immatricolazione dal 2007 al 2010 (in quanto nel 2011 sono iniziati i nuovi sistemi di formazione dei docenti); nel rispetto e a conferma di tale principio il Governo Berlusconi, il Ministro pro tempore Gelmini e il Parlamento nella composizione attuale, con l'art. 5-bis del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, inclusero gli iscritti ai corsi abilitanti del 2007 nelle Gae;
nel rispetto dei principi di equità e giustizia, i membri del Coordinamento chiedono di inserire nelle Gae gli iscritti ai corsi abilitanti, attivati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, del 2008, 2009 e 2010, i quali conseguiranno lo stesso titolo alle stesse condizioni degli iscritti in anni precedenti;
la cosiddetta fase transitoria in cui i 20.000 docenti si trovano è stata determinata dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249, che ha stabilito il riordino della formazione iniziale degli insegnanti. Coloro che dall'anno 2011 si sono immatricolati ai nuovi corsi abilitanti istituiti dal Ministero, non potranno più inserirsi nel sistema di reclutamento per graduatorie e attendere il conseguimento del titolo, il nuovo sistema di reclutamento. È evidente che il vuoto legislativo riguarda quella fascia di docenti iscritti ai corsi dal 2008 al 2010 i quali attendono una soluzione urgente;
tutto ciò sta causando un enorme disagio lavorativo a tutti quei docenti esclusi che nel frattempo stanno conseguendo il titolo ma devono accontentarsi di lavorare nelle graduatorie di istituto su spezzoni di supplenza e orari frazionati tra diverse sedi scolastiche, mentre i colleghi del 2007 (e degli anni precedenti) lavorano in posizioni più sicure e privilegiate con lo stesso titolo, senza contare che l'iscrizione in Gae con riserva per gli abilitandi in Scienze della formazione primaria causa un ulteriore surclassamento degli esclusi i quali, pur meritevoli di essersi laureati prima, vengono superati da persone che si laureeranno anche tra due anni (il meccanismo della riserva consente di scioglierla entro il 30 giugno di ogni anno);
dopo una prima riflessione, in risposta alle richieste del Coordinamento, il Ministro in indirizzo ha affermato, in un articolo apparso sul quotidiano "La Repubblica", che i "20.000" sono un esempio sanabile attraverso un concorso, con ripercussioni positive sull'insoluta e annosa questione del precariato scolastico;
purtroppo l'idea di un concorso, assolutamente legittima come forma di reclutamento equo e meritocratico, a giudizio degli interroganti non risolve la situazione dei "20.000", anzi, se possibile, ne aggrava alcune posizioni: a)molti dei docenti citati finora non hanno conseguito ancora il titolo in quanto la durata legale del corso di laurea di Scienze della formazione primaria, per esempio, è di 4 anni, e non potrebbero così partecipare al concorso dove il possesso del titolo rappresenta un requisito imprescindibile; b)coloro che possono partecipare si trovano comunque in situazione svantaggiata rispetto ai colleghi già inseriti nel sistema Gae in quanto questi ultimi hanno il doppio delle possibilità in più di aspirare al ruolo grazie alla permanenza nelle stesse graduatorie e la contemporanea possibilità di partecipare al concorso,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda riprendere in considerazione quanto affermato circa la proposta di un imminente concorso;
quali misure intenda assumere per affrontare, al fine di risolvere e sanare, l'annoso problema del precariato prima di indire un concorso i cui vantaggi sarebbero riservati solo ad una piccola percentuale di questo vasto universo.
