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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 693 del 15/03/2012


PRESIDENTE

TONINI (PD). Ritira l'emendamento 1.101.

BETTAMIO, relatore. Fa suo l'emendamento 1.101, introducendo una modifica che riguarda la definizione delle modalità elettive delle rappresentanze sindacali (v. testo 2 nell'Allegato A). L'emendamento 1.101 (testo 2) assorbe le proposte 1.102 e 1.1. E' contrario all'emendamento 1.100.

CASTRO (PdL). E' disponibile a ritirare l'emendamento 1.102, ove sia approvato l'emendamento 1.101 (testo 2).

DE MISTURA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Chiede un rinvio della discussione per approfondire il contenuto delle modifiche proposte.

GASPARRI (PdL). E' favorevole alla richiesta del Governo di un breve differimento della discussione. Occorre approfondire la compatibilità delle norme con l'organizzazione del Ministero degli affari esteri.

TONINI (PD). E' contrario al rinvio. Il provvedimento è stato approvato all'unanimità alla Camera e adeguatamente esaminato in Senato: i temi in discussione sono stati quindi lungamente approfonditi.

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Condivide la contrarietà espressa dal senatore Tonini.

PEDICA (IdV). Il Gruppo è contrario al rinvio.

DE MISTURA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. La richiesta di rinvio è motivata dall'emergere di visioni contrastanti nel dibattito parlamentare e per evitare tensioni alla Farnesina in un momento delicato per la diplomazia italiana. Si rimette comunque alle decisioni dell'Assemblea.

Il Senato respinge la richiesta di rinvio.

CASTELLI (LNP). Il Governo mostra spesso di non conoscere Regolamenti e procedure parlamentari.

Presidenza della vice presidente BONINO

GASPARRI (PdL). La possibilità che una proposta del Governo sia respinta appartiene alla fisiologia della democrazia parlamentare.

DE MISTURA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Sugli emendamenti si rimette all'Assemblea.

TONINI (PD). Invita il senatore Belisario a ritirare l'emendamento 1.100, diversamente il PD voterà contro. Non è corretto infatti rinviare, per la disciplina della rappresentanza sindacale, ai Paesi in cui il personale svolge il proprio lavoro, visto che in alcuni di essi è proibita qualsiasi attività sindacale.

MANTICA (PdL). Si unisce all'invito a ritirare l'emendamento 1.100 e invita l'Assemblea a convergere sull'emendamento 1.101 (testo 2). La questione della rappresentanza sindacale presso le rappresentanze diplomatiche e consolari solleva un problema di funzionalità del Ministero degli esteri, che è riconosciuto anche dalle sigle sindacali storiche. In prospettiva, si rischia che la rappresentanza del personale a contratto locale diventi maggioritaria rispetto al personale di ruolo proveniente dall'Italia.

BELISARIO (IdV). Si rende conto che l'emendamento 1.100 si presta a strumentalizzazioni, ma per coerenza lo mantiene in votazione.

L'emendamento 1.100 risulta respinto.

TONINI (PD). Il Gruppo voterà contro l'emendamento 1.101 (testo 2), ritenendo migliore il testo approvato dalla Camera. Il disegno di legge risolve un problema di rappresentanza sindacale non più rinviabile: il personale a contratto non è residuale, ma costituisce il nerbo delle rappresentanze diplomatiche e consolari.

TOFANI (PdL). A titolo personale, non voterà a favore dell'emendamento 1.101 (testo 2). Il personale locale a contratto non dipende dal Ministero degli esteri, non ha un contratto unico, spesso non è di nazionalità italiana: non si comprende come il Parlamento italiano possa regolare la sua rappresentanza sindacale.

GIAI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Nell'annunciare voto contrario all'emendamento 1.101 (testo 2) sottolinea che gli impiegati privi di diritti sindacali che lavorano presso le reti diplomatiche sono italiani.

L'emendamento 1.101 (testo 2) risulta respinto.

CASTRO (PdL). In relazione all'esito della votazione, non ritira l'emendamento 1.102.

TREU (PD). Annuncia il voto contrario sull'emendamento 1.102, perché gli argomenti addotti dal senatore Castro, volti a configurare una violazione di principi fondamentali dell'ordinamento italiano, sono forzati. I lavoratori in questione svolgono ovunque le stesse mansioni e dipendono dalla stessa realtà datoriale, le rappresentanze diplomatiche italiane.

BETTAMIO, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 1.102.

L'emendamento 1.102 risulta respinto.

Con votazioni nominali elettroniche, il Senato approva l'articolo 1 e l'articolo 2 (Introduzione dell'articolo 50-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165).