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Legislatura 16 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 693 del 15/03/2012


CARRARA, FILIPPI Alberto, POLI BORTONE, PALMIZIO, PISCITELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il comma 22 dell'articolo 23 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, meglio noto come decreto "salva Italia", prescriveva nella prima stesura che "La titolarità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione è a titolo esclusivamente onorifico e non può essere fonte di alcuna forma di remunerazione, indennità o gettone di presenza";

a seguito di legittimi dubbi interpretativi del citato comma, e a quanto risulta agli interroganti su pressione del Comitato nazionale delle circoscrizioni, l'ANCI nazionale due giorni dopo emanava una nota interpretativa recante indirizzo interpretativo relativo all'articolo 23, comma 22, del decreto-legge n. 201 del 2011, stabilendo che la norma non trova applicazione alle forme di decentramento dei Comuni e delle Città metropolitane, nota nella quale, con circostanziate e documentate motivazioni, si conclude pertanto che la suddetta norma non trova applicazione alle circoscrizioni di decentramento infracomunale o alle altre forme di decentramento previste dall'ordinamento degli enti locali. Ciò può affermarsi in quanto si tratta di organi di natura elettiva di un ente territoriale previsto dalla Costituzione;

le Commissioni riunite V e VI della Camera dei deputati avevano approvato in data 14 dicembre 2011 un emendamento tendente a modificare il comma 22, introducendo "un'apposita previsione che individua la decorrenza della disposizione sulla gratuità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione, specificando che la norma non ha decorrenza immediata, ma a partire dal rinnovo dei rispettivi enti";

il suddetto comma è stato modificato, con un'integrazione, in sede di esame del disegno di legge di conversione (poi divenuto legge 22 dicembre 2011, n. 214), nel seguente nuovo testo: "La titolarità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione è a titolo esclusivamente onorifico e non può essere fonte di alcuna forma di remunerazione, indennità o gettone di presenza, con esclusione dei comuni di cui all'articolo 2, comma 186, lettera b), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni";

l'integrazione non sembra aver chiarito in termini univoci se l'indennità ai Presidenti di Circoscrizione, attualmente in carica ai sensi della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sia dovuta o meno: i Comuni di cui all'art. 2, comma 186, lettera b), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono, infatti, gli stessi di cui all'art. 17 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali decreto legislativo n. 267 del 2000, e successive modificazioni, vale a dire i Comuni con popolazione compresa tra i 100.000 e i 250.000 abitanti (per i quali si prevede la soppressione delle Circoscrizioni di decentramento al termine del mandato in corso), e i Comuni con popolazione tra i 250.000 e i 300.000 (per i quali l'istituzione delle Circoscrizioni sarà facoltativa);

la materia della corresponsione di gettoni di presenza e indennità ai pubblici amministratori è stata oggetto, come si osserva anche nella citata nota dell'ANCI, di intervento con la modifica dell'art. 82 del citato testo unico, articolo non più espressamente modificato da ulteriori recenti correzioni: tale articolo prevede la corresponsione dell'indennità di funzione anche ai Presidenti dei soli consigli circoscrizionali dei comuni capoluoghi di provincia;

l'art. 1, comma 4, del testo unico recita: "Ai sensi dell'articolo 128 della Costituzione le leggi della Repubblica non possono introdurre deroghe al presente testo unico se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni";

il comma 2 dell'art. 1 del decreto-legge n. 2 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 42 del 2010, non espressamente modificato da successive integrazioni, recita: "Le disposizioni di cui ai commi 184 e 186, lettere b), c) ed e), dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come modificato dal presente articolo, si applicano a decorrere dal 2011, e per tutti gli anni a seguire, ai singoli enti per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo consiglio, con efficacia dalla data del medesimo rinnovo"; sul mantenimento di questa disposizione normativa ha dato ampie assicurazioni lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri nel corso della trasmissione televisiva di "Porta a Porta" del 13 dicembre 2011, durante la quale ha affermato che gettoni e indennità per Circoscrizioni e Comunità montane verranno mantenuti sino a fine mandato;

considerato che:

tutte le amministrazioni comunali delle città capoluogo di provincia in cui sono state istituite le Circoscrizioni ai sensi della legge 24 dicembre 2007, n. 244, hanno continuato a corrispondere l'indennità di funzione ai Presidenti di Circoscrizione, seguendo l'indirizzo interpretativo dell'ANCI;