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(*) Firma aggiunta in corso di seduta
Interrogazione su atti vandalici che hanno interessato il liceo scientifico "Manfredi Azzarita" di Roma
(3-02549) (15 dicembre 2011)
SBARBATI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per i beni e le attività culturali e dell'interno - Premesso che:
il liceo scientifico "Manfredi Azzarita" sito in via Tommaso Salvini n. 20, a Roma, nel quartiere Parioli nei pressi di piazzale delle Muse, in una zona di enorme pregio immobiliare, è oggetto da tempo di numerosi, gravi e ripetuti atti vandalici, consistenti nell'allagamento delle aule mediante l'apertura degli idranti dell'impianto antincendio, lo svuotamento di estintori, l'effrazione di porte e finestre, l'infestazione di vermi, cavie e topi morti;
tali atti vengono posti in essere con estrema facilità, in quanto l'impianto di videosorveglianza e l'antifurto volumetrico collegati a centrali operative di sorveglianza non sono sufficienti a rilevare le intrusioni estranee con tempestività;
i danni arrecati all'edificio scolastico ammontano ormai a diverse decine di migliaia di euro, che vengono per la maggior parte sopportati dall'Amministrazione provinciale di Roma, ente proprietario dell'immobile, costruito ai primi del '900 con pregevole stile progettuale, degno di tutela e vincolo architettonico;
la struttura, malgrado gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, non utilizza appieno le proprie potenzialità, offrendo agli studenti aule fredde, infissi rovinati e poco efficienti, pavimenti e rivestimenti fatiscenti, pareti e soffitti scrostati, controsoffitti cadenti, superfici esterne rovinate, palestre danneggiate;
in tale quadro si inserisce un'attività vandalica indisturbata che peggiora costantemente la situazione, appesantendo solai e strutture con l'umidità diffusa che permane dopo gli allagamenti, ben otto volte perpetrati dall'inizio dell'anno scolastico in corso,
si chiede di sapere:
quali misure risolutive il Governo, per quanto di competenza, intenda adottare per garantire una adeguata sorveglianza all'edificio scolastico durante le ore in cui non viene svolta attività scolastica;
se al Governo risultino gli esiti dei numerosi esposti e delle diverse denunce presentate alle autorità giudiziarie e di pubblica sicurezza a seguito dei numerosi atti vandalici susseguitisi nel tempo;
se non si ritenga opportuno porre un vincolo architettonico all'edificio scolastico, di pregevole fattura, unico nel suo contesto, da quasi un secolo nel quartiere Parioli di Roma, provvedendo ad un piano di recupero, consolidamento statico e restauro in accordo con la competente Soprintendenza e la Provincia di Roma, ferma la destinazione d'uso a scuola pubblica.
Interrogazione sullo svolgimento del censimento ISTAT per i detenuti
(3-02627) (02 febbraio 2012)
DI GIOVAN PAOLO, DELLA MONICA, PERDUCA, AMATI. - Ai Ministri della giustizia, dell'interno e della salute - Premesso che:
in questi giorni sta terminando il periodo per effettuare il quindicesimo censimento Istat 2011 e la compilazione di questo è un dovere di tutti i cittadini;
il censimento è di fondamentale importanza non solo per l'individuazione della residenza, ma anche per il godimento dei diritti di cittadinanza e per l'iscrizione al sistema sanitario nazionale e quindi regionale;
una parte della compilazione del censimento è destinata alla comunità detenuta;
le difficoltà, più volte denunciate dal mondo dell'associazionismo e dal mondo politico, delle istituzioni preposte alle questioni che riguardano il sovraffollamento, le piante organiche del personale e la continua mobilità dei detenuti potrebbero far pensare che la compilazione del censimento sia di difficile attuazione;
il mancato censimento della popolazione detenuta potrebbe influire sull'aumento del numero dei senza fissa dimora, con ulteriori problemi sanitari al momento della scarcerazione e della messa in libertà (prescrizioni mediche, di farmaci, continuità assistenziale e socio-sanitaria, ricoveri in lungodegenze, monitoraggio e prevenzione di patologie infettive, eccetera);
è necessario dare piena applicazione alla riforma della sanità penitenziaria che prevede che i detenuti e gli internati, al pari dei cittadini in stato di libertà, abbiano pari diritto all'erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione previste nei livelli essenziali di assistenza (LEA),
si chiede di sapere:
come il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e, di conseguenza, gli istituti penitenziari, le cui difficoltà sono note, stiano svolgendo il censimento;
se risulti che i detenuti e il personale degli istituti penitenziari sono informati dell'importanza che il censimento riveste in relazione ai benefici di legge previsti e all'accesso al servizio sanitario nazionale;
se risulti che l'Istat predisporrà una specifica analisi da trasmettere ai Ministeri della giustizia, della salute e dell'interno .
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Ciampi, Colombo, Pera, Thaler Ausserhofer e Zavoli.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Chiti, per attività di rappresentanza del Senato; Marino Ignazio Roberto Maria e Mascitelli, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale; Stiffoni, per attività del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sul'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione; Giaretta e Marcenaro, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Casson, per partecipare ad una conferenza internazionale.
Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati
Ministro ambiente
Presidente del Consiglio dei ministri
(Governo Monti-I)
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale (3111-B)
(presentato in data 15/3/2012);
S.3111 approvato dal Senato della Repubblica
C.4999 approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
DDL Costituzionale
Senatori Calderoli Roberto, Bricolo Federico, Aderenti Irene, Bodega Lorenzo, Boldi Rossana, Cagnin Luciano, Castelli Roberto, Davico Michelino, Divina Sergio, Franco Paolo, Garavaglia Massimo, Leoni Giuseppe, Maraventano Angela, Mauro Rosa Angela, Mazzatorta Sandro, Montani Enrico, Monti Cesarino, Mura Roberto, Pittoni Mario, Rizzi Fabio, Stiffoni Piergiorgio, Torri Giovanni, Vaccari Gianvittore, Vallardi Gianpaolo, Valli Armando
Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo. (3204)
(presentato in data 15/3/2012).
