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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 690 del 13/03/2012


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza del vice presidente NANIA

La seduta inizia alle ore 16,32.

Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana dell'8 marzo.

Le comunicazioni rese dalla Presidenza nel corso della seduta sono riportate nel Resoconto stenografico.

Informativa del Ministro degli affari esteri sull'uccisione di un cittadino italiano rapito in Nigeria e sull'arresto di due militari italiani in India e conseguente discussione

PRESIDENTE. Rivolge, a nome dell'Assemblea, sentimenti di profondo cordoglio ai familiari dell'ingegner Lamolinara ed invita l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio.

Presidenza del presidente SCHIFANI

TERZI DI SANT'AGATA, ministro degli affari esteri. Dell'operazione delle forze britanniche e nigeriane nella quale hanno perso la vita l'ingegner Lamolinara ed il suo collega inglese, sequestrati da una frangia qaedista del movimento terrorista Boko Haram, il Governo è stato informato solo mentre essa era già in corso. Il Governo inglese ha assicurato la non intenzionalità del ritardo nella comunicazione giustificando il carattere improvviso dell'operazione con le condizioni di alto rischio per la vita dei due ostaggi createsi a seguito degli arresti di diversi esponenti del gruppo terrorista avvenuti nei giorni precedenti. Circa il caso dei due marò italiani detenuti in India, ribadisce che, dopo il presunto attacco alla petroliera Enrica Lexie, il comandante (che ha chiesto l'assenso dell'armatore) è stato indotto con un sotterfugio dalle autorità indiane a dirigersi verso il porto di Kochi, dove la consegna dei due militari alla polizia è seguita ad azioni coercitive delle autorità locali, nonostante l'opposizione delle autorità militari e diplomatiche italiane. Stante la regolarità dell'azione dei due militari che hanno operato in acque internazionali in piena conformità agli accordi internazionali sul contrasto alla pirateria, il Governo ha fermamente ribadito alle autorità indiane che la giurisdizione sul caso appartiene alla magistratura italiana. Agli alti rappresentanti dell'ONU e dell'Unione europea, chiamati a collaborare con l'Italia alla soluzione del caso, è stato rilevato come il comportamento indiano nella vicenda costituisce grave precedente per l'efficacia della strategia comune in atto a livello internazionale contro la pirateria. Dà conto dell'attività dell'unità di crisi presso la Farnesina di fronte alle situazioni che mettono a rischio l'incolumità degli italiani all'estero.

DINI (PdL). Ringrazia il Governo per l'impegno profuso per salvaguardare la sicurezza personale dei due militari ingiustamente detenuti in India e per coinvolgere nella vicenda i partner europei. L'avvicinamento della nave alle coste indiane ha reso impossibile sottoporre alla giurisdizione italiana quanto avvenuto in acque internazionali; al riguardo, il comportamento delle autorità indiane non è stato condivisibile. L'Italia deve continuare a far sentire la propria voce affinché prevalga il rispetto della legalità internazionale, con pacatezza ma con determinazione. Di fronte al grave fenomeno della pirateria occorre un ampio consenso tra gli attori internazionali: vanno identificate norme e procedure certe per i naviganti per evitare che fatti dolorosi come quello in argomento possano incrinare i rapporti fra Nazioni amiche.

Presidenza del vice presidente NANIA

BELISARIO (IdV). Dopo anni di perdita di prestigio, è necessario migliorare l'immagine e la forza dell'Italia nei contesti internazionali. In ordine alla vicenda che ha portato alla morte dell'ingegner Lamolinara, bisogna fare chiarezza fino in fondo sull'attività svolta dai Servizi di sicurezza e sulle ragioni della mancata tempestiva comunicazione delle decisioni assunte dal Governo inglese, che vanno approfondite con fermezza, ma senza creare difficoltà nei rapporti bilaterali. Quanto ai due militari detenuti in India, occorre chiarire se il rientro della nave in porto non sia stato motivato dall'esigenza dell'armatore di tutelare i propri interessi economici in India. Anche in questa vicenda bisogna far prevalere le ragioni del diritto internazionale.

