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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 690 del 13/03/2012


DINI (PdL). Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, mi unisco a lei, signor Presidente, e all'onorevole Ministro per esprimere la più profonda solidarietà alla famiglia dell'ingegner Lamolinara, nel segno di quell'unità e profonda coesione che ha sempre segnato il nostro Paese e quest'Aula di fronte a eventi tragici come quello accaduto in Nigeria. Una solidarietà che voglio estendere alle famiglie degli altri ostaggi di gruppi terroristi, dalle sigle spesso indefinibili, che si trovano in terre lontane, in situazioni difficili e molto rischiose. Siamo vicini, poi, alle famiglie dei due fucilieri di Marina del Reggimento San Marco agli arresti in Kerala, ed è su questa vicenda che voglio spendere qualche considerazione.

Presidenza del vice presidente NANIA (ore 17,25)

(Segue DINI). Esprimo apprezzamento per la ricostruzione attenta e completa che lei, signor Ministro, ci ha fornito della vicenda. Desidero in particolare ringraziarla per la sua azione e per quella del sottosegretario de Mistura, che con grande determinazione e fermezza si è impegnato e si sta impegnando per salvaguardare la sicurezza personale dei nostri due militari.

Fortemente apprezzata è anche, naturalmente, la puntuale azione del Presidente del Consiglio e in particolare i suoi passi volti a coinvolgere in modo pieno i partner europei e l'Alto rappresentante, da cui ci aspettiamo un impegno deciso a sostegno delle nostre ragioni che lei, signor Ministro, ha efficacemente illustrato, tenendo conto che l'Unione europea è impegnata direttamente, con una sua missione, "Atalanta", per il contrasto alla pirateria.

Devono essere anche apprezzati gli altri interventi volti a promuovere l'azione di Paesi amici, sempre al fine di far prevalere in questa vicenda i principi della legalità internazionale. È questa - quella della legalità internazionale - che deve essere la stella polare della nostra azione.

Quanto allo svolgimento dei fatti, mi sembra emerga con chiarezza dalla ricostruzione che lei, signor Ministro, ci ha fornito, che il momento di svolta sia stata la scelta - lei ci ha detto del comandante - di avvicinare la nave al territorio indiano. Una scelta sin dal primo momento non condivisa da lei, signor Ministro, e che ha avuto come conseguenza la pratica impossibilità di far valere, nei fatti, la nostra giusta pretesa di sottoporre alla giurisdizione italiana quanto dolorosamente avvenuto in acque internazionali. Al riguardo, il comportamento delle autorità indiane non ci pare sia stato condivisibile.

Non possiamo non essere sensibili e solidali con le famiglie di vittime di un incidente sul quale è aperta un'indagine che è ancora agli inizi, nonostante - e di ciò ci lamentiamo - siano passati molti giorni dai fatti del 19 febbraio.

A fronte delle dichiarazioni rese dai nostri militari, dovremmo aspettarci che l'esame balistico, in presenza di nostri esperti come osservatori, risulti tale da portare al rilascio dei nostri connazionali. Tuttavia, prima e a prescindere dalle indagini sullo svolgimento dei fatti, credo che l'Italia debba continuare con vigore a far sentire le sue ragioni, che sono le ragioni del diritto internazionale, e ciò nel segno della nostra tradizione giuridica e dei principi con chiarezza fissati nella nostra Carta costituzionale.

Di fronte ad un fenomeno grave come la pirateria in acque internazionali, un fenomeno che credevamo archiviato nei libri di storia, ma che la realtà di questi mesi e questi anni ci ripropone con cruda evidenza, occorre infatti un ampio consenso fra gli attori internazionali. Occorre che vengano determinate procedure e norme certe a cui si possano attenere i naviganti. Serve una cooperazione internazionale e non possiamo far sì che fatti, seppure dolorosi, ma che devono essere inquadrati in questo contesto ampio della lotta alla pirateria, possano divenire casi politici, tali da incrinare o mettere in questione definitivamente i rapporti tra le Nazioni.

Se possiamo comprendere, anche se le riteniamo non giustificate, manifestazioni che si vanno ad inserire in un clima segnato da una accesa campagna elettorale in quella Regione, dobbiamo rivendicare con nettezza la primazia del diritto e la necessità di rispettare fondamentali regole del diritto internazionale. Lo dobbiamo fare in modo fermo, ma per ciò stesso pacato nei toni, sicuri delle nostre ragioni, senza cedere al rischio, anche di fronte alla nostra opinione pubblica, di fornire il destro a strumentalizzazioni che sono solo controproducenti.

Con questi sentimenti e secondo questi criteri di giustizia, ma anche di prudenza politica, invitiamo lei, signor Ministro e più in generale il Governo, a proseguire nella sua azione affinché i nostri marinai possano riabbracciare al più presto le proprie famiglie. (Applausi dai Gruppi PdL e PD.Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Belisario. Ne ha facoltà.