Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (486 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 691 del 14/03/2012


Poiché non sono stati presentati emendamenti agli articoli del decreto-legge da convertire, passiamo alla votazione finale.

PARDI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PARDI (IdV). Signora Presidente, rinuncio ad intervenire e chiedo alla Presidenza l'autorizzazione ad allegare il testo scritto del mio intervento al Resoconto della seduta.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'atto in sé e per sé è dal contenuto estremamente semplice: si trattava infatti di non far coincidere con i giorni di Pasqua e Pasquetta i ben noti incombenti in vista del turno elettorale di domenica 6 maggio e di compiere quindi una scelta per evitare tale coincidenza, nella direzione di ritardare o anticipare le necessarie scadenze.

La Commissione affari costituzionali, nell'adottare la propria decisione, da rendere al voto finale dell'Aula, ha optato per l'anticipazione. Tale deliberazione ha dato luogo ad un breve, ma sostanzioso dibattito sulle campagne elettorali. Il sottoscritto, infatti, insieme a vari altri membri della suddetta Commissione, ha sottolineato che sarebbe stato assolutamente incongruo ed inopportuno restringere sostanzialmente il tempo «netto» della campagna elettorale, perché ritardare la scadenza degli adempimenti avrebbe probabilmente significato ridurre la durata netta della succitata campagna a meno di venti giorni. Diversi di noi, invece - anzi, praticamente tutti - hanno sostenuto che fosse più giusto mantenere inalterata la durata rispetto allo svolgimento degli adempimenti, pur importanti, che precedono lo svolgimento della campagna stessa. Si tratta dunque di un provvedimento necessario, a favore del quale il Gruppo del Popolo della Libertà voterà senz'altro.

Abbiamo colto, però, l'occasione per ricordare che ormai si pone il problema di restituire alla campagna elettorale l'integrità, la veridicità e la sostanzialità - se mi è consentito usare questi termini - che le appartengono. Nessuno vuole avere nostalgia - perché sarebbe inutile, anche volendo - di tempi ormai andati e di modalità comunicative forse obsolete (se lo sono, «e sottolineo se», come recita una celebre canzone). Una cosa, però, è certa, onorevoli colleghi: noi avvertiamo - come credo anche la miglior parte dell'opinione pubblica - l'esigenza di un recupero del confronto elettorale e pre-elettorale fatto di contatto vivo tra chi ha l'onore di porsi o essere posto come candidato delle forze politiche o sociali organizzate e coloro che devono dare il mandato elettorale, attribuendo a qualcuno la propria fiducia. Vi è quindi la necessità di affrontare sia l'argomento dei tempi, come stiamo facendo episodicamente stamattina e come dovremo fare in maniera più organica e sistematica, sia le modalità reali della campagna elettorale. Mi riprometto anche di farmi promotore in prima persona di atti di proposta legislativa in tal senso, al fine di riaffrontare le suddette modalità in modo da permettere - forse anche in coincidenza con un rinnovato sistema elettorale - un contatto vero del candidato e della sua proposta elettorale con coloro che sono chiamati nuovamente ad esprimere la loro fiducia. Si tratta di tutta una serie di normative, incombenti e restrizioni che, con la motivazione di dare ordine e disciplina alle campagne elettorali, le hanno rese quasi impraticabili per la maggior parte dei candidati, specie per i meno attrezzati, i meno noti e per i meno famosi.

Ecco, dunque, che questo momento di riflessione costituisce anche per noi l'occasione per ricordare che dobbiamo fornire un contributo al ripristino del rapporto fiduciario tra eletti ed elettori, restituendo verità e praticabilità alle campagne elettorali. (Applausi del senatore Valentino).

MURA (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MURA (LNP). Signora Presidente, ricollegandomi al discorso che ha fatto ora il collega Benedetti Valentini, intervengo solo per dichiarare il voto favorevole del nostro Gruppo. Esprimo però anche il rammarico perché, dietro a pretestuose questioni legate all'ammissibilità o meno del nostro ordine del giorno, quello firmato dal collega Calderoli, di fatto abbiamo visto sul tabellone luminoso, oltre al voto contrario dei Gruppi del PdL e del PD (e ci può stare), il voto contrario al nostro ordine del giorno di colleghi di altri Gruppi che sono andati a contraddire quello che poi fuori, sui giornali, vanno invece a dire in ordine al ritorno in capo ai cittadini della scelta degli eletti in Parlamento. Francamente, quello che io leggo - non solo io, ma anche tutte le persone che andranno poi ad analizzare al di fuori di quest'Aula il risultato del voto sul nostro ordine del giorno - è la contrarietà da parte di alcuni Gruppi parlamentari rispetto al verbo che ormai è costante sulla bocca di tutti (ma mi sembra soltanto ed esclusivamente dal punto di vista formale), ossia che gli eletti in Parlamento devono essere espressione del voto attraverso la preferenza espressa dai cittadini. (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Sbarbati).

ADAMO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ADAMO (PD). Signora Presidente, intervengo brevemente per annunciare il nostro voto favorevole a questo provvedimento, che, come è stato già ricordato, si è reso assolutamente necessario in ragione della concomitanza delle festività pasquali con i giorni in cui avrebbe dovuto avere inizio la campagna elettorale o, per meglio dire, tutte le scadenze relative alla deposizione delle liste e quant'altro, ossia gli adempimenti burocratici che avrebbero richiesto che tutti gli uffici rimanessero aperti.

Nella discussione in Commissione il provvedimento ha favorito lo svilupparsi anche di altre considerazioni, come i colleghi hanno qui ricordato, ma poiché in questo momento il voto si riferisce a questo non può che essere favorevole.

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, del disegno di legge, composto del solo articolo 1.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).