PALMIZIO (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Nella vicenda che ha portato alla morte dell'ingegner Lamolinara, si è riproposto il diverso approccio che, nel caso di rapimento di connazionali all'estero, caratterizza l'azione italiana, volta comunque alla salvezza degli ostaggi, da quello della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, che privilegiano sempre il mantenimento dei rapporti di forza. Il Governo deve quindi operare affinché, in simili frangenti, non siano vanificati gli sforzi dell'Italia. Per quanto riguarda la vicenda dei due marò, il Governo avrebbe dovuto impedire alla nave di entrare in porto; per il futuro bisognerà modificare la catena di comando affinché, in caso di pericolo, le navi mercantili su cui sono presenti militari obbediscano all'autorità militare italiana.

RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). La morte dell'ingegner Lamolinara non è stata determinata da una divergenza di strategie tra Italia e Gran Bretagna, ma da una gestione sbagliata delle operazioni. La vicenda dei due marò trattenuti in India è inaccettabile per diversi profili: per il sotterfugio con cui si è attirata la nave in porto, per la forzatura legale operata rispetto a fatti avvenuti in acque internazionali, per l'arresto dei due militari in violazione dell'esclusiva giurisdizione italiana sulla nave e per l'indebolimento della cooperazione internazionale contro la pirateria. Vanno verificati i rapporti con gli armatori delle navi che hanno a bordo militari e intraprese azioni politiche, diplomatiche ed economiche se l'India dovesse confermare un atteggiamento non equilibrato. Vanno infine definite nuove strutture di coordinamento da porre in capo alla Presidenza del Consiglio per affrontare le minacce in ascesa che si presentano sullo scenario internazionale.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Anche alla luce delle disponibilità logistiche, strutturali e finanziarie, il Governo non poteva fare di più e meglio nella tragica vicenda che ha condotto alla morte dell'ingegner Lamolinara. La legittima discussione sull'adeguatezza dell'azione di intelligence italiana e sulla credibilità internazionale dell'Italia non va piegata a finalità di polemica interna: non è consentito infatti mettere in discussione l'unità del Paese sulla politica estera. Occorre chiarire quanto avvenuto in Nigeria e le eventuali responsabilità ed impedire che opportunità politiche interne ai singoli Stati mettano a rischio l'azione internazionale contro la pirateria, ma occorre farlo confermando il sostegno del Parlamento al Governo impegnato in scenari particolarmente delicati.

DAVICO (LNP). E' imbarazzante il fatto che l'ingegner Lamolinara sia stato ucciso mentre erano in corso trattative per il suo rilascio e che il Governo italiano sia stato tenuto all'oscuro del blitz inglese: le scuse del primo ministro Cameron non bastano a restituire credibilità all'Italia. Vanno sottolineate l'inspiegabile mancanza nell'Esecutivo in carica di un'autorità politica di coordinamento dei Servizi di informazione e sicurezza e la necessità di una riforma dei Servizi stessi, legati a moduli organizzativi superati. Rispetto alla vicenda dei due marò, non possono essere taciuti gli errori commessi (anche in questo caso forse per mancanza di un'autorità politica di coordinamento) e l'azione non adeguata al ruolo internazionale dell'Italia svolta dal sottosegretario De Mistura in India.

CABRAS (PD). Le due vicende, nigeriana e indiana, vanno discusse separatamente. Quanto alla prima, i rapporti di amicizia e di alleanza fra l'Italia e il Regno Unito esigono maggiore attenzione da parte delle autorità inglesi: operazioni che coinvolgono ostaggi di differenti nazionalità dovrebbero essere improntate al principio di cautela e alla tempestività dell'informazione. Va comunque riaffermata l'inaccettabilità delle decisioni unilaterali che hanno condotto ad un'azione fallimentare. La vicenda dei militari del battaglione San Marco in India evidenzia un problema riguardo alla catena di comando che sottopone personale militare alle decisioni dei comandanti e persino degli armatori delle navi. Nel rivendicare con fermezza il proprio contributo alla lotta alla pirateria, che è condotta nell'interesse generale ed in base ad accordi internazionali, il Governo italiano potrebbe favorire la soluzione della vicenda facendosi carico della morte dei due pescatori indiani.

