PEDICA (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PEDICA (IdV). Signora Presidente, desidero intervenire brevemente, chiedendole l'autorizzazione a consegnare agli atti il testo integrale del mio intervento affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna.
Com'è noto, il personale del Ministero degli affari esteri assunto localmente ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, come modificato dal decreto legislativo n. 103 del 2000, è da ritenersi a tutti gli effetti personale civile della pubblica amministrazione, in linea con le previsioni dell'articolo 93 del suddetto decreto del Presidente della Repubblica, sostituito dall'articolo 11 della legge n. 109 del 2003, che recita come segue: «Il personale dell'Amministrazione degli affari esteri è costituito dalla carriera diplomatica, disciplinata dal proprio ordinamento di settore, dalla dirigenza e dal personale delle aree funzionali, come definiti e disciplinati dalla norma vigente, nonché dagli impiegati a contratto in servizio presso le rappresentanze diplomatiche, gli uffici consolari e gli istituti di cultura». Pertanto, al personale in questione sono applicabili il decreto legislativo n. 65 del 2001 e lo Statuto dei lavoratori.
Ciò premesso, e proprio in considerazione delle norme citate, richiamo l'attenzione sul fatto che questo personale ha avuto il diritto di elettorato attivo e passivo per il voto delle RSU in occasione della prima tornata elettorale, avvenuta nel 1998.
Proprio questo specifico aspetto, che rende il luogo di lavoro una «fortezza inespugnabile» da parte di magistrati e sindacati locali per via dell'extraterritorialità nonché dell'immunità diplomatica della quale godono i capi missione, pone il problema, non più procrastinabile, dell'assenza totale di tutela sindacale per questi lavoratori relativamente al proprio posto di lavoro.
Non dimentichiamo, inoltre, che il diritto alla rappresentanza sindacale, oltre ad essere previsto dalla normativa citata, è garantito anche dall'articolo 39 della nostra Costituzione, che stabilisce come l'organizzazione sindacale sia libera - e tale deve essere: lo ricordo all'amico e collega Castro - collocandolo questo tra i diritti fondamentali di tutti i lavoratori.
Non posso quindi fare a meno di esprimere la soddisfazione mia personale e del Gruppo dell'Italia dei Valori in relazione al testo che stiamo per votare e che è già stato approvato dalla Camera, il quale va considerato come un risultato importante per la democrazia e la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori.
Per questi motivi, dichiaro a nome del Gruppo dell'Italia dei Valori il voto favorevole al provvedimento in esame.
Prima di concludere, signora Presidente, per completezza, vorrei precisare che noi abbiamo votato il nostro emendamento, il quale volutamente - come ha sottolineato il presidente Belisario - non è stato ritirato, proprio per non essere considerato, come qualcuno avrebbe voluto, un oggetto strumentale, ma per chiarire alcuni concetti che il presidente Belisario ha ben evidenziato. La tutela dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali deve essere garantita, come recita l'articolo 39 della Costituzione, lo ribadisco: dal momento che ci atteniamo a questi principi, esprimeremo convintamente un voto favorevole su questo disegno di legge. (Applausi del senatore Peterlini).