PASTORE (PdL). La ratifica della convenzione penale sulla corruzione impone all'Italia di introdurre importanti innovazioni nel proprio ordinamento. Si tratta quindi non di modifiche concrete, ma dell'individuazione di una linea, la cui accettazione rappresenta comunque un segnale importante della politica all'opinione pubblica. Le norme sulla corruzione nel settore privato, per la loro eccessiva genericità, possono essere tradotte in previsioni che rischiano di compromettere l'efficacia e l'efficienza del sistema penale. Allo stesso modo le disposizioni sul traffico d'influenza potrebbero essere attuate in termini tali da creare effetti distorsivi. Non a caso queste due fattispecie sono indicate all'articolo 37 della Convenzione tra quelle sulle quali lo Stato può formulare riserve rispetto alla fase di attuazione. La ratifica deve indurre il legislatore ad approvare subito le norme che rivedano e completino l'ordinamento in materia di lotta alla corruzione.