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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 693 del 15/03/2012


DAVICO (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DAVICO (LNP). Signora Presidente, intervengo per svolgere solo alcune considerazioni a commento di quanto stiamo facendo dal punto di vista dei contenuti e di quanto abbiamo ascoltato questa mattina nel corso del dibattito.

Le norme non sono mai il massimo che si possa ottenere: a volte sono di mediazione, di passaggio e rappresentano il meglio che si riesce ad ottenere in un certo momento storico. Partiamo da una situazione di centinaia di contratti, o addirittura di assenza di contratti o non applicazione degli stessi, trattandosi di un argomento che va oltre le nostre competenze nazionali. Si tratta di lavoratori italiani e non italiani che operano in luoghi dove non c'è l'omogeneità di trattamento prevista dalle nostre normative. Pertanto, avere l'ambizione di racchiudere in una norma unica situazioni che al mondo sono molto diverse è qualcosa difficile da realizzare. A volte occorre accontentarsi. Tuttavia il lavoro che stiamo compiendo oggi rappresenta un passaggio importante, perché finalmente fa il punto sulla situazione. In futuro, poi, con l'evolversi della società e delle relazioni internazionali chissà cosa potrà accadere e come potranno migliorare le norme che oggi poniamo in essere.

A noi non interessano le tessere sindacali o il maggiore o minore potere di una sigla sindacale rispetto ad un'altra: a noi interessano i principi, quelli di uno Stato come il nostro che sono all'onor del mondo - come si dice - progrediti, a volte anche criticabili ed oggetto di discussioni interne, ma che rispetto ad altri Paesi del mondo appaiono davvero avanzati.

Con la normativa che ci accingiamo ad approvare cerchiamo di legare il localismo e le diversità presenti nel mondo con le nostre convinzioni e i principi del nostro Paese. È un tentativo. Non ultimo appare il principio del foro competente, che resta quello italiano, per cui nelle controversie, nelle relazioni che possono essere difficili potremo dire l'ultima parola a garanzia dell'applicazione dei nostri principi, delle nostre norme e leggi.

Si tratta quindi di un passaggio importante, che però non viene fatto questa mattina. Il provvedimento in esame è stato approvato alla Camera oltre due anni fa e, quindi, non possiamo dire di scoprire questa mattina l'esistenza di tale problema. Con ciò entro nell'aspetto politico del dibattito, che non è edificante da due punti di vista. In primo luogo perché queste norme arrivano dal Governo precedente, quindi da un'iniziativa di almeno due anni e mezzo. Non si tratta quindi di una questione di dispetto o meno, ma di coerenza, di proseguire e portare a termine un lavoro nell'applicazione dei principi fondamentali che rappresentano i momenti ispiratori della nostra attività. Questo è un primo aspetto.

C'è poi un secondo aspetto. Poiché queste norme ci sono arrivate oltre due anni fa, probabilmente trovarci impreparati e assistere al dibattito e alle incertezze di questa mattina non fa molto onore ai nostri lavori. Ma non fa molto onore soprattutto l'atteggiamento del Governo. In un momento così delicato e così difficile in politica estera, come quello attuale in cui abbiamo avuto ostaggi morti e abbiamo militari prigionieri, il Governo non può arrivare con un atteggiamento così incerto, così lacunoso. Ma qual è il prestigio internazionale che può avere il nostro Paese? Il Sottosegretario si lamentava prima delle difficoltà che si sarebbero potute ripercuotere all'interno della Farnesina. Ma io le difficoltà della Farnesina le vedo in un atteggiamento come quello che abbiamo visto questa mattina. È un Governo che, permettetemi, non riesce a governare, che non riesce ad andare avanti, che ha una maggioranza che si compone e si scompone a seconda dei momenti, delle vicende, delle convinzioni, delle pressioni di una parte o dell'altra, di una sigla sindacale o di un'altra. Questo non è serio, non è bello, non è edificante, non è utile.

Se riusciamo a far passare comunque principi importanti come quelli che sottostanno alla normativa che esaminiamo questa mattina, nello stesso tempo facciamo passare un messaggio che in questo momento ritengo assolutamente negativo, non condivisibile, delicato e pericoloso, per quel che sta succedendo nel mondo, per i nostri concittadini, che sono i soggetti deboli del nostro Paese nel mondo, che si trovano all'estero vuoi come lavoratori, vuoi come militari, vuoi per altri motivi, che dovremmo garantire e che sono in questo momento in balia di eventi che non conosciamo. Occorre ritrovare una forza e una dignità che questa mattina - permettetemi - proprio non abbiamo visto. (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Giai).