Informativa del Ministro della salute sulla situazione delle strutture di pronto soccorso e conseguente discussione
BALDUZZI, ministro della salute. Fornisce dati sulle strutture e sull'attività della rete di emergenza-urgenza, che è stata riorganizzata negli anni '90. Il dato positivo è il completamento del programma relativo alle centrali operative, il dato negativo è il ricorso eccessivo e improprio al pronto soccorso. Sotto il profilo della situazione sanitaria generale, resta ancora molto da fare per garantire la continuità assistenziale al paziente: la sfida principale è integrare la rete di emergenza-urgenza con la rete ospedaliera e la rete territoriale. Le proposte del Governo prevedono di rafforzare i servizi territoriali dei medici di base, migliorare l'accesso alle prestazioni diagnostiche urgenti, potenziare i filtri all'interno dei servizi di emergenza, monitorare per via informatica i posti letto, istituire figure di coordinamento più vicine ai bisogni dei pazienti. I temi della continuità assistenziale e del ruolo della medicina generale saranno inseriti nella discussione sul patto per la salute.
ASTORE (Misto-ParDem). Il sistema sanitario nazionale deve essere riformato in modo da porre al centro le esigenze del malato. Tutte le forze politiche convengono sulla necessità della sanità pubblica, che merita di essere rilanciata combattendo sprechi, clientele e abusi di potere che non riguardano soltanto il Mezzogiorno. Occorre risolvere la dicotomia università-azienda ospedaliera, porre in essere una manutenzione complessiva della sanità pubblica per rendere più efficiente il servizio, potenziare l'assistenza domiciliare e premiare i medici che lavorano a tempo pieno nel servizio pubblico.
PEDICA (IdV). All'esito delle ispezioni effettuate da alcuni senatori presso strutture sanitarie sono state riscontrate criticità conosciute; ora bisogna individuare una soluzione per evitare che tali ispezioni si riducano a meri eventi mediatici. Il Governo deve operare con decisione per mettere il malato al centro del Sistema sanitario nazionale e puntare all'assunzione di medici e infermieri, piuttosto che chiudere ospedali e centri d'eccellenza. La malasanità, che produce morti e situazioni inaccettabili per un Paese civile, è frutto non solo di disorganizzazione, ma anche di sprechi, ruberie, clientele personali e politiche. Il Ministro agisca di persona, verifichi ed assuma scelte coraggiose: piuttosto che per la TAV o per l'acquisto di aerei militari sarebbe preferibile spendere risorse pubbliche per la sanità.
PRESIDENTE. Ricorda che la sanità è materia di competenza esclusiva delle Regioni e che il Ministro può intervenire solo in maniera concorrente per quanto riguarda la tutela della salute.
CASTIGLIONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). La riduzione dei posti letto ospedalieri non è stata accompagnata da un rafforzamento delle strutture assistenziali sul territorio e ciò ha determinato l'aggravarsi della situazione in cui versano i presidi di pronto soccorso. Vanno dunque rinforzate le strutture sul territorio, a cominciare dalla guardia medica, che non viene utilizzata al meglio, dal medico di base e dai poliambulatori, rendendoli operativi anche nelle ore notturne. Non bisogna denigrare il Servizio sanitario nazionale, ma pensare ad un suo riordino facendo in modo che le strutture assistenziali del territorio operino in sinergia con gli ospedali.
FOSSON (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Il cattivo funzionamento dei pronto soccorso va affrontato senza esitazioni perche è indicativo dei disservizi del sistema sanitario. Positivo è l'impegno del Ministro ad intervenire anche sull'intramoenia, problema altrettanto urgente. L'affollamento dei pronto soccorso dipende dalla riduzione dei posti letto ospedalieri e dall'inadeguatezza dell'assistenza sul territorio, ma è anche correlato alla possibilità di effettuare in tali strutture esami diagnostici evitandone il pagamento e i lunghi tempi di attesa. È necessario riorganizzare il Servizio sanitario nazionale a partire dal territorio, mettendo tutti i medici di base in rete con i posti di pronto soccorso e stabilendo nuove regole per le visite domiciliari, sanzionando i medici che non le effettuano.
RIZZI (LNP). Il sistema di gestione della medicina di emergenza-urgenza è molto variegato sul territorio nazionale, pertanto vanno distinte le situazioni di devianza dai punti di forza. Va dunque adottato un metodo repressivo nei confronti di chi è manchevole, ma bisogna avere il coraggio di perseguire un'opera riformatrice al fine di valorizzare le eccellenze. Va riorganizzata la risposta del soccorso extraospedaliero dal punto di vista territoriale; occorre impiegare nel servizio di pronto soccorso professionalità esperte, dotate di capacità decisionali e in grado di dare al paziente risposte efficaci. Il sistema nel suo complesso non va stravolto, ma necessita di una manutenzione basata sull'implementazione della medicina del territorio e sul suo raccordo con quella ospedaliera.
MARINO Ignazio (PD). Apprezza l'impegno del Ministero della salute sui problemi delle strutture di pronto soccorso, derivanti dall'aumento delle richieste dei pazienti e dalla cospicua riduzione dei posti letto nelle strutture ospedaliere. Occorre dunque valorizzare il ruolo dei medici di famiglia, per ridurre il numero degli accessi, e monitorare l'appropriatezza dell'utilizzo dei posti letto. È inoltre necessario che i piani di rientro dal deficit sanitario non gravino sull'attività dei pronto soccorso e va contrastato l'utilizzo estensivo di personale medico precario. Bisogna infine utilizzare al meglio le moderne tecnologie, per consentire un monitoraggio della presenza di posti letto disponibili sul territorio ed evitare che i pazienti siano costretti a stazionare per giorni al pronto soccorso. Vanno ridotti al minimo i periodi di ricovero preoperatorio.
GRAMAZIO (PdL). I problemi nelle attività di pronto soccorso non si riscontrano solo nella realtà ospedaliera della Capitale, ma sono presenti in tutto il territorio nazionale e derivano da carenze di natura organizzativa. C'è infatti una scarsa diffusione sul territorio di strutture sanitarie disponibili a venire incontro alle esigenze dei pazienti, che spesso si rivolgono al pronto soccorso anche per prestazioni che non richiederebbero un intervento d'urgenza. Occorre inoltre considerare i deficit di organico del personale sanitario nelle Regioni sottoposte a regime commissariale: a tal proposito elogia la Presidente della Regione Lazio, che è riuscita ad ottenere un aumento del personale medico ed infermieristico. Rivendica infine la piena legittimità della sua attività di controllo dei servizi ospedalieri, che rientra nelle prerogative connesse al ruolo di parlamentare.