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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 687 del 07/03/2012


LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

sul quotidiano "la Repubblica", nella rubrica "Lettere, Commenti" del 15 febbraio 2012, si legge che il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali avrebbe rinunciato a "scoperchiare le pentole" dell'ippica, che grava sulle spalle dei cittadini. In particolare l'UNIRE (Unione nazionale per l'incremento delle razze equine) è piena di debiti scaricati sui cittadini e nessuno va a "guardare dentro" i bilanci. "Se si aprissero quelle pentole ci andrebbero di mezzo in tanti. Ma prima o poi quelle pentole si apriranno da sole, anzi le apriranno gli stessi ippici con i forconi in mano";

considerato che, per quanto risulta all'interrogante:

il bilancio preventivo dell'ente per il 2011 è stato presentato il 25 ottobre 2011 con previsioni e cifre a giudizio dell'interrogante folli;

ad ogni corsa che si disputa in Italia l'UNIRE perde soldi;

visto il trend che dura da anni sul movimento delle scommesse ippiche si prevede che nel 2012 l'UNIRE incasserà meno di 100 milioni di euro;

gli stanziamenti per l'anno 2012 sono stati annunciati alla televisione dal Ministro delle politiche agricole e ai giornali dal Segretario generale dell'UNIRE e sono 146 milioni di euro per premi, 61 milioni per gli ippodromi, 66 milioni per spese dell'ente e 10-15 milioni di euro per interessi bancari sul debito;

inoltre, nello stesso annuncio, si è affermato che 35 milioni di euro arriveranno in seguito ad un contenzioso dell'ente con l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS);

il dottor Ruffo, direttore generale dell'UNIRE, ha comunicato che nel 2012 l'ente incasserà 220.000.000 euro e pertanto 111.000.000 sono stati stanziati a premio, senza specificare da dove arrivano dette somme;

sul sito ufficiale dell'UNIRE si trova che il montepremi promesso da tempo per l'anno 2012 non è di 111 milioni di euro, ma di 97, e leggendo tra le righe ci si accorge che 35 milioni di euro sarebbero il frutto di un ipotetico incasso a seguito di un contenzioso da dirimere con l'AAMS, e che le altre somme previste dall'UNIRE come incassi per l'anno in corso sono costituiti da crediti non certi, non liquidi e non esigibili (addirittura dichiarati tali più volte dai tribunali), e che, dedotti spese e interessi passivi, nelle casse dell'ente ci saranno non più di una quarantina di milioni di euro da utilizzare per i 44 ippodromi, per i premi per le corse al trotto e al galoppo;

non è possibile aumentare il payout delle scommesse ippiche perché le concessioni per le sale corse termineranno nel 2016 e non si possono toccare i loro emolumenti, che sono stati stabiliti nelle norme dei bandi di concorso europei degli ultimi anni,

si chiede di sapere:

quali siano i motivi per cui l'UNIRE non presenta i suoi bilanci da anni e come mai il Ministro delle politiche agricole, che deve esercitare un controllo di merito sugli atti dell'ente, non sia intervenuto al riguardo;

se risulti il motivo per cui il bilancio preventivo per il 2011 sia stato presentato il 25 ottobre 2011 con previsioni e cifre esagerate per l'anno in corso;

a quanto ammontino i debiti dell'UNIRE;

quali iniziative intenda assumere il Governo al fine di esigere dall'UNIRE la pubblicazione di un documento contabile, nelle forme di legge, di previsione per l'anno 2012 nonché di un documento contabile consuntivo per l'anno 2011;

quali siano i motivi per cui si è scelto di annunciare gli stanziamenti per l'anno 2012 in televisione e ai giornali da parte del Segretario generale dell'UNIRE e non nelle forme di legge e su cosa si fondino detti stanziamenti;

come possa un ente pubblico fondare i propri introiti su crediti non certi, non liquidi, non esigibili, dichiarati tali da numerose decisioni del TAR del Lazio, compresi i 35 milioni di euro annunciati come sicuri in arrivo dal contenzioso con l'AAMS che in realtà non si è ancora risolto, pertanto ad oggi la somma non esiste;

come sia possibile che un ente che non presenta i bilanci da anni, che ha significativi debiti e che continua ad accumularne e che fa gli stanziamenti a voce senza bilanci preventivi possa ricevere i contributi di Stato e quindi dei cittadini italiani;

come mai in tutto il mondo l'ippica si autofinanzi e in Italia non è in grado di farlo.

(4-07028)