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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 693 del 15/03/2012


VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, signora Ministro, signor Vice Ministro, colleghi, sarei ipocrita se non dicessi subito che la sua relazione, signora Minsitro, mi ha procurato al tempo stesso delusione e perplessità, perché, a voler essere benevolo, mi è parsa una comunicazione scarna e distaccata rispetto a questioni e temi che, credo, avrebbero meritato e meriterebbero un diverso approccio da parte del Governo e nel rapporto tra il Governo e il Parlamento.

Per essere chiaro, per esempio, avrei voluto sentire da lei, Ministro, se con la FIAT, al di là dell'evoluzione che la stessa determinerà nel corso dei prossimi mesi - il suo approccio iniziale non è stato del tutto tranquillizzante - è ancora in corso un rapporto relativo ad un'iniziativa che è nata nel 2002-2003 e che costituì il più grande intervento che, nella dimensione europea, un'industria dell'automobile, insieme al Governo dell'epoca, abbia determinato sul terreno della formazione e dell'impegno rispetto ai dipendenti FIAT riguardo a politiche attive del lavoro. Mi riferisco, in particolare, alla formazione e ricollocazione dei soggetti dentro l'universo FIAT, in collaborazione tra FIAT e Governo e con il cofinanziamento di FIAT e Governo rispetto ad interventi finalizzati a fare quello che manca in questo Paese, cioè massicce iniziative nel quadro di politiche attive del lavoro finalizzate alla ricollocazione dei soggetti rispetto alle crisi industriali.

Poiché quell'intervento mobilitò un impegno finanziario di circa 40 milioni di euro, e credo vi siano ancora 20 milioni di residui non utilizzati, sarebbe stato utile in questa occasione sapere se ed in che misura quelle risorse esistano, se le si vogliano o no mobilitare in quella o in un'altra direzione, per capire come accompagnare la vicenda della FIAT, che storicamente è una straordinaria vicenda industriale per questo Paese, rispetto alle condizioni di criticità e all'avvio reale della cosiddetta fabbrica Italia, che non sembra decollare nonostante i piani e le intenzioni pure più volte ribaditi.

In secondo luogo, signora Ministro, le faccio un solo esempio. La FIAT opera nella produzione di autobus urbani, attività che riguarda il Nord come il Sud, un settore fondamentale e strategico che richiama la capacità dei sistemi Paese e dei Governi di determinare la competitività nell'ambito di una dimensione globale. La FIAT si sposta in Francia, in un altro Paese, perché quel Governo determina alcune condizioni favorevoli, per cui non è del tutto vero che bisogna lasciar fare al mercato e che il Governo deve solo creare le precondizioni o le condizioni dell'attrattiva, perché poi si devono accompagnare alcuni processi. Nel caso di Irisbus tutto ciò non si è determinato, con l'aggravante di aver ostacolato ipotesi di riconversione produttiva attraverso l'impatto su quella vicenda della riforma pensionistica, che naturalmente ha creato condizioni di maggiore difficoltà rispetto a quell'intervento, come ad altri. Pertanto, anche da questo punto di vista, sarebbe stata utile una più puntuale sottolineatura rispetto all'impatto che, per esempio, la riforma pensionistica ha determinato, non solo rispetto ai cosiddetti esodati, ma anche rispetto alle vertenze in essere e alla possibilità di accompagnare o meno positivamente l'esito di quelle vertenze.

Insomma, signora Ministro, credo, e concludo perché il tempo a mia disposizione mi sembra stia già per scadere, che sia utile per tutti, in un clima che dal punto di vista del rapporto Governo-Parlamento è orientato ad un dialogo positivo, evitare quella che definisco la retorica del nuovo inizio. In Italia, nel corso di questi anni, molto si è determinato e concretizzato sul terreno delle politiche e delle riforme orientate al lavoro, in un lungo percorso di cambiamento e di riforma che aveva solo l'obiettivo di rendere più attrattivo questo Paese, e di farlo non perpetuando politiche assistenzialistiche, come il caso FIAT evidenzia, e dimostra, e come ho cercato di sottolineare facendo quell'esempio per far comprendere che si tratta di processi che in continuità vanno portati avanti.

Verificheremo l'impegno del Governo sulle riforme del mercato del lavoro, ben consapevoli che questo iter riformista è iniziato a partire dal Libro bianco sul mercato del lavoro, ben consapevoli che quell'iter non è stato certamente completato dai Governi di centrodestra, ma altrettanto consapevoli che è lungo quell'iter riformista che si può collocare la capacità di utilizzare la riforma del mercato del lavoro per determinare le migliori suscettività occupazionali, se e quando le politiche di crescita accompagneranno le possibilità di sviluppo di questo Paese. (Applausi dal Gruppo CN:GS-SI-PID-IB-FI e del senatore Bevilacqua).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Russo. Ne ha facoltà.