Disegni di legge, assegnazione
In sede referente
13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale (3111-B)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali
S.3111 approvato dal Senato della Repubblica
C.4999 approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati
(assegnato in data 15/03/2012).
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
DELLA SETA - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:
nel settembre 2009, nel corso dei lavori dell'IFLA (International federation of library associations) a Milano, il direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero per i beni e le attività culturali ha illustrato il progetto di affidare a "Google" la digitalizzazione e la diffusione del patrimonio librario delle 47 biblioteche gestite dal Ministero, che annovera al suo interno anche le due Biblioteche nazionali di Roma e Firenze. Scelta analoga era stata fatta recentemente anche in Francia con un accordo tra Google e la Bibliothèque nationale de France;
successivamente, il 17 novembre 2011, come si legge sul sito del Ministero, tra Google e lo stesso Ministero è stata avviata la collaborazione, che consentirà a chiunque nel mondo di accedere a circa un milione di libri non coperti da copyright conservati nelle Biblioteche nazionali di Roma e Firenze. Sempre da informazioni ufficiali del Ministero, si apprende che per la prima volta molte opere di importanza inestimabile appartenenti ai fondi di queste biblioteche saranno rese accessibili a chiunque in formato digitale attraverso Internet;
questa è la prima collaborazione in assoluto tra un Dicastero della cultura e Google per "Google Books": una partnership che negli auspici di Google offrirà un importante contributo alla conservazione e alla divulgazione di importanti opere del patrimonio culturale italiano;
è importante sottolineare che nei fondi delle nostre Biblioteche nazionali sono conservate raccolte di opere dei più grandi scrittori, filosofi, scienziati e pensatori italiani. Una volta digitalizzate, le opere di Dante, Petrarca, Leopardi, Manzoni, Galilei, Vico, per citare solo alcuni degli autori coinvolti nel progetto, saranno a portata di clic per chiunque nel mondo, da Buenos Aires a Nairobi. Google fornirà inoltre alle due biblioteche le copie digitali di ciascun libro parte del progetto, così che esse possano a loro volta renderli disponibili anche su piattaforme diverse da Google Books, quali, ad esempio, quella del progetto Europeana;
in base al progetto, nei prossimi due anni si completerà la catalogazione dei volumi scelti, che saranno digitalizzati e successivamente messi on line. Il costo della digitalizzazione invece sarà a carico di "Google", che si occuperà anche di allestire uno scanning center in Italia;
oggi si apprende che il 6 marzo 2012 Google Books è stata assorbita in "Google Play" (che include giochi e musica). A seguito di questa cessione si sta diffondendo il timore che possa risultare compromesso l'obiettivo della digitalizzaione di questi preziosi fondi,
si chiede di conoscere:
se l'assorbimento di Google Books all'interno di Google Play possa mettere in forse il proseguimento del progetto previsto dall'accordo con il Ministero;
se l'eventuale impossibilità di poter scaricare i libri digitalizzati dalle biblioteche americane e canadesi possa interessare anche i volumi inclusi nell'accordo tra il Ministero Google Books.
