Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (609 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 686 del 07/03/2012


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione delle mozioni.

Ricordo che la fine della seduta di oggi è prevista per le ore 13; quindi, se l'Assemblea vuole votare in mattinata, i colleghi che parleranno in dichiarazione di voto dovranno contenersi nei tempi.

LANNUTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LANNUTTI (IdV). Signora Presidente, signor Sottosegretario, colleghi, la crisi è iniziata il 7 luglio 2007 con lo scoppio della bolla dei subprime e ha prodotto la distruzione, come dicono il Fondo monetario internazionale e l'Organizzazione internazionale del lavoro, di 34 milioni di posti di lavoro. I disoccupati sono circa 210 milioni, un numero che potrebbe addirittura raddoppiare nel giro di dieci anni.

Sulla supervisione del settore finanziario da parte del G20 qualche cosa è stata fatta, tuttavia si può avere la migliore regolamentazione del mondo, ma se la sua applicazione non viene supervisionata e sanzionata non sarà di alcuna utilità.

«Com'è possibile che nessuno si sia accorto che stava arrivandoci addosso questa crisi spaventosa?». È quanto chiese la regina Elisabetta II agli economisti della London School of Economics nel novembre del 2008. Anche Krugman ha pubblicato un'analisi sugli errori degli economisti, quegli economisti che, anche in quest'Aula, sono sempre in cattedra e vengono propinarci le loro ricette e i loro insegnamenti teorici sulla deregulation, sul mercato ingessato del lavoro, sull'abrogazione delle tutele, che rappresenterebbero un intralcio all'agire economico, disseminando sul loro cammino macerie e un esercito di precari a 800 euro al mese, che per fortuna si stanno ribellando, come nel caso del movimento «Occupy Wall Street». Questi economisti, questi signori economisti in cattedra, sono sempre smentiti dai fatti, salvo poi affermare che non erano state le loro teorie a provocare i disastri.

Negli Stati Uniti, Greenspan, l'ex governatore della FED, dopo l'11 settembre e il crollo delle Twin Towers, profetizzò un aumento della crescita economica, inducendo 6-7 milioni di americani, che con i loro redditi non se lo potevano permettere, a comprare una casa. Guadagnavano 2.000-2.500 dollari al mese, eppure furono indotti da quei signori economisti a indebitarsi per 3.000 dollari al mese, per poter rilanciare il mercato immobiliare. Chiesero ed ottennero prestiti dalle banche per finanziare la loro abitazione, ma poiché non sarebbero mai stati in grado di ripagarli, vennero inventati i subprime, cartolarizzati ed immessi sui mercati, con il pronto bollo della massima affidabilità delle "tre sorelle" del rating.

I prodotti derivati OTC (over the counter), grazie alla mancanza di regole, hanno raggiunto i 700.000 miliardi di euro, più di prima, e rappresentano una mina vagante nell'economia degli Stati. Fu un derivato, lo ricordo all'Aula, un derivato di Goldman Sachs, quella Goldman Sachs che vedeva presidente per l'Europa l'attuale presidente della BCE, a truccare i conti della Grecia. Ci ricordiamo di queste cose?

A fronte delle macerie che questi signori hanno prodotto - e ci vengono a propinare le loro lezioni - anche se è difficile ora crederlo, non molto tempo fa quegli economisti si congratulavano tra loro per il successo ottenuto dal loro settore.

Quei successi erano sia teorici che pratici e hanno portato ad un'epoca dorata per il mestiere. Dal punto di vista teorico, si pensava di aver risolto le proprie dispute interne e per questo, in un saggio del 2008, Olivier Blanchard, che viene dal MIT - il presidente Baldassarri lo conosce bene - e che oggi è responsabile del Dipartimento studi del Fondo monetario internazionale, affermava che la condizione della macroeconomia fosse buona e scriveva che le battaglie di ieri fossero finite grazie all'ampia convergenza di visioni esistente. Nel mondo reale gli economisti dovrebbero essere cacciati, e spero che i giovani li caccino a calci nel sedere, perché hanno creduto di avere la situazione sotto controllo. Robert Lucas, dell'Università di Chicago, nel suo discorso di insediamento, dichiarava che il problema centrale della depressione-prevenzione era stato risolto.

Mi accingo a concludere il mio discorso perché non voglio annoiare e anche per un richiamo che ho ricevuto da parte di una gentile senatrice del Partito Democratico. Il «Chicago blog» è diretto da Oscar Giannino all'interno del sito del noto istituto Bruno Leoni, che non sembra praticare le teorie marxiste, quelle del plusvalore. Ebbene, un articolo pubblicato sul blog dice di non fidarsi degli economisti, perché, quando uno ha un martello in mano, tutti i problemi sembrano i chiodi. Secondo i keynesiani tutti i problemi derivano dalla rigidità dei prezzi. Fanno di tutto per distorcere la realtà e per farla coincidere con le loro equazioni. Il risultato, caro senatore Mascitelli (e mi rivolgo a lei perché è un medico) è che, diagnosticando ogni problema come un calo di zuccheri, anche quando il paziente sta morendo di diabete, si continuerà a prescrivere zucchero.

Signora Presidente, noi dell'Italia dei Valori non demonizziamo il mercato, ma non vogliamo confonderci con gli economisti che vogliono misurare i modelli quantitativi, che accumulano modelli strutturali e fanno sembrare la politica economica scientifica quanto l'alchimia o l'astrologia. Noi dell'Italia dei Valori non demonizziamo lo spirito libero del mercato ma pretendiamo la certezza delle regole, regole chiare e certezza delle sanzioni per impedire che la finanza, cresciuta in un Far West senza regole, sovrasti l'economia reale e produca macerie, come quelle prodotte dal terremoto dell'Aquila sulle quali gli sciacalli ridevano.

Per questo, signora Presidente, non possiamo confondere le nostre azioni. Io mi occupo da una vita di agenzie di rating; mi occupo da una vita di tutela dei consumatori e dei risparmiatori, almeno da un quarto di secolo, e non posso, come non può farlo l'Italia dei Valori, confondere la tutela dei diritti dei risparmiatori e dei consumatori con le teorie di coloro che continuano ad andare a braccetto con il mercato, con gli spiriti liberi, con quei banchieri, come quel signore dell'ABI che ha fatto addirittura una sceneggiata napoletana dicendo che si sarebbe dimesso e sapendo bene che stava facendo una sceneggiata, quando il Parlamento ha avuto uno scatto di orgoglio.

Presidenza della vice presidente MAURO (ore 12,18)

(Segue LANNUTTI). Per queste ragioni, noi voteremo a favore della nostra mozione e di quella presentata dal Gruppo della Lega Nord, ma non potremo votare a favore della cosiddetta mozione unitaria, anche perché voglio ricordare che la mia mozione, che non ho voluto ritirare perché dentro quest'Aula ci deve essere la dignità, è stata firmata da 92 senatori appartenenti a tutti i Gruppi politici, dal Partito Democratico alla Lega, al Popolo della Libertà. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Rossi Nicola. Congratulazioni).