Discussione delle mozioni nn. 522, 527, 552, 556, 557, 558, 563 e 564 sulle accise sui carburanti nelle zone di confine
BUTTI (PdL). Illustra la mozione n. 522. L'aumento delle accise sui carburanti intervenuto a livello nazionale ha annullato le misure poste in atto a livello regionale per contenere le differenze di prezzo rispetto ai prodotti venduti oltreconfine e comporta per l'Italia una fiscalità di svantaggio rispetto agli Stati confinanti. Il "pendolarismo del pieno" conseguente all'elevato divario di prezzi dei carburanti porta peraltro all'acquisto oltreconfine anche di altri beni ad alta componente fiscale e tutto ciò determina perdite rilevanti per l'erario e per l'occupazione. La mozione impegna dunque il Governo a incrementare gli sconti di prezzo del gasolio e delle benzine erogati nelle aree di confine.
CAMBER (PdL). L'acquisto oltre confine di beni gravati in Italia da un'elevata tassazione, come i carburanti o i tabacchi, comporta rilevanti perdite per l'erario statale e per le casse delle Regioni di confine, che godono di una compartecipazione sui relativi tributi. In Friuli-Venezia Giulia sono già previsti dei contributi per equiparare i prezzi dei carburanti con quelli praticati nella vicina Slovenia, ma il recente aumento delle accise li rende inadeguati a colmare il divario. La mozione n. 527 impegna il Governo a rinegoziare la compartecipazione al gettito delle accise di competenza regionale, per consentire alla Regione di operare gli aggiustamenti necessari ad un allineamento con i prezzi praticati in Slovenia.
VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Illustrando la mozione n. 552, ricorda il danno ambientale causato al territorio siciliano dallo sfruttamento intensivo dei giacimenti e dall'estrazione degli idrocarburi e auspica che la leva fiscale venga utilizzata per aumentare la competitività di tale importante area del Paese.
GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). L'aumento delle accise, previsto dal decreto salva Italia, ha avuto pesanti ripercussioni sulle vendite dei carburanti nelle Regioni italiane confinanti con Paesi come la Svizzera e la Slovenia, in cui i prezzi di tali prodotti risultano significativamente inferiori. Il caro benzina ha penalizzato il settore dell'autotrasporto e ha comportato gravi disagi per l'economia siciliana, a causa dell'aumento del costo del trasporto delle merci oltre lo Stretto di Messina. Auspica pertanto l'accoglimento della mozione n. 556.
PINZGER (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). L'elevato costo dei carburanti in Italia deriva dal peso delle accise - introdotte spesso per far fronte a situazioni d'emergenza ormai superate - e determina un rincaro delle merci, in particolar modo dei beni di prima necessità e dei prodotti agricoli. Il minor prezzo della benzina nei Paesi vicini, induce gli automobilisti delle Regioni di confine a rifornirsi fuori dall'Italia, causando così una diminuzione del gettito erariale. Pertanto, la mozione n. 557 impegna il Governo ad introdurre un'agevolazione sulle accise per i cittadini, le società e le associazioni di volontariato residenti in tali Regioni e a compensare con un rimborso i gestori dei distributori di carburante per il minor introito derivante dall'applicazione di prezzi agevolati.
DIVINA (LNP). Il Governo Monti ha cercato di migliorare le condizioni della concorrenza nella vendita dei carburanti, approvando alcune disposizioni originariamente proposte da un disegno di legge della Lega Nord, ma ha ulteriormente aumentato l'imposizione gravante sulle benzine, incrementando la tendenza dei consumatori delle Regioni di confine a rifornirsi di carburante negli Stati vicini. La mozione n. 558 propone pertanto di aumentare gli stanziamenti in favore del Piemonte e della Lombardia, al fine di estendere e di rimodulare gli sconti previsti per i consumatori dei territori di confine, di incrementare la compartecipazione al gettito dell'accisa sulla benzina in favore del Friuli-Venezia Giulia e di stimolare il Trentino-Alto Adige ad applicare le agevolazioni previste dalla normativa vigente per l'acquisto di carburante.
LI GOTTI (IdV). La mozione n. 563, oltre a trattare il tema del costo del carburante nei territori di confine, evidenzia il trattamento particolarmente vantaggioso che l'Italia riserva ai concessionari delle attività di produzione e di estrazione di metano e di petrolio. Sono stati presentati numerosi disegni di legge per allineare agli standard internazionali le aliquote gravanti su tali soggetti imprenditoriali e utilizzare le risorse rivenienti da questa operazione per ristorare i territori che sopportano i disagi connessi all'attività estrattiva. Il Governo, accogliendo un ordine del giorno presentato dall'Italia dei Valori, ha già assunto l'impegno di agire in tal senso.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Ricorda i danni ambientali e alla salute causati in Sicilia dalla presenza di numerosi impianti di raffinazione di olii combustibili e la peculiare condizione di marginalità della Regione, resa definitiva dalla decisione del Governo di sospendere l'iter per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Il profondo disagio derivante dall'aumento delle accise sui carburanti è stato testimoniato dalle recenti proteste, che hanno visti protagonisti gli autotrasportatori, gli agricoltori e i pescatori dell'isola. La mozione n. 564 propone pertanto di utilizzare una quota delle accise connesse alla raffinazione degli olii combustibili, in conformità con una norma approvata nel 2007 e mai applicata, per diminuire il prezzo del carburante in Sicilia, alleviando così la difficile situazione dei consumatori e delle imprese.
POLILLO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiede il rinvio del seguito della discussione delle mozioni.
PRESIDENTE. Poiché non si fanno osservazioni, rinvia il seguito della discussione delle mozioni ad altra seduta.