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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 692 del 14/03/2012


LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, colleghi, si conclude oggi, in questo ramo del Parlamento, un percorso iniziato nel settembre 2008 nelle Commissioni riunite 2a e 3a per la ratifica della Convenzione di Strasburgo... (Brusìo).

PRESIDENTE. Colleghi, chi non è interessato alla discussione metta in condizione il senatore Li Gotti di fare il suo intervento con tranquillità.

LI GOTTI (IdV). La Convenzione di Strasburgo è stata sottoscritta dal nostro Paese il 27 gennaio 1999, ossia oltre 12 anni fa. (Brusìo).

PRESIDENTE. Senatore Gramazio, senatore Astore, vi invito a fare silenzio. Senatore Li Gotti, prosegua pure nel suo intervento.

LI GOTTI (IdV). Grazie, signor Presidente.

Era questa una lacuna che ci portavamo dietro e che, indubbiamente, nel momento in cui, a livello internazionale e ai livelli più alti, ad esempio a quello dell'ONU, si poneva il problema grave, pesante, afflittivo, contaminante e cagionevole della corruzione, vedeva il nostro Paese, sicuramente uno dei più colpiti da questo fenomeno, insensibile nel ratificare ciò che pure aveva sottoscritto al momento della condivisione della Convenzione. (Brusìo).

PRESIDENTE. Colleghi, il senatore Li Gotti non può portare avanti il suo intervento in queste condizioni. Mi rivolgo in particolare al senatore Cursi, al senatore Calabrò e al senatore Gramazio.

LI GOTTI (IdV). Non è invero casuale il fatto che, nel 1999, contestualmente alla sottoscrizione delle due Convenzioni in materia civile e in materia penale, venissero istituiti il gruppo di Stati anticorruzione a livello europeo (GRECO), che doveva verificare gli adempimenti da parte degli Stati che si erano adeguati e che avevano condiviso le scelte a livello internazionale. Non è un caso che il GRECO abbia segnalato le nostre inadempienze, per ultimo inviando 23 raccomandazioni e sollecitazioni.

Quindi, oggi noi colmiamo un vuoto. Ovviamente, attenderemo il voto dell'altro ramo del Parlamento, che speriamo sia celere, essendo questa una ratifica secca. (Brusìo).

PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a fare silenzio.

LI GOTTI (IdV). Come dicevo, noi oggi colmiamo un vuoto, mettendoci così in linea con gli altri Paesi europei e anche con quello che è stato sottoscritto a livello ONU, essendo diventata quella Convenzione legge nel 2009.

Presidenza della vice presidente BONINO (ore 18,29)

(Segue LI GOTTI). Io ho colto in molti interventi la sottolineatura di qualche problema che potrebbe derivare dalla applicazione di ciò che è contenuto nella Convenzione che si va a ratificare. Ovviamente la Convenzione di Strasburgo assegna agli Stati sottoscrittori l'onere dell'adeguamento dell'ordinamento interno e il nostro Paese, che già sulla materia è intervenuto, adeguerà il suo ordinamento secondo le linee di quell'ottimo ordine del giorno presentato dal senatore Quagliariello, che è stato letto in Aula, nel rispetto dell'armonia del sistema: nessuno strappo, quindi.

C'è sicuramente un punto fortemente innovativo che dovremo affrontare e che ho colto negli interventi di diversi colleghi, ossia introdurre nel settore privato l'istituto della corruzione, che nel nostro Paese è costruito come reato nei confronti della pubblica amministrazione. Sicuramente lo dovremo fare. Si tratta di una evoluzione, nel momento in cui non solo l'Europa ma anche l'ONU avevano segnalato, e noi avevamo condiviso, che la tutela nei fenomeni corruttivi non deve essere esclusivamente quella della pubblica amministrazione ma anche quella del mercato, ossia un'applicazione di contrasto a fenomeni vivi, pericolosi e nocivi.

Non possiamo dimenticare che in questo settore, quello più segnalato come critico, abbiamo approvato già un'altra legge, la n. 34 del 25 febbraio 2008, la legge comunitaria per il 2007. Abbiamo già approvato una legge comunitaria che conteneva la delega al Governo per dare attuazione alla decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato. Abbiamo già approvato una legge con delega al Governo, ma la delega il Governo Berlusconi non l'ha esercitata, si è cioè consunta per mancato esercizio. Quindi, per un particolare aspetto che desta tanto allarme siamo intervenuti firmando diversi atti, traducendoli anche in leggi e delegando il Governo a intervenire, cosa che poi non è stata fatta. Ora vedremo se troveremo la forza, la capacità e la volontà - perché questo è un problema di volontà politica - di dare seguito agli impegni internazionali che abbiamo condiviso. Potevamo non condividerli, potevamo esprimere riserve su alcuni passaggi. Non abbiamo fatto nulla di tutto ciò, nessuna osservazione nei due anni di lavoro delle Commissioni 2a e 3a è stata avanzata sotto questo profilo, e improvvisamente sono affiorate perplessità in quest'Aula: un fatto strano. In ogni modo, possiamo benissimo superare queste osservazioni e lavorare celermente per arrivare al risultato di adeguare il sistema, così completando quel percorso che l'attuale Governo sta dimostrando concretamente di voler seguire con interventi abbastanza radicali, incisivi e condivisi nel settore della prevenzione.

Abbiamo letto il documento elaborato dalla commissione ministeriale istituita a gennaio di quest'anno, che verrà ufficialmente presentato il prossimo 23 marzo, e che contiene emendamenti particolarmente significativi al decreto-legge che si sta esaminando alla Camera. Si sta affrontando seriamente la parte della prevenzione e dobbiamo dare atto al Governo di questa decisione incisiva: non si è adeguato a quello che era stato fatto, ma è intervenuto nominando una commissione che celermente ha lavorato e ha prodotto un risultato.

Dobbiamo pensare ora alla parte repressiva. Non deve suscitare scandalo quello che è stato detto nei nostri interventi e cioè che non si può mettere sullo stesso piano corrotto e corruttore. Veramente, sono sullo stesso piano, e lo sono anche adesso. Il senatore Valentino chiedeva: come si fa a metterli sullo stesso piano? È già così. Forse voleva riferirsi alla concussione, ma per la corruzione corrotto e corruttore sono entrambi sanzionati. Quindi, il corruttore o il corrotto non sono esenti da pena: è prevista la sanzione. (Brusìo).

Il problema della concussione è dividere quella per costrizione inserendola nella estorsione...

PRESIDENTE. Mentre richiamo un po' di attenzione da parte dei colleghi, invito anche il collega Li Gotti a concludere il suo intervento.

LI GOTTI (IdV). Ho subito quattro interruzioni, signora Presidente.

PRESIDENTE. Sì, ne ho tenuto conto. La prego di credermi, ne ho già tenuto conto.

LI GOTTI (IdV). Ogni volta che si riprende un discorso, si deve fare uno sforzo per ricostruire quello che si stava dicendo. Mi rendo conto, l'euforia nell'affrontare e risolvere questo problema è così forte che la distrazione è comprensibile.

Condividiamo, dunque, l'euforia dei colleghi perché finalmente siamo arrivati a questa conclusione, per cui manifestiamo concretamente la nostra adesione alla loro euforia votando a favore di questo disegno di legge. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).