la sola amministrazione di Bergamo, pur corrispondendo finora l'indennità ai Presidenti di Circoscrizione, ravvisando nell'enunciato del citato comma 22 dell'art. 23 del decreto-legge n. 201 del 2011 elementi ambigui di interpretazione, ha inoltrato, in data 24 gennaio 2012, alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti una richiesta di parere circa la corretta interpretazione della disposizione;

tale Sezione regionale, valutata la questione alla luce del quesito, ha trasmesso, in data 9 febbraio 2012, il proprio articolato parere nel cui ultimo capoverso si legge che a partire dall'entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, l'indennità di funzione può essere destinata solo ai Presidenti dei consigli circoscrizionali dei Comuni capoluoghi di provincia superiori ai 250.000 abitanti;

il riferimento all'ente territoriale non previsto dalla Costituzione contenuto nell'articolo in questione è improprio se riferito direttamente alle Circoscrizioni di decentramento, le quali sono definite dall'art. 17 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali quali "organismi di partecipazione, di consultazione e di gestione di servizi di base, nonché di esercizio delle funzioni delegate dal Comune" e, dunque, non hanno natura di ente con soggettività esterna, ma sono organi interni ai comuni, enti territoriali previsti dalla Costituzione;

a margine dei quesiti sopra esposti, gli interroganti auspicano, così come da tempo richiesto dal Comitato nazionale delle circoscrizioni di decentramento amministrativo, come sostenuto da ANCI e da Legautonomie, e come espressamente richiesto, con specifici ordini del giorno approvati in termini quasi unanimi, dai Consigli delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana, che la materia riguardante le Circoscrizioni sia oggetto di un'attenta revisione in sede di stesura della nuova carta delle autonomie, affinché non si disperda un patrimonio consolidato di democrazia partecipativa che ha fatto delle circoscrizioni di decentramento un insostituibile e importante strumento di partecipazione e cittadinanza attiva delle comunità delle nostre città: la conferma definitiva della loro soppressione, infatti, appare in stridente contraddizione con i valori della trasparenza, della partecipazione e della sussidiarietà: sono valori che rendono le Circoscrizioni una vera risorsa per la politica e non una spesa,

si chiede di sapere:

se le indennità di funzione ai Presidenti di Circoscrizione delle città capoluogo di provincia con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, istituite ai sensi della legge 24 dicembre 2007, n. 244, siano o meno dovute in base ai disposti normativi, mai espressamente modificati, contemplati nell'art. 82 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e nel comma 2 dell'art. 1 del decreto-legge n. 2 del 2010, e, di conseguenza, se tutte le amministrazioni comunali delle suddette città abbiano o meno correttamente interpretato tale combinato disposto, attribuendo le indennità di funzione ai Presidenti di Circoscrizione;

se, nel caso il parere contabile della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Lombardia, costituisca elemento ostativo alla corresponsione delle suddette indennità di funzione, non si ritenga opportuna ed urgente l'emanazione di un decreto (di natura attuativa, esplicativa o normativa) che, nel rispetto dei suddetti articoli di legge non modificati, delle indicazioni date dalle Commissioni riunite V e VI della Camera dei deputati, delle indicazioni interpretative emanate in materia dall'ANCI, nonché in coerenza con quanto ufficialmente dichiarato dal Presidente del Consiglio dei ministri nella citata trasmissione televisiva, consenta la corresponsione delle indennità di funzione ai Presidenti di Circoscrizione fino alla scadenza naturale del loro mandato, così come previsto dalle disposizioni legislative prima citate: diversamente verrebbe a crearsi un'inaccettabile sperequazione tra Presidenti di Circoscrizione delle città con popolazione compresa tra i 100.000 e i 250.000 abitanti, e quelli delle città con oltre i 250.000, nonostante siano stati tutti eletti ai sensi della stessa legge, tutti svolgano il loro mandato alla guida di Consigli aventi i medesimi e importanti compiti e poteri stabiliti dalla legge, e operino in realtà territoriali di pari dimensione, con una popolazione che per legge non può essere inferiore ai 30.000 abitanti.

(4-07100)