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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 690 del 13/03/2012


Informativa del Ministro degli affari esteri sull'uccisione di un cittadino italiano rapito in Nigeria e sull'arresto di due militari italiani in India e conseguente discussione

PRESIDENTE. Rivolge, a nome dell'Assemblea, sentimenti di profondo cordoglio ai familiari dell'ingegner Lamolinara ed invita l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio.

Presidenza del presidente SCHIFANI

TERZI DI SANT'AGATA, ministro degli affari esteri. Dell'operazione delle forze britanniche e nigeriane nella quale hanno perso la vita l'ingegner Lamolinara ed il suo collega inglese, sequestrati da una frangia qaedista del movimento terrorista Boko Haram, il Governo è stato informato solo mentre essa era già in corso. Il Governo inglese ha assicurato la non intenzionalità del ritardo nella comunicazione giustificando il carattere improvviso dell'operazione con le condizioni di alto rischio per la vita dei due ostaggi createsi a seguito degli arresti di diversi esponenti del gruppo terrorista avvenuti nei giorni precedenti. Circa il caso dei due marò italiani detenuti in India, ribadisce che, dopo il presunto attacco alla petroliera Enrica Lexie, il comandante (che ha chiesto l'assenso dell'armatore) è stato indotto con un sotterfugio dalle autorità indiane a dirigersi verso il porto di Kochi, dove la consegna dei due militari alla polizia è seguita ad azioni coercitive delle autorità locali, nonostante l'opposizione delle autorità militari e diplomatiche italiane. Stante la regolarità dell'azione dei due militari che hanno operato in acque internazionali in piena conformità agli accordi internazionali sul contrasto alla pirateria, il Governo ha fermamente ribadito alle autorità indiane che la giurisdizione sul caso appartiene alla magistratura italiana. Agli alti rappresentanti dell'ONU e dell'Unione europea, chiamati a collaborare con l'Italia alla soluzione del caso, è stato rilevato come il comportamento indiano nella vicenda costituisce grave precedente per l'efficacia della strategia comune in atto a livello internazionale contro la pirateria. Dà conto dell'attività dell'unità di crisi presso la Farnesina di fronte alle situazioni che mettono a rischio l'incolumità degli italiani all'estero.

DINI (PdL). Ringrazia il Governo per l'impegno profuso per salvaguardare la sicurezza personale dei due militari ingiustamente detenuti in India e per coinvolgere nella vicenda i partner europei. L'avvicinamento della nave alle coste indiane ha reso impossibile sottoporre alla giurisdizione italiana quanto avvenuto in acque internazionali; al riguardo, il comportamento delle autorità indiane non è stato condivisibile. L'Italia deve continuare a far sentire la propria voce affinché prevalga il rispetto della legalità internazionale, con pacatezza ma con determinazione. Di fronte al grave fenomeno della pirateria occorre un ampio consenso tra gli attori internazionali: vanno identificate norme e procedure certe per i naviganti per evitare che fatti dolorosi come quello in argomento possano incrinare i rapporti fra Nazioni amiche.

Presidenza del vice presidente NANIA

BELISARIO (IdV). Dopo anni di perdita di prestigio, è necessario migliorare l'immagine e la forza dell'Italia nei contesti internazionali. In ordine alla vicenda che ha portato alla morte dell'ingegner Lamolinara, bisogna fare chiarezza fino in fondo sull'attività svolta dai Servizi di sicurezza e sulle ragioni della mancata tempestiva comunicazione delle decisioni assunte dal Governo inglese, che vanno approfondite con fermezza, ma senza creare difficoltà nei rapporti bilaterali. Quanto ai due militari detenuti in India, occorre chiarire se il rientro della nave in porto non sia stato motivato dall'esigenza dell'armatore di tutelare i propri interessi economici in India. Anche in questa vicenda bisogna far prevalere le ragioni del diritto internazionale.

PALMIZIO (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Nella vicenda che ha portato alla morte dell'ingegner Lamolinara, si è riproposto il diverso approccio che, nel caso di rapimento di connazionali all'estero, caratterizza l'azione italiana, volta comunque alla salvezza degli ostaggi, da quello della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, che privilegiano sempre il mantenimento dei rapporti di forza. Il Governo deve quindi operare affinché, in simili frangenti, non siano vanificati gli sforzi dell'Italia. Per quanto riguarda la vicenda dei due marò, il Governo avrebbe dovuto impedire alla nave di entrare in porto; per il futuro bisognerà modificare la catena di comando affinché, in caso di pericolo, le navi mercantili su cui sono presenti militari obbediscano all'autorità militare italiana.

RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). La morte dell'ingegner Lamolinara non è stata determinata da una divergenza di strategie tra Italia e Gran Bretagna, ma da una gestione sbagliata delle operazioni. La vicenda dei due marò trattenuti in India è inaccettabile per diversi profili: per il sotterfugio con cui si è attirata la nave in porto, per la forzatura legale operata rispetto a fatti avvenuti in acque internazionali, per l'arresto dei due militari in violazione dell'esclusiva giurisdizione italiana sulla nave e per l'indebolimento della cooperazione internazionale contro la pirateria. Vanno verificati i rapporti con gli armatori delle navi che hanno a bordo militari e intraprese azioni politiche, diplomatiche ed economiche se l'India dovesse confermare un atteggiamento non equilibrato. Vanno infine definite nuove strutture di coordinamento da porre in capo alla Presidenza del Consiglio per affrontare le minacce in ascesa che si presentano sullo scenario internazionale.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Anche alla luce delle disponibilità logistiche, strutturali e finanziarie, il Governo non poteva fare di più e meglio nella tragica vicenda che ha condotto alla morte dell'ingegner Lamolinara. La legittima discussione sull'adeguatezza dell'azione di intelligence italiana e sulla credibilità internazionale dell'Italia non va piegata a finalità di polemica interna: non è consentito infatti mettere in discussione l'unità del Paese sulla politica estera. Occorre chiarire quanto avvenuto in Nigeria e le eventuali responsabilità ed impedire che opportunità politiche interne ai singoli Stati mettano a rischio l'azione internazionale contro la pirateria, ma occorre farlo confermando il sostegno del Parlamento al Governo impegnato in scenari particolarmente delicati.

DAVICO (LNP). E' imbarazzante il fatto che l'ingegner Lamolinara sia stato ucciso mentre erano in corso trattative per il suo rilascio e che il Governo italiano sia stato tenuto all'oscuro del blitz inglese: le scuse del primo ministro Cameron non bastano a restituire credibilità all'Italia. Vanno sottolineate l'inspiegabile mancanza nell'Esecutivo in carica di un'autorità politica di coordinamento dei Servizi di informazione e sicurezza e la necessità di una riforma dei Servizi stessi, legati a moduli organizzativi superati. Rispetto alla vicenda dei due marò, non possono essere taciuti gli errori commessi (anche in questo caso forse per mancanza di un'autorità politica di coordinamento) e l'azione non adeguata al ruolo internazionale dell'Italia svolta dal sottosegretario De Mistura in India.

CABRAS (PD). Le due vicende, nigeriana e indiana, vanno discusse separatamente. Quanto alla prima, i rapporti di amicizia e di alleanza fra l'Italia e il Regno Unito esigono maggiore attenzione da parte delle autorità inglesi: operazioni che coinvolgono ostaggi di differenti nazionalità dovrebbero essere improntate al principio di cautela e alla tempestività dell'informazione. Va comunque riaffermata l'inaccettabilità delle decisioni unilaterali che hanno condotto ad un'azione fallimentare. La vicenda dei militari del battaglione San Marco in India evidenzia un problema riguardo alla catena di comando che sottopone personale militare alle decisioni dei comandanti e persino degli armatori delle navi. Nel rivendicare con fermezza il proprio contributo alla lotta alla pirateria, che è condotta nell'interesse generale ed in base ad accordi internazionali, il Governo italiano potrebbe favorire la soluzione della vicenda facendosi carico della morte dei due pescatori indiani.

Presidenza della vice presidente BONINO

QUAGLIARIELLO (PdL). L'oggettivo acuirsi di criticità sul piano internazionale dimostra quanto fossero strumentali le polemiche sul prestigio italiano all'estero da recuperare attraverso un mutamento di Governo. La vicenda dei marò pone una questione normativa in ordine alla titolarità delle decisioni in imbarcazioni civili nelle quali prestino servizio militari italiani; non sono giustificati, in ogni caso, i toni con cui il Governo ha replicato alle critiche dell'opposizione. Il blitz in Nigeria fa emergere sia una difficoltà di rapporti dei Servizi italiani con l'intelligence di altri Paesi sia un mancato contatto tra l'Esecutivo inglese e quello italiano. Entrambe le vicende ed il moltiplicarsi di casi riguardanti connazionali all'estero interrogano sull'opportunità di formalizzare nel Governo una delega al coordinamento dei Servizi di sicurezza.