(4-07109)
BONINO, PERDUCA, PORETTI - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:
il 24 febbraio 2011 veniva creato dall'Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (ACNUR) un campo profughi a Shousha, una località tunisina a nove chilometri dalla Libia per far fronte alla fuga di migliaia di persone che abbandonavano quel Paese all'indomani dell'inizio delle rivolte che avrebbero nei mesi successivi suscitato l'intervento della NATO sancito dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
ad oggi, nel mese di marzo 2012, il campo ospita oltre 3.500 persone di diverse nazionalità: eritrei, sudanesi, ciadiani, iracheni, palestinesi e nigeriani;
il Fondo mondiale per l'alimentazione gestisce l'aspetto alimentare del campo;
l'Italia è uno dei Paesi donatori del campo;
considerato che:
molti degli ospiti del campo sono migranti somali ed eritrei che nell'estate 2011 furono al centro di una serie di respingimenti;
con sentenza del 23 febbraio 2012 resa in Grande Camera, la Corte europea dei diritti umani ha deciso il caso Hirsi e altri c. Italia, accertando, all'unanimità, che i ricorrenti, intercettati in mare dalle autorità italiane, erano sottoposti alla giurisdizione italiana ai sensi dell'articolo 1 della Convenzione, e che vi è stata una duplice violazione dell'articolo 3 in quanto i ricorrenti, rimandati in Libia, erano esposti al rischio sia di subire maltrattamenti e sia di essere rimpatriati verso la Somalia e l'Eritrea, loro Paesi d'origine. Infine che vi è stata violazione dell'articolo 4 del Protocollo n. 4 alla Convenzione che vieta le espulsioni collettive nonché la violazione dell'articolo 13 combinato con gli articoli 3 della Convenzione e 4 del Protocollo n. 4. Il caso riguardava un gruppo di migranti, cittadini somali ed eritrei, provenienti dalla Libia, fermati in mare e quindi ricondotti in Libia dalle autorità italiane;
dal maggio 2009 circa 2000 immigrati sono stati intercettati nel mar Mediterraneo dalle navi italiane e respinti in Libia;
il 22 maggio 2011, per citare solo uno degli episodi più gravi, il campo fu incendiato, e quattro persone persero la vita mentre l'esercito tunisino, intervenuto per sedare le proteste, sparò sulla folla;
il 12 marzo è stato pubblicato sul sito di giornalismo partecipativo "FaiNotizia" di Radio radicale il cortometraggio "Shousha - Profughi nel deserto tunisino" di Laura Verduci, Enrico Montalbano e Judith Gleitze, che contiene immagini relative alle condizioni generali del campo nonché di alcune denunce relative all'operato dell'ACNUR;
i pochi fuggiaschi che riescono a ottenere lo status di rifugiati, dopo tempi di attesa che si aggirano intorno agli 8 mesi, spesso restano per un periodo di tempo indefinito a Shousha in attesa di un resettlement, cioè di un trasferimento dal Paese di prima ospitalità ad un altro Stato che accetti di accoglierli;
tra le criticità segnalate vi sarebbe quella delle condizioni di sicurezza del campo, della scarsità dei generi di conforto e la qualità del cibo, dei tempi lunghi di studio dei casi di richiesta di protezione umanitaria, sussidiaria e asilo nonché della violazione della privacy di decine di profughi nigeriani i cui dossier sarebbero stati fatti vedere all'ambasciatore della Nigeria che avrebbe minacciato i migranti di desistere dalle richieste e abbandonare il campo quanto prima;
dopo il colloquio con la commissione dell'ACNUR ai nigeriani sono state presentate tre possibilità, a detta dei nigeriani ugualmente non plausibili: le prime due prevedrebbero il rientro in Libia o in Nigeria, Paesi in cui non possono ritornare per ragioni di incolumità personale. La terza consisterebbe nell'attendere una decisione da parte dell'esercito tunisino, che potrebbe intervenire per allontanarli forzatamente dal campo;
alle menzionate denunce raccolte dai cineasti ha risposto Rocco Nuri, funzionario dell'ACNUR e responsabile del campo Shousha. Nuri ha confermato i tempi di attesa, tra il colloquio e il riconoscimento dello status passano in media sei mesi. Chi ottiene la protezione attende poi quattro mesi se è stato accolto in Svezia o in Norvegia. La maggior parte dei rifugiati va negli Stati Uniti con tempi di attesa di sei mesi. Attualmente su 3.300 profughi, 2.900 hanno ottenuto lo status di rifugiato, 180 sono richiedenti asilo, il resto è in appello dopo il diniego. Chi ottiene il diniego, come i nigeriani, dovrebbe invece lasciare il campo. In teoria, precisa Nuri, perché di fatto molti restano a Shousha. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni informa e assiste per ciò che concerne il rimpatrio volontario assistito. Infine, per quanto riguarda l'appello dei nigeriani Nuri ha dichiarato di non essere a conoscenza della visita di alcun ambasciatore nigeriano a Shousha. I dossier sono sempre segreti e restano tali anche in caso di diniego;
in più occasioni il Senato ha adottato atti di indirizzo relativi alle persecuzioni religiose soffermandosi in particolare sulla situazione della Nigeria,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati dal documentario;
a quanto ammonti il contributo italiano al campo Shousha;
quali ospiti di Shousha abbiano fatto richiesta di protezione all'Italia e quanti di essi abbiano ottenuto la possibilità di essere trasferiti nel nostro Paese;
quali siano le modifiche in termini di politiche messe in atto a seguito della condanna della CEDU del 24 febbraio 2012 nel caso Hirsi e altri c. Italia;
quali siano le misure che si intendono adottare per permettere che a vittime di persecuzioni religiose possano essere garantite corsie preferenziali per la richiesta di asilo come previsto da una risoluzione discussa nel 2009 in Senato;
a quanto ammonti il contributo italiano all'ACNUR;
a quanto ammonti il contributo italiano al Fondo mondiale per l'alimentazione;
a quanto ammonti il contributo italiano all'Organizzazione internazionale per le migrazioni.
