Sulla condizione di inadeguatezza delle carceri italiane
FLERES (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signora Presidente, quando pochi giorni addietro quest'Aula è stata chiamata a discutere della situazione delle carceri italiane, io avevo segnalato che cosa si sarebbe verificato nei giorni successivi se il provvedimento che stava per essere adottato non fosse stato adeguato alle reali condizioni di vita dei reclusi. In quella circostanza avvertii il Ministro della giustizia dell'orientamento che si stava venendo a determinare nella magistratura italiana, un orientamento assai corretto nella misura in cui recepiva i dettati degli organismi comunitari di tutela dei diritti umani e, dunque, di tutela dei diritti dei detenuti.
In quella circostanza io rilevai l'opportunità che il Parlamento regoli meglio le proprie opinioni ed individui e studi meglio le soluzioni che va praticando, altrimenti quelle soluzioni non produrranno alcun effetto. Ebbene, non è bello citarsi, ma nel caso di specie desidero farlo, per ricordare al Parlamento che quello che sto affrontando adesso non è un argomento nuovo.
Poche ore fa, il tribunale di sorveglianza di Catania, accogliendo il ricorso di un detenuto assistito dal Garante dei diritti dei detenuti della Regione Sicilia, che è il sottoscritto, e dall'Associazione nazionale forense, ha dichiarato che il carcere di Piazza Lanza è inadeguato, sovraffollato ed in esso il trattamento penitenziario non può avvenire nel rispetto dell'articolo 27 della Costituzione.
Dico questo, signora Presidente, perché questa vicenda provocherà medio tempore, a mia cura e di tutti gli altri Garanti dei diritti dei detenuti che operano nel nostro Paese, la presentazione di un ricorso civilistico, affinché il danno provocato ai reclusi dalla condizione sancita dalla sentenza odierna - che comunque non è l'unica - venga quantificato e risarcito. Stimiamo che l'ammontare complessivo di questo danno sia di circa 70 miliardi di euro.
In conclusione, mi permetto dunque di dire al Governo che o spende per garantire condizioni civili e dignitose all'interno delle carceri, o sarà costretto a spendere per risarcire il danno per il mancato rispetto di condizioni civili e dignitose all'interno delle carceri. Come vede, signora Presidente, nonostante gli attacchi che spesso vengono scagliati nei confronti dei Garanti dei diritti dei detenuti - ed in particolare del sottoscritto nella propria Regione - gli effetti poi si vedono e mi auguro che producano il miglioramento complessivo della vita dei detenuti all'interno delle carceri.