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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 686 del 07/03/2012


CAGNIN (LNP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CAGNIN (LNP). Signora Presidente, lo scorso anno come Lega Nord avevamo chiesto l'intervento del Ministro della giustizia affinché si attivasse per dissuadere Salvuccio Riina dall'intento di stabilirsi a Padova in libertà vigilata. Sembrava che il pericolo fosse scampato, scongiurato, ma oggi tutti i giornali riportano la notizia che Salvuccio vuole tornare a Padova, vuol venire a vivere a Padova. Se ciò risultasse vero, significherebbe che la storia non è buona maestra e che non si tiene in minima considerazione quali e quanti danni sono stati fatti con il provvedimento del soggiorno obbligato in Veneto.

Le parole del sostituto procuratore generale di Venezia, Francesco Saverio Pavone, che per anni ha guidato la direzione regionale antimafia, sono un monito. Egli afferma che Riina non ha contatti in Veneto e ciò può significare che si sia pentito e voglia lasciare il passato alle spalle allontanandosi dai luoghi d'origine, oppure che voglia venire in Veneto per crearsi quei contatti che non ha.

Una cosa però la sappiamo: Salvuccio non si è mai pentito né ha mai rinnegato la sua attività mafiosa, nemmeno per scherzo. Quindi, la seconda ipotesi è la più probabile e per questo dovrebbe pervenire forte l'impedimento a che venga a vivere a Padova e in Veneto.

Signora Presidente, noi veneti non siamo solo preoccupati, siamo increduli di fronte ad una simile eventualità. È possibile mai che non si riconosca l'esperienza nefasta che la nostra Regione ha subito grazie al soggiorno obbligato di innumerevoli boss mafiosi che hanno fatto scuola e fatto crescere il sodalizio tra la criminalità del Sud e quella locale? Ricordiamo la mala del Brenta di Felice Maniero. Negli anni Settanta abbiamo avuto Totuccio Contorno, Gaetano Fidanzati, Antonio Duca, Salvatore Badalamenti in paesetti e paesucoli come Fossò, Piazzola sul Brenta e Monselice, e questo ha permesso un'infiltrazione mafiosa in centinaia di aziende. «Quello che serve di fronte all'arrivo di Riina» dice ancora Pavone «è molta, moltissima attenzione», perché «purtroppo di tutti i mafiosi che ho conosciuto nemmeno uno ha cambiato vita».

Come già detto, l'anno scorso avevamo chiesto l'intervento del Ministro, affinché intervenisse per impedire questo trasferimento. Con la scelta di Riina di ritornare al paese natio pensavamo scongiurato questo pericolo; ora invece si ripresenta il problema. Poiché non vogliamo correre il rischio che ai danni già fatti se ne aggiungano altri, come Lega Nord sosteniamo con forza che Padova e il Veneto non si possano permettere di correre un tale pericolo: abbiamo già dato.

Per questo, alla luce di quanto esposto, chiediamo come Lega Nord che il Ministro della giustizia venga in Aula al più presto per chiarire i provvedimenti relativi alla posizione di Riina, condannato in via definitiva per associazione mafiosa. Chiediamo che venga a riferire se le misure prese sono di prevenzione o misure alternative di sicurezza, che venga a chiarire se condivide o meno il provvedimento che vede Riina trasferito a Padova, se il Veneto merita di subire ancora simili trattamenti e cosa intende fare per impedire che nuovamente mafiosi vengano a vivere nella nostra Regione in soggiorno obbligato. Non permetteremo che con l'arrivo di Salvuccio si rinnovi l'incubo di un fronte mafioso nel nostro territorio, coordinato da Riina. La manovalanza qualificata non gli mancherebbe, con il provvedimento svuotacarceri. Salvuccio potrebbe scegliere i migliori.

Come Lega Nord attendiamo chiarimenti dal Ministro e chiediamo con forza che Salvuccio vada a casa sua. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Peterlini).