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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 690 del 13/03/2012


DAVICO (LNP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, abbiamo ascoltato con vivo interesse, dopo i giorni scorsi di smarrito silenzio, la sua relazione sugli accadimenti nigeriani; fatti che peraltro mi coinvolgono particolarmente in quanto hanno visto protagonista e vittima, un ingegnere mio corregionale, alla cui famiglia va tutto il mio personale cordoglio e quello dell'intero Gruppo Lega Nord Padania nonché 1'apprezzamento per la sobrietà con cui ha dimostrato di saper affrontare un dolore così grande e impossibile da sopportare. Un dolore certamente aggravato dalla circostanza che nulla si è saputo sulla modalità con cui il loro congiunto è stato ucciso - e anche oggi non abbiamo saputo nulla, mi permetta signor Ministro - proprio mentre erano in corso trattative per il suo rilascio entro le festività pasquali.

Anche tutti noi, in questi giorni, ancora prima dell'audizione, ieri, al COPASIR, del generale Santini, direttore dell'AISE, conoscevamo poco di questa drammatica vicenda, ma, ciò che forse è più grave, nulla ne sapeva, almeno fino a che l'evento non si è consumato e concluso nel più tragico dei modi, il nostro Governo. È imbarazzante.

Penso non sarebbe né giusto né opportuno, in questa sede, chiedere conto di un tale trattamento, da parte degli inglesi, al ministro Terzi di Sant'Agata qui presente; anche perché se lo facessimo rischieremmo una risposta poco tecnica, istituzionalmente sbagliata, nonché insolente, e cioè che dovremmo occuparci d'altro, come ha già fatto nei giorni scorsi con un altro nostro parlamentare democraticamente eletto, l'ex ministro dell'interno Maroni. Ed oggi, io questo rischio non lo voglio correre. Ma non posso non sottolineare qua che, mancando in questo Governo un'autorità delegata ad occuparsi di ciò che accade oltre frontiera in questi casi estremi (funzione, a detta di tutti, egregiamente ricoperta dal sottosegretario Gianni Letta fino allo scorso novembre, ben prima dell'avvento di questo salvifico e osannato Governo dei tecnici), anche se gli inglesi avessero voluto avvisarci di quanto stava per consumarsi a discapito di un nostro connazionale, probabilmente non avrebbero saputo chi materialmente avvisare: il professor Mario Monti ha, infatti, ritenuto di avocare e trattenere per sé quella preziosa delega.

La gestione delle situazioni di crisi in cui si trovano i connazionali all'estero, dunque, è affidata, sì, alla nostra intelligence, sulla quale vorrò spendere qualche parola di qui a poco, ma manca, a quanto pare, un anello della catena, l'ultimo, quello fondamentale, quello che assume su di sé le responsabilità, quello che prende le decisioni, quelle giuste, quelle che in tali circostanze fanno la differenza tra la vita e la morte. Manca, colleghi, non c'è! E tutto questo è incredibile, inconcepibile, se non altro perché questa incertezza si gioca sulla pelle di nostre concittadine e nostri concittadini.

E dunque, approfitto di questa occasione per sollecitare noi tutti, oltre gli schieramenti, a mettere mano ad una auspicabile quanto necessaria, urgente e concreta riforma dei servizi segreti italiani, che forse, mi costa dirlo, in quanto ad organizzazione, sembrano rimasti per qualche ragione legati alle dinamiche della guerra fredda, mentre altri sono da tempo gli scenari con cui il Paese si deve confrontare e si confronta ogni giorno.

All'indomani di un blitz, che blitz non è stato - e che lo stesso onorevole D'Alema, che indubitabilmente appartiene allo schieramento amplissimo che sostiene questo Governo, ha definito "irragionevole" - come si può dimenticare che la vicenda - tuttora avvolta dal mistero - della morte dell'ingegnere Lamolinara è uno schiaffo che il Governo dei tecnici avrebbe forse potuto evitarci, affidandosi con un po' di modestia alla politica? Che non è morta, esiste, e spesso, anche in quest'Aula, signor Ministro, cammina sulle gambe di donne ed uomini di grande conoscenza, esperienza e valore.

Le scuse di Cameron: potranno restituire al Governo italiano la credibilità perduta, e soprattutto, rassicureranno i familiari degli altri cittadini italiani che nel mondo sono nelle mani di rapitori e di gruppi terroristici? Pensiamo agli errori commessi - forse sempre per mancanza totale di un coordinamento - nella gestione del sequestro dei due marò, ormai in mano indiana ed in balia di eventi, come elezioni politiche tanto distanti da noi, che prima di due mesi non si concluderanno.

Il diplomatico di lungo corso Staffan de Mistura ha dimenticato che oggi egli non è più un mediatore: è un membro del Governo che, come tale, non avrebbe dovuto recarsi in India a stringer mani. Dov'è la forza della quinta potenza industriale nel mondo quando si tratta di far valere i diritti di due militari della Marina italiana? (Applausi dal Gruppo LNP).

E chi ha seguito, chi ha dato gli ordini in quelle delicatissime fasi? Chi doveva far sentire più forte la reazione ad un atto unilaterale gravissimo? Forse De Mistura avrebbe potuto almeno ricordare - per così dire - alle autorità di Nuova Delhi che in Somalia, da quasi tre mesi, si trova sequestrata un'altra motonave, la «Enrico Ievoli», che a bordo, oltre ai sei italiani, ha anche 14 indiani.

Sarebbe stato poco diplomatico, forse poco tecnico, signor ministro, ricordare a Nuova Delhi che, oltre a quei quattordici marinai per il cui rilascio il nostro Paese sta operando, ce ne sono una quantità imbarcati sulle nostre navi nei mari di tutto il mondo? E, dal momento che due militari di questo Paese restano detenuti senza processo nello spirito della reciprocità dei rapporti, domandare come tutelare e garantire ciascun indiano presente sul territorio italiano, comprese le navi?

Infine, colleghi, e concludo, non resta che confidare in un cambio di strategia, di rotta, forse anche nella direzione di un pur sobrio coinvolgimento di questo Parlamento, affinché mai più ci si debba sentire umiliati come noi ci siamo sentiti in queste ore difficili di débacle della nostra democrazia e di lutto per la nostra comunità nazionale e per alcune famiglie. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cabras. Ne ha facoltà.