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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 690 del 13/03/2012


PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

SACCOMANNO (PdL). La classe politica italiana deve dimostrare, attraverso fatti concreti, che non merita la scarsa considerazione che le riserva una parte dell'opinione pubblica: la ratifica della Convenzione può rappresentare un'importante testimonianza dell'impegno del Parlamento nella lotta alla corruzione. Come dimostra il lavoro effettuato dalla Commissione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale, la corruzione è infatti un fenomeno ancora radicato in molti settori della pubblica amministrazione ed è pertanto necessario rompere il muro di omertà che spesso protegge i corrotti, incrementando i controlli e la repressione, responsabilizzando i dirigenti e incoraggiando una severa meritocrazia.

DELLA MONICA (PD). Dopo aver ricordato le norme introdotte nelle più recenti legislature dai Governi di centrodestra - come la depenalizzazione del falso in bilancio o la possibilità di adottare ordinanze di protezione civile nell'ambito dell'organizzazione dei grandi eventi - che non hanno favorito la lotta alla corruzione, ripercorre il travagliato iter parlamentare della ratifica della Convenzione penale sulla corruzione, fortemente voluta dal PD e dall'Italia dei Valori, ma rallentata dall'operato del precedente Esecutivo. L'approvazione della ratifica rappresenta dunque un passo in avanti nella lotta alla corruzione, ma il disegno di legge non comporta l'adeguamento automatico dell'ordinamento italiano alle disposizioni della Convenzione, che richiederà un successivo intervento normativo.

D'AMBROSIO (PD). L'arretramento dell'Italia nelle classifiche internazionali sulla trasparenza dell'attività amministrativa e il dilagare dei fenomeni corruttivi - che creano una distorsione nella concorrenza, fanno lievitare i costi degli appalti e favoriscono la criminalità organizzata - rendono auspicabile la ratifica della Convenzione di Strasburgo. Sono stati invece numerosi i provvedimenti adottati negli ultimi anni che hanno danneggiato l'azione di contrasto alla corruzione, come la depenalizzazione del falso in bilancio e l'abbreviazione del termine di prescrizione di alcuni reati. Ricorda infine che l'alto commissario per la lotta alla corruzione non è stato messo in condizione di operare efficacemente e auspica l'introduzione del reato di corruzione privata, previsto dalla Convenzione.

COMPAGNA (PdL). Attraverso la ratifica della Convenzione penale sulla corruzione si incide in maniera rilevante sul quadro dei delitti contro la pubblica amministrazione, prevedendo nuove forme di reato ed una legislazione premiale per chi collabora alla ricostruzione dei fatti penalmente rilevanti. In tale occasione si confrontano due impostazioni diverse, rappresentate dalle relazioni ai due distinti provvedimenti di ratifica: al posto del diritto penale che, avendo prevalso sui meccanismi di controllo istituzionale, ha come obiettivo esclusivamente la repressione dei reati, dovrebbe tornare ad affermarsi un diritto penale mite, garantista nei confronti dei cittadini.

TONINI (PD). Il ritardo con cui l'Italia si appresta a ratificare la Convenzione penale sulla corruzione non favorisce certamente l'immagine di un Paese che già si colloca in una posizione non lusinghiera nelle classifiche internazionali in materia di lotta al fenomeno. Si rende necessaria una strategia comune e coordinata a livello europeo che, attraverso l'accumulazione di risorse per investimenti strategici e la liberalizzazione del mercato comunitario, sia in grado di garantire politiche per lo sviluppo in favore della crescita economica dell'intero continente: imprescindibili per la realizzazione di questo obiettivo sono la lotta alla corruzione e l'armonizzazione di regole che garantiscano la libera concorrenza nel mercato.

SALTAMARTINI (PdL). Una efficace lotta alla corruzione necessita di una struttura normativa degli illeciti penali che, rispondendo al principio della tassatività dei comportamenti, individui con rigore e precisione le condotte vietate che dovranno essere sanzionate, in tempi celeri, con pene minime assai più severe di quelle attualmente previste dall'ordinamento. Occorre poi modificare i meccanismi, introdotti per deflazionare i processi, che si traducono in sconti di pena assolutamente irragionevoli anche rispetto a reati gravissimi. Inoltre, nel diritto disciplinare interno riferito ai pubblici funzionari vanno introdotte norme atte a prevenire l'illegalità o la violazione della legge penale. La Convenzione penale sulla corruzione che il Senato si appresta a ratificare rappresenta uno strumento utile per una profonda modifica della lotta alla corruzione.

PASTORE (PdL). La ratifica della convenzione penale sulla corruzione impone all'Italia di introdurre importanti innovazioni nel proprio ordinamento. Si tratta quindi non di modifiche concrete, ma dell'individuazione di una linea, la cui accettazione rappresenta comunque un segnale importante della politica all'opinione pubblica. Le norme sulla corruzione nel settore privato, per la loro eccessiva genericità, possono essere tradotte in previsioni che rischiano di compromettere l'efficacia e l'efficienza del sistema penale. Allo stesso modo le disposizioni sul traffico d'influenza potrebbero essere attuate in termini tali da creare effetti distorsivi. Non a caso queste due fattispecie sono indicate all'articolo 37 della Convenzione tra quelle sulle quali lo Stato può formulare riserve rispetto alla fase di attuazione. La ratifica deve indurre il legislatore ad approvare subito le norme che rivedano e completino l'ordinamento in materia di lotta alla corruzione.

LI GOTTI (IdV). Non si comprende lo stravolgimento dell'ordinamento italiano che dovrebbe derivare dall'applicazione della convenzione, una volta ratificata. Peraltro, con la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione, c'è già una legge dello Stato che interviene in materia di corruzione nel settore privato. La corruzione è avvertita a livello internazionale come un pericolo per una crescita corretta e non contaminata della società civile e in Italia si riconosce che tale fenomeno è particolarmente grave. Con l'approvazione del disegno di legge, pur con l'eliminazione della parte di modifica dell'ordinamento interno e la limitazione - concordata - alla sola ratifica, il Parlamento colma una lacuna nell'interesse dei cittadini.

PRESIDENTE. Rinvia il seguito del disegno di legge in titolo alla seduta pomeridiana di domani.

Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 14 marzo.

La seduta termina alle ore 20,05.

Nel corso della seduta, la Presidenza ha salutato, a nome dell'Assemblea, rappresentanze di studenti presenti nelle tribune.