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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 691 del 14/03/2012


Seguito della discussione dei disegni di legge:

(850) LI GOTTI ed altri. - Ratifica ed esecuzione della Convenzione penale sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno

(2058) FINOCCHIARO ed altri. - Ratifica ed esecuzione della Convenzione penale sulla corruzione fra gli Stati membri del Consiglio d'Europa e gli altri Stati firmatari, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999, e nuova disciplina dei delitti contro la pubblica amministrazione e contro l'industria e il commercio, in attuazione della suddetta Convenzione

(Relazione orale)

PRESIDENTE. Riprende la discussione generale, iniziata nella seduta di ieri.

BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). E' grave che la ratifica intervenga dopo tredici anni dalla sottoscrizione della Convenzione di Strasburgo ed è ancora più grave che l'Assemblea si limiti ad approvare l'ordine di esecuzione e l'entrata in vigore, rinviando il varo di quelle norme attuative che consentirebbero, tra l'altro, di utilizzare tecniche investigative speciali. Contro la corruzione, un fenomeno gravissimo che in Italia muove risorse stimate dalla Corte dei conti in 60 miliardi, il Governo dovrebbe avere lo stesso coraggio di cui ha dato prova nella lotta all'evasione fiscale.

Presidenza del vice presidente CHITI

VALENTINO (PdL). I temi proposti dalla Convenzione sono apprezzabili e inducono a chiedersi perché tali materie non sono contemplate dall'ordinamento italiano. Bisognerà riconsiderare il regime sanzionatorio del corrotto e del corruttore, perché quest'ultimo non può esser messo sullo stesso piano del corrotto, nonché individuare forme attenuate di sanzione per chi intende collaborare con lo Stato per l'individuazione delle responsabilità. Va definita una tipizzazione più rigorosa della corruzione nel settore privato, perché l'ipotesi in discussione non contempla tutte le peculiarità imposte dalla materia. È infine necessaria una riflessione sulla concussione per induzione, che appartiene ad una concezione superata, mentre va contemplata l'aggravante della violenza e delle minacce nell'estorsione.

MAZZATORTA (LNP). Il precedente Governo si è impegnato attivamente nella lotta alla corruzione, ratificando nel 2009 la Convenzione delle Nazione Unite del 2003. Inoltre, poiché dal 2007 l'Italia aderisce al Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO), è stata già data attuazione alla parte più rilevante dal punto di vista operativo della Convenzione di Strasburgo. La ratifica dovrà tradursi nella razionalizzazione di norme presenti nell'ordinamento e nell'introduzione di nuove fattispecie; tuttavia difficilmente si potrà affrontare concretamente il problema nello scorcio della legislatura, in considerazione delle divisioni della maggioranza e dell'atteggiamento ondivago del Governo, incerto se puntare sulla repressione o sulla prevenzione. Sulle nuove fattispecie della corruzione nel settore privato e del traffico d'influenza è auspicabile una riflessione che non prescinda dalla tradizione giuridica italiana.

MUGNAI (PdL). È positivo che la Convenzione introduca un coordinamento tra Paesi per un più efficace contrasto alla corruzione, ma un primo intervento deve essere di natura valoriale e la politica deve guidare un percorso volto a restituire prestigio alle istituzioni ed a renderle meno permeabili ai fenomeni corruttivi. Molto significativamente, il Parlamento ha ricondotto la ratifica della Convenzione alle sue linee essenziali. Occorrerà valutare se gli spunti offerti sulla corruzione nel settore privato e sul traffico d'influenza possono essere canalizzati nell'ordinamento, che già punisce adeguatamente tali comportamenti. Alcune fattispecie di reato andranno inoltre armonizzate alla logica dei tempi.

MALAN (PdL). La corruzione va contrastata perché danneggia la società non solo dal punto di vista materiale, ma anche morale, perché induce comportamenti contrari alla correttezza ed efficacia della pubblica amministrazione. Le norme della Convenzione sono importanti, tuttavia oggi la corruzione è ampiamente punita dall'ordinamento italiano, ma alcune norme sono applicate solo parzialmente. Andrebbe dunque generalizzata a tutti i dirigenti pubblici l'applicazione delle norme previste dalla legge n. 441 del 1982, che dovrebbe servire a contrastare l'illecito arricchimento. Una maggiore trasparenza sui patrimoni dei dirigenti pubblici consentirebbe un controllo più efficace sui fenomeni di corruzione.

QUAGLIARIELLO (PdL). Dà lettura dell'ordine del giorno G2 (v. Allegato A), che nasce dall'esigenza di dare indicazioni affinché le norme della Convenzione trovino una traduzione legislativa armonica ed organica, ma anche dall'intenzione di evitare che un'iniziativa positiva possa, per conseguenza non intenzionale, portare un danno ad un corpus di norme che ha già la sua efficacia. Per questo è opportuno porre dei paletti che si rifanno alla Costituzione e ai principi generali dell'ordinamento.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

BETTAMIO, relatore. L'OCSE ha diretto all'Italia rilievi formali per la mancata ratifica della Convenzione, che però, con l'approvazione del disegno di legge, saranno definitivamente superati. Si rimette al parere del Governo sull'ordine del giorno G1 e lo invita ad accogliere l'ordine del giorno G2.

Presidenza del presidente SCHIFANI

SEVERINO DI BENEDETTO, ministro della giustizia. La Convenzione, che si propone di combattere la corruzione attraverso misure di prevenzione e di repressione, richiede alcune integrazioni all'ordinamento italiano, che comunque dispone già di efficaci strumenti di contrasto. Accoglie quindi l'ordine del giorno G1, in quanto necessariamente la Convenzione dovrà essere attuata in armonia con la Costituzione e con i principi generali dell'ordinamento penale. Dal momento che per rinforzare il procedimento di approvazione di atti internazionali occorre una modifica della Costituzione, si rimette alla volontà dell'Assemblea sull'ordine del giorno G1, essendo tuttavia disponibile ad accoglierne il testo come raccomandazione.