Presidenza della vice presidente BONINO

QUAGLIARIELLO (PdL). L'oggettivo acuirsi di criticità sul piano internazionale dimostra quanto fossero strumentali le polemiche sul prestigio italiano all'estero da recuperare attraverso un mutamento di Governo. La vicenda dei marò pone una questione normativa in ordine alla titolarità delle decisioni in imbarcazioni civili nelle quali prestino servizio militari italiani; non sono giustificati, in ogni caso, i toni con cui il Governo ha replicato alle critiche dell'opposizione. Il blitz in Nigeria fa emergere sia una difficoltà di rapporti dei Servizi italiani con l'intelligence di altri Paesi sia un mancato contatto tra l'Esecutivo inglese e quello italiano. Entrambe le vicende ed il moltiplicarsi di casi riguardanti connazionali all'estero interrogano sull'opportunità di formalizzare nel Governo una delega al coordinamento dei Servizi di sicurezza.

Discussione dei disegni di legge:

(850) LI GOTTI ed altri. - Ratifica ed esecuzione della Convenzione penale sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno

(2058) FINOCCHIARO ed altri. - Ratifica ed esecuzione della Convenzione penale sulla corruzione fra gli Stati membri del Consiglio d'Europa e gli altri Stati firmatari, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999, e nuova disciplina dei delitti contro la pubblica amministrazione e contro l'industria e il commercio, in attuazione della suddetta Convenzione

(Relazione orale)

BETTAMIO, relatore. La Convenzione è improntata al contrasto della corruzione secondo un approccio multidisciplinare che prevede, accanto a misure repressive, provvedimenti atti a favorire l'integrità e l'imparzialità della pubblica amministrazione. Essa si rivolge ad una platea più ampia rispetto a quella degli Stati membri dell'Unione europea e detta al titolo IV norme sulla cooperazione internazionale. In sede referente sono stati soppressi gli articoli del disegno di legge recanti modifiche di adeguamento dell'ordinamento interno, che sono oggetto di un provvedimento specifico all'esame della Camera.

BALBONI, relatore. L'Italia non ha formulato alcuna riserva sugli articoli che compongono la Convenzione penale sulla corruzione e, pertanto, attraverso la sua ratifica il Parlamento si impegna ad introdurre nell'ordinamento penale italiano le disposizioni in essa contenute. In particolare, la Convenzione comporterà la modifica del reato di concussione, l'introduzione del reato di corruzione nel settore privato - che riunisce fattispecie la cui punizione era già prevista ad altro titolo nell'ordinamento - e l'introduzione del delitto di traffico di influenza, stabilendo la punibilità di alcuni comportamenti, che solo in parte erano ricompresi nelle fattispecie punite dal reato di millantato credito.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

SACCOMANNO (PdL). La classe politica italiana deve dimostrare, attraverso fatti concreti, che non merita la scarsa considerazione che le riserva una parte dell'opinione pubblica: la ratifica della Convenzione può rappresentare un'importante testimonianza dell'impegno del Parlamento nella lotta alla corruzione. Come dimostra il lavoro effettuato dalla Commissione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale, la corruzione è infatti un fenomeno ancora radicato in molti settori della pubblica amministrazione ed è pertanto necessario rompere il muro di omertà che spesso protegge i corrotti, incrementando i controlli e la repressione, responsabilizzando i dirigenti e incoraggiando una severa meritocrazia.

DELLA MONICA (PD). Dopo aver ricordato le norme introdotte nelle più recenti legislature dai Governi di centrodestra - come la depenalizzazione del falso in bilancio o la possibilità di adottare ordinanze di protezione civile nell'ambito dell'organizzazione dei grandi eventi - che non hanno favorito la lotta alla corruzione, ripercorre il travagliato iter parlamentare della ratifica della Convenzione penale sulla corruzione, fortemente voluta dal PD e dall'Italia dei Valori, ma rallentata dall'operato del precedente Esecutivo. L'approvazione della ratifica rappresenta dunque un passo in avanti nella lotta alla corruzione, ma il disegno di legge non comporta l'adeguamento automatico dell'ordinamento italiano alle disposizioni della Convenzione, che richiederà un successivo intervento normativo.

D'AMBROSIO (PD). L'arretramento dell'Italia nelle classifiche internazionali sulla trasparenza dell'attività amministrativa e il dilagare dei fenomeni corruttivi - che creano una distorsione nella concorrenza, fanno lievitare i costi degli appalti e favoriscono la criminalità organizzata - rendono auspicabile la ratifica della Convenzione di Strasburgo. Sono stati invece numerosi i provvedimenti adottati negli ultimi anni che hanno danneggiato l'azione di contrasto alla corruzione, come la depenalizzazione del falso in bilancio e l'abbreviazione del termine di prescrizione di alcuni reati. Ricorda infine che l'alto commissario per la lotta alla corruzione non è stato messo in condizione di operare efficacemente e auspica l'introduzione del reato di corruzione privata, previsto dalla Convenzione.