(4-07110)
MONGIELLO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
in data 15 marzo 2010 con decreti del Presidente della Repubblica n. 87, n. 88 e n. 89 sono stati emanati i regolamenti recanti norme per il riordino degli istituti professionali, istituti tecnici e licei a norma dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
i docenti della classe di concorso A025, disegno e storia dell'arte, già pesantemente penalizzati, a parere dell'interrogante, in seguito alla drastica riduzione di cattedre, finiscono con il subire una serie di ulteriori situazioni svantaggiose quali: la sovrapposizione della classe di concorso in oggetto nei licei linguistici, delle scienze umane e scientifici con le classi di concorso A53 storia dell'arte e A61 tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica, in contrasto con le disposizioni di cui al decreto ministeriale 30 gennaio 1998;
la quasi totale assenza della suddetta classe di concorso negli istituti professionali, tecnici ed ex istituti tecnici ad ordinamento speciale (ITSOS) a causa della soppressione delle materie caratterizzanti gli indirizzi predetti. Laddove invece tali insegnamenti sono stati rinnovati, si è scelto di privilegiare una logica di assegnazione a classi di concorso diverse da quella oggetto del presente atto di sindacato ispettivo. In merito, si consideri il caso degli istituti professionali, ex tecnico della grafica pubblicitaria dove la disciplina disegno professionale risulta attualmente sostituita con la disciplina tecnologie e tecniche della rappresentazione grafica e assegnata ad altre classi di concorso, nello specifico le classi A61 e A42;
considerato inoltre che la situazione, già pesantemente segnata dalle presenti disposizioni regolamentari, si è aggravata ulteriormente con l'accorpamento della classe di concorso A024, disegno e storia del costume, con la classe di concorso A025 e la conseguente confluenza nella nuova classe di concorso A17, disegno e storia dell'arte negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado. Infatti, i docenti di cui alla classe di concorso A024 si sono trovati a perdere i loro insegnamenti, subendo certamente una diminuzione sul piano del riconoscimento professionale delle loro specifiche competenze,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali siano le sue valutazioni in merito;
se non intenda procedere all'adozione dei necessari provvedimenti in merito al fine di tutelare le competenze e le qualità professionali dei docenti della classe di concorso A025, disegno e storia dell'arte, già pesantemente colpiti da una significativa riduzione di cattedre, nonché al fine di garantire altresì la qualità e la completezza della formazione didattica degli studenti.
(4-07111)
LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:
il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) SpA è società totalmente controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze e ha come scopo, sulla base degli indirizzi del Ministero dello sviluppo economico, di promuovere lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e del risparmio energetico attraverso l'erogazione di incentivi economici e azioni informative tese a diffondere la cultura dell'uso dell'energia compatibile con le esigenze dell'ambiente;
GSE è la quinta società italiana per fatturato (secondo quanto riportato dal Rapporto annuale sulle principali società italiane di Mediobanca) e, pur tenendo conto della peculiare mission aziendale, produce utili infinitesimali dimostrando a giudizio dell'interrogante l'inefficacia e l'inefficienza della conduzione economico-finanziaria da parte dell'amministratore delegato;
premesso altresì che, a quanto risulta all'interrogante:
l'amministratore delegato dottor Nando Pasquali, pur non brillando per risultati e pur avendo raggiunto l'età pensionabile il 22 giugno 2010, continua a percepire uno stipendio, per incarico dirigenziale, pari a 255.000 euro annui a cui vanno sommati 230.000 euro annui per l'indennità di carica di amministratore delegato;
ai predetti 485.000 euro annui il dottor Nando Pasquali aggiunge i proventi della carica di Commissario straordinario del Governo per la realizzazione di interventi urgenti relativi alla produzione di energia elettrica nell'isola di Capri (secondo quanto previsto dal decreto Presidente della Repubblica 20 novembre 2009) per lo svolgimento del quale incarico, si ha notizia, pare si avvalga delle strutture del GSE,
si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Governo nel caso in questione in ordine alla politica di riduzione degli emolumenti degli amministratori di società pubbliche e, soprattutto, quali determinazioni intenda adottare in vista dell'imminente rinnovo delle cariche societarie nel gruppo GSE.
(4-07112)