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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 692 del 14/03/2012


PEDICA (IdV). Signor Presidente, onorevole Ministro, ho letto i documenti ed ascoltato con attenzione le parole con cui ha raccontato tutte le vicende capitate in queste settimane. Alcuni senatori si sono recati in visita presso le strutture sanitarie per prendere visione di un malessere che è sotto gli occhi di tutti. È servito a qualcosa? Speriamo che serva per smuovere qualcosa.

Lei, onorevole Ministro, ha inviato degli ispettori che hanno assegnato 12 punti di criticità, ma questi punti di criticità, signor Ministro, sono la scoperta dell'acqua calda. Per chi vive e ha vissuto da medico (è il caso del senatore Marino) la realtà sanitaria, leggere questi 12 punti di criticità serve a descrivere una situazione che tutti noi conoscevamo. È la soluzione che ancora non si conosce.

E la soluzione che manca, da decenni, alla sanità ha prodotto la malasanità, collegata alla malapolitica, che ha gestito tale malasanità, producendo quello che oggi è sotto i nostri occhi. Abbiamo visto attraverso gli occhi e le telecamere vicine al senatore Marino quello che tutti sapevamo: che i pronto soccorso sono sempre pieni, e da mesi si parla sempre di questo. Ma l'aspetto mediatico che c'è stato nelle settimane precedenti deve avere una continuità, una soluzione, altrimenti la visita non avrebbe ragione. Rappresenterebbe solo uno spot pubblicitario. E questo tutto è fuorché uno spot pubblicitario.

Questi senatori si sono recati presso le strutture del pronto soccorso per denunciare, per l'ennesima volta, una situazione grave, così come per certi versi ritengo gravi anche sue parole, onorevole Ministro. Ovviamente non imputo a lei la responsabilità della malasanità - è al Governo da poco - però la invito a non guardare in faccia nessuno, a differenza di quello che altri politici hanno fatto finora, di andare diritto per la sua strada nel tentativo di rendere centrale quella persona che finora non lo è mai stata, il malato nonché quelle persone che sono centrali per gli ospedali e che sono stati sempre vessati: i medici e gli infermieri.

Credo che il collega Marino sappia qualcosa al riguardo. Vi sono medici che stanno diventando precari, che non hanno più un contratto a tempo indeterminato, ma addirittura contratti a tempo determinato, che vengono spostati in più ospedali o cliniche private, perché non c'è più quel coraggio di mettere a disposizione persone che salvano le vite umane.

Signor Ministro, in una intervista rilasciata al quotidiano «la Repubblica» del 22 febbraio scorso, lei afferma che il caso della signora di 53 anni lasciata in barella per quasi quattro giorni è un esempio di cattiva organizzazione, ma non di cattivo trattamento. Al riguardo, penso una cosa diversa. A mio avviso, infatti, quella signora è stata "mal trattata" in una situazione di cattiva organizzazione, perché quattro giorni in quelle condizioni rappresentano un maltrattamento; vi è l'aspetto disumano perché si è agito nei confronti di una persona che non si rendeva conto di come era assistita.

Lei afferma che gli ispettori hanno offerto due proposte: attivare un'area di osservazione breve ed intensiva e far crescere il personale medico ed infermieristico. È su questo che voglio un Ministro che non guardi in faccia nessuno, che chieda con fermezza l'assunzione di più medici e di più infermieri e non tagli alla sanità, ai pronto soccorso o agli ospedali di eccellenza, come è accaduto non solo qui, a Roma, ma - come poc'anzi sottolineato - in tutta Italia. Non parlo solo del malessere del Centro-Sud, ma anche di quello del Centro-Nord, che è fatto di appalti, di mazzette e di tanti arresti che si illustrano da soli.