COMPAGNA (PdL). Attraverso la ratifica della Convenzione penale sulla corruzione si incide in maniera rilevante sul quadro dei delitti contro la pubblica amministrazione, prevedendo nuove forme di reato ed una legislazione premiale per chi collabora alla ricostruzione dei fatti penalmente rilevanti. In tale occasione si confrontano due impostazioni diverse, rappresentate dalle relazioni ai due distinti provvedimenti di ratifica: al posto del diritto penale che, avendo prevalso sui meccanismi di controllo istituzionale, ha come obiettivo esclusivamente la repressione dei reati, dovrebbe tornare ad affermarsi un diritto penale mite, garantista nei confronti dei cittadini.

TONINI (PD). Il ritardo con cui l'Italia si appresta a ratificare la Convenzione penale sulla corruzione non favorisce certamente l'immagine di un Paese che già si colloca in una posizione non lusinghiera nelle classifiche internazionali in materia di lotta al fenomeno. Si rende necessaria una strategia comune e coordinata a livello europeo che, attraverso l'accumulazione di risorse per investimenti strategici e la liberalizzazione del mercato comunitario, sia in grado di garantire politiche per lo sviluppo in favore della crescita economica dell'intero continente: imprescindibili per la realizzazione di questo obiettivo sono la lotta alla corruzione e l'armonizzazione di regole che garantiscano la libera concorrenza nel mercato.

SALTAMARTINI (PdL). Una efficace lotta alla corruzione necessita di una struttura normativa degli illeciti penali che, rispondendo al principio della tassatività dei comportamenti, individui con rigore e precisione le condotte vietate che dovranno essere sanzionate, in tempi celeri, con pene minime assai più severe di quelle attualmente previste dall'ordinamento. Occorre poi modificare i meccanismi, introdotti per deflazionare i processi, che si traducono in sconti di pena assolutamente irragionevoli anche rispetto a reati gravissimi. Inoltre, nel diritto disciplinare interno riferito ai pubblici funzionari vanno introdotte norme atte a prevenire l'illegalità o la violazione della legge penale. La Convenzione penale sulla corruzione che il Senato si appresta a ratificare rappresenta uno strumento utile per una profonda modifica della lotta alla corruzione.

PASTORE (PdL). La ratifica della convenzione penale sulla corruzione impone all'Italia di introdurre importanti innovazioni nel proprio ordinamento. Si tratta quindi non di modifiche concrete, ma dell'individuazione di una linea, la cui accettazione rappresenta comunque un segnale importante della politica all'opinione pubblica. Le norme sulla corruzione nel settore privato, per la loro eccessiva genericità, possono essere tradotte in previsioni che rischiano di compromettere l'efficacia e l'efficienza del sistema penale. Allo stesso modo le disposizioni sul traffico d'influenza potrebbero essere attuate in termini tali da creare effetti distorsivi. Non a caso queste due fattispecie sono indicate all'articolo 37 della Convenzione tra quelle sulle quali lo Stato può formulare riserve rispetto alla fase di attuazione. La ratifica deve indurre il legislatore ad approvare subito le norme che rivedano e completino l'ordinamento in materia di lotta alla corruzione.

LI GOTTI (IdV). Non si comprende lo stravolgimento dell'ordinamento italiano che dovrebbe derivare dall'applicazione della convenzione, una volta ratificata. Peraltro, con la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione, c'è già una legge dello Stato che interviene in materia di corruzione nel settore privato. La corruzione è avvertita a livello internazionale come un pericolo per una crescita corretta e non contaminata della società civile e in Italia si riconosce che tale fenomeno è particolarmente grave. Con l'approvazione del disegno di legge, pur con l'eliminazione della parte di modifica dell'ordinamento interno e la limitazione - concordata - alla sola ratifica, il Parlamento colma una lacuna nell'interesse dei cittadini.

PRESIDENTE. Rinvia il seguito del disegno di legge in titolo alla seduta pomeridiana di domani.

Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 14 marzo.

La seduta termina alle ore 20,05.

Nel corso della seduta, la Presidenza ha salutato, a nome dell'Assemblea, rappresentanze di studenti presenti nelle tribune.