L'ordine del giorno G2, accolto dal Governo, non viene posto in votazione.

CALDEROLI (LNP). Non accetta l'accoglimento come raccomandazione e insiste per la votazione dell'ordine del giorno G1, evidenziando che la riforma spetterà al Parlamento, ma che il Governo sarà chiamato ad esprimere il proprio parere sull'introduzione di una maggioranza qualificata per la ratifica degli accordi internazionali che prevedono limitazioni di sovranità.

FINOCCHIARO (PD). L'ordine del giorno G1 dovrebbe essere considerato improponibile, per estraneità al contenuto del disegno di legge, e comunque esprime una cultura politica non coerente con gli impegni assunti con l'adesione all'Unione europea. Il Parlamento si dovrebbe dotarsi invece di strumenti procedurali che rendano più rapido l'adeguamento interno agli impegni internazionali e ricorda che con il Trattato di Lisbona è cresciuto il ruolo dei Parlamenti nazionali nella fase di formazione del diritto comunitario.

BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Pur ritenendo importante il tema della difesa della sovranità nazionale, non sono convincenti né l'utilizzo dello strumento dell'ordine del giorno, né la sua formulazione: in particolare, la riforma del procedimento di approvazione degli atti internazionali spetta al Parlamento e dunque non si comprende perché rivolgere un invito in tal senso al Governo.

LI GOTTI (IdV). È improprio formulare un invito al Governo per favorire la riforma costituzionale dei procedimenti di approvazione degli atti internazionali: si tratta infatti di una materia di competenza parlamentare.

QUAGLIARIELLO (PdL). Invita il presentatore ad accettare l'accoglimento dell'ordine del giorno come raccomandazione. Pur giudicando la presentazione dell'ordine del giorno non appropriata alla profondità del tema trattato, nel caso in cui venisse posto in votazione, il voto del Gruppo sarà favorevole.

PRESIDENTE. Recenti pronunce della Corte costituzionale legittimano i dubbi sulla proponibilità dell'ordine del giorno e sulla sua coerenza con la materia oggetto del disegno di legge. Inoltre, l'invito alla modifica del procedimento di approvazione degli atti internazionali dovrebbe essere rivolto al Parlamento e non al Governo. Invita pertanto il presentatore a valutare la proposta del Governo di accogliere il testo come raccomandazione.

CALDEROLI (LNP). Il Governo sarà chiamato ad esprimere il proprio parere sulle proposte di modifica costituzionale tendenti ad inserire una maggioranza qualificata per l'approvazione di atti internazionali che comportino limiti alla sovranità nazionale, in analogia con quanto previsto nel disegno di legge di modifica costituzionale in materia di pareggio di bilancio. Ricorda che il Senato ha già approvato una atto di indirizzo contenente impegni analoghi e pertanto insiste per la votazione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Riconosce l'importanza del tema trattato, ma ribadisce le proprie perplessità. Sospende brevemente la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 12,28, è ripresa alle ore 12,48.

PRESIDENTE. Dà lettura della nuova formulazione dell'ordine del giorno G1 (v. testo 2 nell'Allegato A).

LEGNINI (PD). A giudizio del Gruppo, anche nella nuova formulazione l'ordine del giorno rimane estraneo all'oggetto della discussione.

LI GOTTI (IdV). L'IdV voterebbe a favore dell'ordine del giorno, condividendo il richiamo alla tutela della sovranità nazionale.

VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Anche Coesione Nazionale voterebbe a favore di un ordine del giorno che ha un rilevante significato politico, anche perché è la Lega Nord a richiamare la sovranità nazionale.

BALDASSARRI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). La sovranità nazionale, già limitata da organismi sovrastatuali, non si salvaguarda con un ordine del giorno, bensì con la costruzione degli Stati uniti d'Europa.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). E' surreale la pretesa di legiferare attraverso ordini del giorno che non hanno alcuna attinenza con la Convenzione contro la corruzione.

PRESIDENTE. Anche se l'accoglimento dell'ordine del giorno G2 (testo 2) non inciderebbe sulla ratifica della Convenzione, dichiara il testo sia improponibile ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento.

CALDEROLI (LNP). La decisione della Presidenza è tardiva - il testo dell'ordine del giorno era noto fin da ieri, è stato stampato ed è stato chiesto il parere dei relatori e del Governo - e incoerente con la richiesta, precedentemente avanzata alla Lega Nord, di accontentarsi di una raccomandazione.

PRESIDENTE. La decisione, esito di un riesame dei requisiti di proponibilità, rispetta i criteri di ammissibilità richiamati dalla Corte costituzionale e dal Capo dello Stato.

BRICOLO (LNP). Dichiarando improponibile un ordine del giorno che dava evidentemente fastidio alla maggioranza, il Presidente ha leso le prerogative dell'opposizione e travalicato i limiti delle sue attribuzioni.

QUAGLIARIELLO (PdL). La decisione della Presidenza è tecnica e non politica. L'ordine del giorno del senatore Calderoli, condivisibile nel merito ma estraneo alla discussione, non creava alcun imbarazzo alla maggioranza.

PRESIDENTE.Rinvia il seguito della discussione alla seduta pomeridiana.

Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

La seduta termina alle ore 13,04.

Nel corso della seduta, la Presidenza ha salutato, a nome dell'Assemblea, una rappresentanza di studenti presente nelle tribune.