FORNERO, ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, il Ministro del lavoro ha avuto contatti nelle settimane passate con i vertici della FIAT in merito alle preoccupazioni espresse, anche variamente raccolte dalla stampa, sulla possibile chiusura di insediamenti industriali. Il Ministro ha raccolto le rassicurazioni dei vertici, che hanno ribadito la volontà di continuare con il piano industriale presentato e quindi hanno ritenuto destituite di ogni fondamento le notizie in merito alla chiusura.
La sollecitazione verso questa informativa sottende però questioni molto più ampie, che non quelle sulle quali il Ministero del lavoro ha competenza: sottende, infatti, questioni relative alle politiche industriali e, se vogliamo dirlo, al futuro industriale di questo Paese. So che nei prossimi giorni ci sarà un incontro del Presidente del Consiglio con i vertici della FIAT, che potrà chiarire molte cose proprio in merito alla presenza del gruppo industriale in Italia e al suo futuro, quindi sui temi più vasti di politica industriale e di connessi piani occupazionali. A seguito dell'incontro con il Presidente ci sarà anche un incontro, credo magari insieme, tra il ministro Passera e il ministro Fornero e i vertici della FIAT sulle questioni più specifiche.
Avendo letto la richiesta di informativa, voglio anche dire che mi sembra che questa sottenda una visione delle relazioni tra Governo e imprese che non appartiene a questo Governo. Noi pensiamo che le imprese e, in particolare, le imprese industriali, siano vitali per l'economia del Paese, ma non pensiamo che spetti al Governo dire alle imprese cosa debbono o non debbono fare; non pensiamo spetti al Governo aiutare, secondo meccanismi del passato, che peraltro non sono più consentiti in ambito europeo, le imprese a tirare avanti, magari galleggiando, perché ciò non è conveniente per l'economia, non è conveniente per l'occupazione, non è conveniente per la sostenibilità e per la economicità delle produzioni.
Quel che il Governo intende fare è creare un ambiente favorevole alle imprese, perché queste, non solo quelle che oggi ci sono, ma anche quelle che se ne sono andate e quelle che possono decidere dove fare investimenti, trovino motivo per investire ulteriormente nel nostro Paese. Noi vogliamo che queste imprese trovino nel nostro Paese un ambiente favorevole in termini di economicità di produzione, di produttività e anche di buone relazioni industriali. A questi principi è, per esempio, ispirata tutta la riforma del mercato del lavoro alla quale noi stiamo lavorando. È una riforma che noi intendiamo come prerequisito, non solo per il buon funzionamento del mercato del lavoro, ma anche di tutta l'economia, quindi come premessa per maggiori investimenti.
Sappiamo bene che è dagli investimenti, e dagli investimenti produttivi, che può venire lavoro, lavoro buono, lavoro stabile. È questo quel che il Governo intende promuovere con tutta la sua ampia azione di politica economica. (Applausi dai Gruppi PD e PdL e del senatore Fosson).