Infine, signor Ministro, per quanto riguarda i posti letto, il giornalista le ha chiesto se i posti letto dei pronto soccorso italiani vanno aumentati, e lei ha risposto di no con convinzione. Lei ha affermato che «bisogna andare avanti con i sacrifici ed organizzare meglio quello che c'è». Signor Ministro, il no con convinzione vuol dire che le persone muoiono! Oggi sul giornale si legge che all'ospedale Villa San Pietro- Fatebenefratelli, nel solo anno 2010, sono morte tre persone per malasanità e che cinque medici sono stati indagati per la morte di un paziente. Ricordo che la struttura sanitaria Villa San Pietro-Fatebenefratelli è costituita da quattro o cinque medici che lavorano su tre strutture ospedaliere e - guarda caso - questi stessi quattro o cinque medici vengono segnalati anche da un potente cardinale del Vaticano.

Allora, propongo di visionare ed approfondire questi fatti, così come deve essere vagliato anche quanto avvenuto all'ospedale San Giacomo: ricordo che il centrosinistra e il centrodestra non hanno dato risposta quando, nel 2008, abbiamo denunciato la presenza di una TAC e di una risonanza magnetica; pochi giorni fa, però, l'assessore alla sanità ha detto che effettivamente è stato preso un macchinario, una TAC e una risonanza magnetica, che verrà destinato all'ospedale Regina Margherita. Ciò è accaduto dopo quattro anni e mezzo di fermo in quell'ospedale. Non si potevano salvare vite umane o dimezzare i tempi dell'amministrazione (come lei ha ben specificato nel suo intervento)?

Ebbene, proprio su queste cose bisogna avere il pugno di ferro e non guardare in faccia nessuno. Prenda nota di quello che ho detto. Ho presentato esposti su tale faccenda, perché si salvano vite umane.

Vorrei sapere allora perché non si spendono soldi sulla sanità, perché i soldi si spendono sulla TAV o sugli aerei da caccia F-35. Voi siete il Governo che sta approvando le leggi con cui si decide di spendere soldi per questi due argomenti che sono di morte, e non per quelli della vita, cioè per quelli volti a salvare la gente.

Signor Ministro, la invito a svolgere una riflessione al riguardo. Ripeto che non sto accusando lei, ma la struttura che lei gestisce da pochi mesi. Dunque, abbia il coraggio - lo ripeto per la terza volta - di non guardare gli interessi di quelli che, ad esempio, fanno pagare per una siringa un diverso prezzo nelle varie Regioni d'Italia. C'è qualcosa che non va: forse c'è qualche appalto di troppo che finisce nelle mani o nelle tasche dei politici, e poi la politica mette le mani nella tasca dei poveri disgraziati, e magari muore anche qualcuno. All'indifferenza di quelle morti io non ci sto, non ci sta nessuno di noi e non ci sta il Paese.

Infine, per quanto riguarda gli sprechi ho letto una notizia (che dovrebbe aver letto anche lei) pubblicata sempre il 22 febbraio scorso. Dopo il suo intervento, lei ha affermato che, a Palermo, la risonanza magnetica è costata un milione di euro e per mesi non è stata neanche accesa; inoltre, è stato speso un milione e mezzo di euro per rinnovare una struttura di chirurgia e poi l'ospedale è stato chiuso. A Genova i primari di strutture con meno di dieci posti letto svolgono la funzione e non sono stati accorpati. A Torino sono state accorpate tre strutture per risparmiare, ma nessuno ha soppresso gli uffici amministrativi; quindi ci sono tre direttori del personale e tanti amministrativi. Allora c'è qualcosa che non va.

Concludo, signor Presidente, e la ringrazio. Al Policlinico Umberto I di Roma ci sono cliniche inaugurate e mai aperte; lo abbiamo visto con gli occhi dei senatori. È da arresto immediato di chi l'ha gestito fino ad oggi. Al San Camillo è la stessa cosa, signor Ministro. Ci metta le mani: vada anche a vedere il reparto di geriatria del Fatebenefratelli, i barboni dormono insieme ai malati. E stiamo parlando di persone malate, di anziani. Vada a vedere queste persone. Sono sicuro che lei ci andrà, ma non mandi gli ispettori, perché, se gli ispettori segnalano queste dodici criticità, questa è la scoperta dell'acqua calda, questo fa ridere la gente, che si indigna anche con lei, signor Ministro. Dimostri di avere quel coraggio, ma dimostri anche di saper tagliare le spese per costruire morte e, invece, spenda per salvare vite umane. (Applausi del senatore Mascitelli).