Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (639 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 687 del 07/03/2012


*VITALI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VITALI (PD). Signora Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi, il Gruppo del Partito Democratico ha già fornito importanti contributi alla discussione con gli interventi della collega Silvana Amati e del senatore Alfonso Andria. Complessivamente abbiamo assistito ad un dibattito fortemente convergente: ne è prova il fatto che il Governo, pur con una riformulazione accettata dal presentatore, ha espresso parere favorevole su tutte le mozioni presentate.

A mio avviso, vi sono tre aspetti del dibattito odierno che sono complementari tra loro, e l'uno non esclude l'altro. Il primo aspetto, sottolineato dalla mozione n. 516 (testo 2), che ho sottoscritto insieme al collega Tomassini e ad altri senatori, e ripreso da molti colleghi, si riferisce alla drammatica crisi del settore dell'ippica, con i suoi addetti e i cavalli.

Si tratta di un settore che ha grandi e nobili tradizioni nel nostro Paese. Sarebbe veramente assurdo dover assistere alla sua chiusura, con il risultato di incentivare le scommesse clandestine e di disperdere un patrimonio nazionale.

Il secondo aspetto è per l'appunto quello relativo alla trasparenza, alla legalità - come è stato ricordato dai colleghi - e alla necessità di combattere il fenomeno delle corse clandestine di cavalli, molto presente soprattutto in alcune zone del Paese.

Il terzo aspetto, che è stato anch'esso fortemente richiamato nel corso della discussione, è quello che si riferisce al benessere e alla salute dei cavalli che devono essere evidentemente tutelati e salvaguardati.

Penso che non ci sia contraddizione tra questi aspetti. Sicuramente non c'è contraddizione tra salvaguardare il settore dell'ippica, combattere le corse clandestine e - mi permetto di aggiungere - contrastare la diffusione incontrollata dei giochi che possono produrre anche fenomeni molto gravi, ad esempio, di dipendenza. L'ippica è una cosa diversa.

L'ippica è un settore sportivo riconosciuto a livello olimpico che, come è stato ricordato, si intreccia con la storia millenario del genere umano. A me pare che la scommessa ippica, se garantita dal punto di vista della legalità e della trasparenza che la deve assolutamente caratterizzare, consenta di convogliare in questo settore altre forme di scommesse che invece non sono da incentivare. Occorre perciò un'inversione di rotta nella politica del Governo.

Personalmente sono soddisfatto del fatto, annunciato dal sottosegretario Polillo, che il Governo abbia presentato all'articolo 10 del decreto sulla semplificazione tributaria norme molto importanti per l'ippica italiana. Mi riferisco alla norma che attribuisce ad un regolamento, da adottarsi successivamente all'approvazione della legge, il compito di riorganizzare e razionalizzare il settore. Bisogna infatti sapere che fino a 10 anni fa le cose non stavano così, la situazione non era così grave come ora ed il settore si autososteneva.

La crisi dell'ippica è iniziata quando le scommesse ippiche sono passate dal settore all'Agenzia dei monopoli con il risultato che lo Stato ha utilizzato la rete delle agenzie ippiche per promuovere altri giochi e non le ha sostenute con attività promozionali, come invece è successo in altri Paesi. Come ha ricordato il Sottosegretario, la norma proposta al decreto sulla semplificazione tributaria prevede anche questo.

E non c'è contraddizione tra il sostegno al settore dell'ippica e quello che la collega Amati ha giustamente detto nel suo intervento, tant'è vero che la lettera f) del comma 3 dell'articolo 10 del decreto sulla semplificazione tributaria proposto dal Governo prevede una specifica serie di norme a tutela del benessere e dell'integrità fisica dei cavalli. Questo può valere anche a sostegno del recepimento nelle mozioni di ciò che lei ha detto poiché noi facciamo riferimento, nella mozione n. 516 (testo 2), proprio a quell'articolo ed è chiaro che recepiamo anche ciò che la collega Amati ha sostenuto.

Sono inoltre completamente d'accordo con quello che ha sostenuto il collega Andria a proposito della necessità di riconoscere il ruolo degli operatori addetti al controllo delle corse, cioè dei funzionari ippici i quali tutelano la trasparenza e la legalità delle medesime.

Ritengo che anche l'ordine del giorno presentato dal collega Legnini nella sua riformulazione ci aiuti perché ci suggerisce una modalità importante nella riorganizzazione finanziaria del settore.

Voglio però ricordare due cose fondamentali che mancano. La prima, che è stata detta molto bene dal collega Tomassini, riguarda la necessità di ristrutturare il sistema delle scommesse riducendo il prelievo medio e riportando tutta la raccolta delle scommesse ippiche sotto la gestione di un totalizzatore unico. La seconda, che vorrei che il Sottosegretario ascoltasse con attenzione perché è molto importante, riguarda il sostegno finanziario al comparto dell'ippica.

È chiaro che il Governo ha già fatto qualcosa arrivando alla norma ponte fino al 31 marzo e presentando una proposta complessiva di razionalizzazione del settore. Ma come diciamo nella mozione a cui il Governo ha dato parere favorevole, la razionalizzazione del settore e il reperimento delle risorse finanziarie per farlo sopravvivere sono due facce della stessa medaglia. Mi collego anche a ciò che ha sostenuto il collega Mura con cui sono del tutto d'accordo. Si tratta di un settore che dà molto all'Erario, anche in termini di entrate e di scommesse, e dovrebbe quindi ricevere almeno il necessario per potersi rilanciare, razionalizzandosi e riorganizzandosi.

Per questo motivo il nostro voto sarà favorevole su tutte le mozioni presentate, su cui il Governo ha espresso parere favorevole, nella loro formulazione attuale. (Applausi dal Gruppo PD).