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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 687 del 07/03/2012


BENEDETTI VALENTINI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

nei giorni scorsi il feroce assassinio, a Ramazzano (Perugia), del giovane Luca Rosi, sotto gli occhi atterriti dei familiari, ad opera di spietati delinquenti, costituisce solo l'ultimo e più grave episodio di una serie continua e sempre più allarmante di rapine, aggressioni alle persone, violazioni di abitazioni che sta funestando l'Umbria, praticamente in ogni sua parte, ma soprattutto Perugia e le sue aree periferiche, mentre il centro stesso del capoluogo e i suoi sobborghi sono in piena emergenza da insicurezza per i reati connessi alla droga e comunque perpetrati quotidianamente sia con caratteristiche di criminalità rilevante sia di micro criminalità diffusa;

il fenomeno ingravescente, nonostante l'innegabile impegno del Prefetto e delle Forze dell'ordine, non è più accettabile per la popolazione di un territorio che veniva stereotipatamente rappresentato come un'isola tranquilla - e che qualcuno vorrebbe, in nome dell'immagine, continuare a dipingere come tale - mentre ha ormai l'improrogabile diritto e necessità, in termini di prevenzione e di repressione, di garantire la propria sicurezza contro i crimini;

lo stesso Sindaco di Perugia, in questi giorni, nei discorsi e negli scritti, lancia un acutissimo allarme e invoca la presenza dello Stato e dei suoi organi perché l'ordine sia ristabilito e assicurato;

la fondatezza di questa accorata e unanime voce popolare va finalmente ascoltata, anche al di là del doveroso dibattito politico sulle molteplici cause e responsabilità, quali la sottovalutazione tutta ideologica del dilagare della delinquenza che oggi la sinistra umbra deve confessare, la sostanziale inerzia delle amministrazioni locali e regionale, l'inutile e controproducente retorica del "permissivismo" contro presunte xenofobie, che non sono mai esistite nell'Umbria accogliente verso chi viene per vivere e lavorare in pace, mentre è dato oggettivo che autori non esclusivi ma ricorrenti dei delitti più feroci sono stranieri organizzati e professionali di ben individuabile estrazione,

si chiede di sapere:

se il Governo, ferme restando le competenze e responsabilità delle amministrazioni regionale e locali, intenda farsi concretamente e adeguatamente carico dell'emergenza sicurezza che caratterizza ormai l'Umbria e in particolare il suo capoluogo Perugia, sia nel centro sia nella periferia, disponendo una sollecita presenza del Ministero dell'interno e dei suoi collaboratori per una diretta percezione e disamina della realtà locale;

se ritenga di dover adottare proporzionate misure di rafforzamento della prevenzione e repressione del crimine a Perugia e in tutta l'Umbria, anche mediante il potenziamento numerico, funzionale e strumentale delle Forze dell'ordine, soprattutto per il costante presidio delle città e delle frazioni, oltre che la più efficace dotazione dei Tribunali e delle Procure della Repubblica del distretto umbro, delle case di reclusione, affinché insieme alle polizie urbane, gli istituti di vigilanza, la Protezione e il volontariato civile, sia infittita e irrobustita la rete organizzativa complessa che può garantire quella sicurezza e degna convivenza che le popolazioni dell'Umbria giustamente esigono.

(4-07033)