il Parco nazionale del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni è stato istituito con legge 6 dicembre 1991, n. 395;
nel 1997 è Riserva della Biosfera, perciò inserito nella prestigiosa lista del programma MAB (Man and Biosphere) dell'UNESCO, la Rete mondiale della Biosfera; dal 1998 come "Paesaggio Culturale" con la dicitura "Parco del Cilento Vallo di Diano con le emergenze archeologiche di Paestum e di Velia e con la Certosa di Padula" venne iscritto - previa la presentazione di apposito dossier di candidatura e a seguito di valutazioni e sopralluoghi da parte degli organismi sovranazionali preposti - nella lista UNESCO del Patrimonio mondiale dell'umanità; dal 2010 è il primo parco nazionale italiano divenuto "Geoparco";
è il parco mediterraneo per eccellenza ed è il secondo parco italiano per estensione, con una superficie di oltre 180.000 ettari;
rilevato che:
alcuni Comuni del Vallo di Diano: Atena Lucana, Montesano sulla Marcellana, Padula, Polla, Sala Consilina, Sant'Arsenio, Sassano e Teggiano sono stati destinatari di una richiesta, datata 3 febbraio 2012, da parte della Shell Italia SpA, con sede legale a Roma, titolare dell'istanza di permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, convenzionalmente denominato "Monte Cavallo", presentata in data 1° settembre 2005 al Ministero dello sviluppo economico - Dipartimento Energia, Direzione generale per le Risorse minerarie ed energetiche;
con la citata nota veniva chiesto di attivare la procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) relativa ad opere ed interventi di nuova realizzazione parzialmente ricadenti in area naturale protetta;
l'area individuata incide significativamente sul sito della Rete Natura 2000: SIC - IT8050034 "Monti della Maddalena";
evidenziato che:
il territorio in questione già si espresse negativamente oltre un decennio fa per analoga iniziativa attivata da altra compagnia petrolifera, dal momento che già a quel tempo le Amministrazioni locali del Vallo di Diano, di concerto con la Comunità montana competente, con la Provincia di Salerno e con la Regione Campania, avevano espresso una forte opzione di sviluppo, poi tradotta in concrete iniziative, puntando sull'attrattiva paesaggistica, sulla valorizzazione del patrimonio culturale, sulla originaria vocazione agricola e silvo-pastorale, sull'artigianato di tradizione e sul piccolo commercio;
per effetto di ciò tutti gli strumenti di pianificazione locale e comprensoriale furono orientati nella direzione su indicata e così pure le cospicue risorse finanziarie, stanziate a favore del medesimo territorio attraverso programmi e strumenti operativi di intervento pubblico, sono state finalizzate a tali obiettivi. Tra gli altri si ricordano un patto territoriale, un patto agricolo, il progetto integrato territoriale (PIT) Certosa di Padula, il PIT Parco, vari progetti leader, il progetto di interesse regionale (PIR) e le misure del programma operativo regionale (POR) e del piano di sviluppo rurale (PSR), con ricadute effettive sullo sviluppo, sull'economia e sull'occupazione locali e con la realizzazione di rilevanti investimenti imprenditoriali, nonché di opere infrastrutturali;
considerato che:
una scelta che privilegiasse l'eventuale prelievo di petrolio sarebbe del tutto confliggente con la politica territoriale portata avanti da vent'anni con convinzione e totale condivisione delle comunità e dei livelli istituzionali locali e si configurerebbe in assoluta dissonanza con le valenze del territorio e gli importanti traguardi raggiunti anche in campo internazionale;
nelle ultime settimane si è registrata sul territorio interessato una forte mobilitazione dei sindaci, degli amministratori locali, delle associazioni ambientaliste e di numerosissimi cittadini che hanno coralmente manifestato la ferma e intransigente contrarietà ad ogni ipotesi di sondaggio e di attività estrattiva di idrocarburi liquidi, respingendo - anche attraverso l'adozione di appositi atti deliberativi, unanimemente approvati dai rispettivi consessi civici - la richiesta avanzata dalla Shell,
si chiede di conoscere se i Ministri in indirizzo ritengano di valutare le considerazioni riportate e di assumere ulteriori informazioni in merito e se non ritengano necessario, anche alla luce delle vibrate reazioni delle Amministrazioni locali e delle cittadinanze interessate, avviare le iniziative di propria competenza, tese ad evitare il programmato intervento.
(3-02722)