GIAI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, il provvedimento che oggi ci accingiamo a votare (nella speranza che il testo venga approvato così come licenziato dalla Camera dei deputati e come concluso dalla 3a Commissione del Senato), concerne la delicata situazione dei lavoratori del Ministero degli affari esteri, sia cittadini italiani, sia di altre nazionalità.
Il loro rapporto di lavoro è regolato dalla legge del Paese straniero in cui si trova la rappresentanza diplomatica o consolare o l'istituto italiano di cultura, e ai lavoratori - oltre a non venir offerta alcuna tutela retributiva, assistenziale e previdenziale - non è data la possibilità di esercitare liberamente i diritti sindacali. Non essendo, infatti, destinatari della contrattazione collettiva, essi, in base alla normativa vigente, sono esclusi dalla partecipazione alle elezioni delle rappresentanze sindacale unitarie (RSU).
L'iter legislativo ha avuto inizio alla Camera dei deputati, dove il provvedimento è stato approvato da parte di tutte le forze politiche e con l'accordo del precedente Governo. Questo ci fa capire quanto fosse importante approvare il provvedimento al fine di tutelare questo gruppo di contrattisti che forniscono un elevato contributo alla nostra rappresentatività.
Nel corso del dibattito parlamentare è stato forte il nostro impegno, sia in Commissione che in Aula, per un intervento teso a sanare la situazione in cui versano i lavoratori e le lavoratrici del Ministero degli affari esteri, ingiustamente discriminati sotto molteplici aspetti nella regolamentazione contrattuale, e privi dei più basilari diritti, a fronte dei regimi contrattuali diversi cui sono soggetti, e definiti «contratti a legge locale», caratterizzati da una regolamentazione ibrida, che prevede sia le norme locali sia italiane.
È una materia, quella alla nostra attenzione, rispetto alla quale, sin dall'inizio della legislatura, avevo presentato un disegno di legge, in parte assorbito dal testo al nostro vaglio, che prevedeva, oltre alla modifica al decreto legislativo n. 165 del 2001, sui diritti sindacali, anche misure in tema di retribuzione, tutela in caso di malattia, previdenza e di foro competente a decidere sulle controversie dei dipendenti: interventi che sarebbero non solo necessari, ma anche urgenti.
In relazione allo specifico tema sul quale interviene il presente disegno di legge, non posso non sottolineare l'ormai urgente necessità di un intervento legislativo a riguardo, anche in considerazione del dissenso manifestato in più occasioni dalle organizzazioni sindacali del Ministero degli affari esteri - in sede amministrativa, politica e giudiziaria - in relazione alla palese violazione dell'articolo 39 della Costituzione, dell'articolo 42, comma 3, del decreto legislativo n. 165 del 2001, nonché dell'articolo 39 del Trattato istitutivo della Comunità europea, generata dall'esclusione del personale a contratto a legge locale dai diritti sindacali.
Signora Presidente, onorevoli colleghi, gli impiegati a legge locale non hanno alcun diritto sindacale in Italia e all'estero, in palese contrasto con norme costituzionali e comunitarie.
Per tali motivi, e in particolare per sanare la grave situazione in cui versano quei lavoratori in tema di diritti sindacali - pur nella consapevolezza che si poteva fare di più, ad esempio in tema di assistenza, previdenza, nonché retribuzione - il nostro Gruppo voterà con convinzione a favore di questo provvedimento, teso a garantire a tutti i lavoratori a contratto del Ministero degli affari esteri i diritti sindacali previsti dalle norme italiane e dalla contrattazione collettiva. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI. Congratulazioni).