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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 693 del 15/03/2012


MAZZATORTA (LNP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Ministro, sarà la natura tecnocratica di questo Governo o le sue origini piemontesi, signora Ministro, ma mi trovo sempre in difficoltà a valutare le sue comunicazioni.

Mi sono trovato in difficoltà ieri, quando lei è venuta in Commissione lavoro del Senato: tutti ci aspettavamo qualche indicazione sulla riforma del mercato del lavoro, di cui si parla da tre mesi sui mass media e sulla stampa di regime, e ci ha chiesto di non formulare domande. Un Ministro del lavoro si presenta davanti alla Commissione lavoro del Senato della Repubblica e dice: vi do i titoli, i paragrafi di questa riforma, ma evitate di farmi domande.

Stamattina la sua informativa, signora Ministro, è abbastanza imbarazzante, e lo hanno detto esponenti della sua maggioranza, che peraltro hanno disertato in massa l'Aula, segno che probabilmente non nutrono la massima fiducia nelle sue valutazioni sul futuro industriale del Paese.

Le affermazioni sono imbarazzanti, quando si dice che bisogna predisporre un ambiente favorevole per le imprese. Il problema è che, nessuno lo ha detto e ovviamente i giornali di regime tacciono in proposito, ma pochi giorni fa la Banca Mondiale ha pubblicato una classifica dei Paesi che hanno le condizioni migliori per le imprese e noi siamo all'ottantasettesimo posto, dopo la Mongolia, le Bahamas, lo Zambia e l'Albania. Il verdetto è impietoso. Si tratta del rapporto 2012 steso dalla Banca Mondiale in collaborazione con l'International finance corporation, dal titolo «Doing business in a more transparent world».

E mentre qualche anno fa il Partito Democratico di fronte a queste classifiche alzava le mani in segno di sdegno per l'incapacità del Governo precedente di creare le condizioni favorevoli, ora vediamo che con questo Governo Monti, che sta creando illusioni enormi (ci è stato detto che con il decreto liberalizzazioni ci sarà un incremento del 10 per cento del PIL e che con questa futura riforma del mercato del lavoro ci sarà una diminuzione della disoccupazione del 5 per cento), finiamo all'ottantasettesimo posto dopo Bahamas, Zambia, Mongolia ed Albania.

Credo davvero che ciò dimostri che questo Governo dal punto di vista accademico può anche darci qualche lezione, ma dal punto di vista concreto e operativo purtroppo ci dà grandi delusioni.

E quando poi i problemi verranno davvero al pettine, vedremo. Ne vedremo delle belle, vedremo in che modo nelle Aule parlamentari questa riforma che verrà del mercato del lavoro potrà essere affrontata da una maggioranza così anomala.

Per il resto, attendiamo al varco: prima o poi la democrazia tornerà, prima o poi questa sospensione della democrazia cesserà, prima o poi il popolo riprenderà la parola. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nerozzi. Ne ha facoltà.