TONINI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TONINI (PD). Signora Presidente, voteremo contro questo emendamento, per le ragioni, che in gran parte condivido, ricordate dal senatore Mantica e che lo porteranno invece a votare a favore.
Dall'esame della situazione che ha fatto il collega Mantica si evince infatti un dato di fondo, e cioè che questa dei contrattisti nelle nostre rappresentanze, sia diplomatiche, che consolari, che degli istituti italiani di cultura, non è una categoria residuale: al contrario, si tratta probabilmente del nerbo, a parte il personale diplomatico ovviamente, delle cosiddette aree funzionali del nostro Ministero degli affari esteri nella sua proiezione internazionale. Risolvere allora in maniera compiuta il problema della rappresentanza sindacale di questi soggetti è un'esigenza in funzione della stessa razionalizzazione della spesa del Ministero che stiamo portando avanti.
In merito, ci sono naturalmente divaricazioni all'interno della rappresentanza sindacale, perché è evidente che coloro che rappresentano il personale storico, per così dire, il personale di ruolo, quello che tradizionalmente veniva mandato all'estero dall'Italia, resistono a questa idea. Ciò è in gran parte comprensibile, anche se abbiamo notato delle aperture e questa stessa proposta di mediazione in questo momento sul tappeto indica tale consapevolezza generale di andare verso una maggiore apertura. Tuttavia, ad un esame più attento, la soluzione individuata nell'emendamento non è parsa soddisfacente e, quindi, abbiamo ritenuto che fosse preferibile ritirarlo in questo momento proprio per un approfondimento di tale consapevolezza. È il contrario di ciò che diceva il collega Mantica: qui non c'è nessun voto a dispetto, c'è un voto di assoluta riflessione che ci porta a dire che il testo della Camera, alla fine, è la soluzione dal nostro punto di vista più accettabile. Per questo voteremo contro l'emendamento. (Applausi dal Gruppo PD).