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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 693 del 15/03/2012


LANNUTTI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

sulle polemiche legate ai servizi di Poste italiane parla il segretario regionale Franco Battista della Slp (Sindacato dei lavoratori postali)-Cisl, come diffuso sul web il 9 marzo 2012: «In questo momento non si capisce più niente. Sui paginoni dei quotidiani leggiamo che Poste Italiane continua a presentare un'immagine luminosa di se stessa che non corrisponde più alla realtà. Negli ultimi tempi, l'amministratore delegato ha lanciato altisonanti dichiarazioni anche sulla Banca del Mezzogiorno ma siamo convinti che anche in questo caso, dopo l'uscita di scena del ministro Tremonti, si tratterà di un gigantesco bleuf per il nostro Paese. L'amministratore parla di servizio a domicilio attraverso l'uso dei palmari ma non dice che il più delle volte quei palmari si bloccano o perdono la rete, tant'è che quotidianamente metà dei nostri portalettere non li usano. Dovremo aggiustare le discrasie che si sono verificate nell'implementazione del servizio postale e noi vogliamo capire cosa è successo ma è chiaro che le linee aziendali sono dipese pesantemente dalle indicazioni di un management che non si pone più il problema se la posta venga recapitata o meno ma pensa solo ad operare tagli sempre più consistenti. Noi non li accompagneremo su progetti di scempio che distruggeranno in via definitiva il settore postale, rispetto ai soli obiettivi che loro hanno di riduzione dei costi, di contrazione del servizio e di tagli al personale»;

il nuovo sistema informatico di Poste italiane, costato oltre 30 milioni di euro, che doveva velocizzare le operazioni ed agevolare la contabilità interna in realtà, a quasi un anno dalla sua introduzione, si è rivelato un sistema che penalizza e fa infuriare i cittadini, lasciando gli impiegati ed i direttori nello sconforto;

il sindacato Slp-Cisl ha indetto fino al 24 marzo 2012 una mobilitazione su tutto il territorio provinciale con sciopero dello straordinario e delle prestazioni aggiuntive per tutti i settori (sportelleria, recapito e attività interne) per tenere alta l'attenzione sui problemi irrisolti dei lavoratori delle Poste;

inoltre la posta e i giornali non arrivano più nelle case degli italiani con frequenza quotidiana e con la qualità dichiarata;

il progetto di riportare i pacchi all'interno dei servizi postali, sul quale il sindacato aveva offerto piena disponibilità, è fallito;

nel 2011 Poste italiane ha perso molti clienti importanti quali Inps, Sky, UniCredit, Sogei, H3g, Grancasa, e molti altri hanno dimezzato le spedizioni per oltre 500 milioni di pezzi;

sono migliaia i reclami di aziende e cittadini insoddisfatti della qualità erogata dai servizi postali;

milioni di euro del Fondo di solidarietà presso l'Inps sono inutilizzati per l'errata programmazione degli uffici aziendali;

al Corporate centrale lavorino più di un migliaio di persone che non sono dipendenti di Poste italiane;

i servizi postali non partecipano quasi mai alle gare e nel settore non nasce da tempo alcun prodotto da offrire al mercato;

ai lavoratori postali è stato decurtato il premio di risultato del 2010 e del 2011;

il sindacato lamenta sul suo sito Internet , in un articolo del 23 febbraio, che «Un tempo, specie nei momenti più delicati della vita aziendale, in Poste esistevano rapporti istituzionali e relazionali tra Management e Sindacati. Ci si scambiavano, periodicamente, informazioni sulle strategie e sul futuro del Gruppo Poste Italiane, si condividevano preoccupazioni interne ed esterne all'azienda, si contrattavano accordi importanti e riorganizzazioni complesse, insomma ognuno metteva qualcosa di suo per tenere in piedi la baracca. Poi fu il black out!! L'amministratore delegato è sparito nel nulla (pensate che sono due anni che non incontra i sindacati nonostante richieste ufficiali), parla di Poste solamente attraverso paginoni di giornali (pagati con i soldi della pubblicità di Poste), finge sempre di non sapere nulla quando viene interpellato su qualcosa»;

al riguardo la segreteria nazionale del sindacato ha inviato una serie domande all'amministratore delegato di Poste italiane Massimo Sarmi che ad oggi non hanno ricevuto alcuna risposta;

il sindacato non si spiega come mai Poste italiane non entra nel ramo RC Auto dove tutte le compagnie di assicurazione fanno enormi profitti,

si chiede di sapere:

se al Governo risulti quali siano i motivi per cui la metà dei palmari dei portalettere sono inutilizzati e bloccati e per quale servizio sarebbero stati adottati;

se risulti quali siano le ragioni per cui l'amministratore delegato continua a tacere sui dissesti provocati dalla rete informatica di Poste in cui sono stati investiti miliardi di euro considerato che oltre ai grandi black out quasi tutti i giorni gli sportelli si fermano a singhiozzo;

se ritenga che, perdurando l'attuale confusa gestione in azienda, sia arrivato il momento che Poste italiane abbia un direttore generale;

se, alla luce della decurtazione del premio di risultato del 2010 e del 2011 per i lavoratori postali, non ritenga eticamente incompatibile il cumulo dello stipendio di amministratore delegato con quello di direttore generale;

quali siano i motivi, vista l'iniziativa del Governo relativamente alla pubblicità dei redditi dei Ministri, per cui non vengono resi pubblici sul sito di Poste i compensi e i premi del management;

se, nel rispetto delle regole di trasparenza, il Governo sia informato di come si comporta l'azienda in merito alla pubblicità, alle sponsorizzazioni e ai fornitori;

se risultino i motivi per cui dopo il bilancio miliardario del 2010 e l'annunciato bilancio "entusiasmante" del 2011, l'azienda versi in condizioni pietose su mezzi, strumenti, qualità, sicurezza e personale;

quali azioni e quali provvedimenti i Ministri in indirizzo, per quanto di competenza, intendano intraprendere per risolvere la citata situazione di grave inefficienza di un servizio di interesse generale ed essenziale, qual è quello postale, anche sotto forma di un'attività di vigilanza e ispezione nei confronti dell'azienda Poste italiane.

(4-07105)