Discussione dei disegni di legge:
(850) LI GOTTI ed altri. - Ratifica ed esecuzione della Convenzione penale sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno
(2058) FINOCCHIARO ed altri. - Ratifica ed esecuzione della Convenzione penale sulla corruzione fra gli Stati membri del Consiglio d'Europa e gli altri Stati firmatari, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999, e nuova disciplina dei delitti contro la pubblica amministrazione e contro l'industria e il commercio, in attuazione della suddetta Convenzione
(Relazione orale) (ore 18,32)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 850 e 2058.
Irelatori, senatori Bettamio e Balboni, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore Bettamio.
BETTAMIO, relatore. Signora Presidente, onorevoli colleghi, prima di chiarire gli aspetti legati alla politica estera del nostro Paese contenuti nella Convenzione, vorrei ricordare che essa è stata ratificata in seno al Consiglio d'Europa e che quindi si rivolge ad una platea di Paesi molto più ampia rispetto a quella dell'Unione europea. Sono, infatti, circa 35 i Paesi vincolati da questa Convenzione e che hanno proceduto, ove necessario, a modificare il proprio ordinamento interno per aderirvi.
Vorrei inoltre ricordare, come da lei stessa anticipato signora Presidente, che la Convenzione penale sulla corruzione risale al 1999: quindi ha avuto il tempo di sedimentarsi e di dare prova di se stessa.
La terza osservazione però è quella che a me pare più importante, e cioè che oggi facciamo tre cose: in primo luogo autorizziamo la ratifica della Convenzione penale sulla corruzione; diamo inoltre ordine di esecuzione e di entrata in vigore della stessa ed infine ci impegniamo a predisporre delle norme di adattamento e di attuazione nell'ordinamento interno dei contenuti della Convenzione che - come già detto - risale già a qualche anno fa.
Detto questo come inquadramento del problema, ricordo brevemente, senza entrare nell'ambito di competenza del senatore Balboni, l'oggetto della Convenzione, che è improntata al contrasto alla corruzione con un approccio multidisciplinare (un aspetto questo che non dobbiamo dimenticare), cioè colpisce il fenomeno mediante misure non solo repressive delle condotte criminose, ma anche con misure che favoriscono l'integrità e l'imparzialità della pubblica amministrazione.
In modo più specifico, questa Convenzione incrimina condotte attive e passive di funzionari nazionali e stranieri nel settore pubblico e privato, oltre al problema del riciclaggio dei provvedimenti. Questo è l'oggetto giuridico, ma nella Convenzione vi è poi anche un oggetto politico ed è stabilito al Titolo IV quando si dettano norme per una cooperazione internazionale fra le parti contraenti.
Tale cooperazione internazionale va naturalmente al di là dell'ambito giuridico perché deve stabilirsi con la maggiore ampiezza possibile per favorire la collaborazione fra Paesi.
A questo punto, devo segnalare che, nel corso dell'esame da parte delle Commissioni riunite giustizia e affari esteri del Senato, il disegno è stato assunto come testo base e sono stati approvati emendamenti soppressivi di quasi tutte le disposizioni di adattamento inserite nel disegno di legge. Sono state fatte salve soltanto le consuete disposizioni recanti l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione, nonché le norme concernenti l'entrata in vigore e l'individuazione dell'autorità centrale, con la clausola d'invarianza (ossia gli articoli 1, 2, 13 e 14), mentre il resto è stato soppresso.
Anche se questa è materia del collega Balboni, devo ricordare che, proprio per darvi attuazione e recepire nell'ordinamento interno alcune previsioni della Convenzione, il Senato ha già esaminato queste disposizioni legislative e che questa materia è ora all'esame dell'altro ramo del Parlamento. Ci limitiamo quindi ad approvante il disegno di legge per la pura e semplice autorizzazione alla ratifica della Convenzione penale sulla corruzione.
Le procedure comunitarie d'infrazione a carico dell'Italia, al gennaio 2011, ammontavano complessivamente a 130, delle quali 92 erano dovute alla violazione del diritto europeo e 38 alla mancata trasposizione delle direttive nell'ordinamento interno. Onde evitare di ricevere la centotrentunesima, mi auguro che, mentre possiamo approvare il provvedimento nei limiti che ho riferito, nell'altro ramo del Parlamento si proceda celermente. Altrimenti, ricadremo in quella brutta consuetudine che vede la lentezza del nostro procedimento come la causa dell'apertura delle procedure d'infrazione a nostro carico nel contesto internazionale, che ci obbliga poi al pagamento delle relative sanzioni.
Con tale auspicio e formulando l'augurio che l'altro ramo del Parlamento possa procedere con celerità e che le norme da noi adottate consentano veramente la modifica del diritto interno per recepire quanto stabilito nella Convenzione internazionale, invito l'Assemblea ad approvare il provvedimento. (Applausi dal Gruppo PdL).