Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 686 del 07/03/2012


LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghi, illustro le mozioni nn. 482 e 561, sottoscritte dal mio Gruppo e da numerosi senatori di altri Gruppi politici, come il presidente Pistorio, il senatore Valentino e i senatori questori Paolo Franco e Cicolani, che ringrazio molto, sulle agenzie di rating.

Mi occupo da molto tempo, ancor prima di essere eletto in quest'Assemblea, delle scandalose pagelle delle agenzie di rating, dove nove volte su dieci i consigli per gli acquisti o le vendite da parte di questi soggetti privati si rivelano vere e proprie "bufale", come risulta da un'indagine dell'Adusbef del 2006, che ha monitorato oltre 1.000 report emessi a pagamento dalle maggiori agenzie di rating: Moody's, Standard & Poor's e Fitch, da cui emerge, stando ai risultati, che tali rapporti sono sballati al 91 per cento ed efficaci soltanto al 9 per cento. (Brusìo).

PRESIDENTE. Colleghi, il senatore Lannutti sta illustrando le sue mozioni, anche su un tema che ha causato molti problemi in questo Paese. Cerchiamo di ascoltarlo (lo dico sia al centrodestra che al centrosinistra).

LANNUTTI (IdV). Grazie, Presidente. Chiedo scusa se disturbo con questa mia illustrazione.

PRESIDENTE. No, lei non disturba su questo tema, perché è un tema di grande attualità, sul quale ci sono anche indagini in corso, e non riesco a capire come l'Assemblea sia disinteressata al tema delle agenzie di rating, che determinano la politica dei Paesi. Prego, senatore Lannutti.

LANNUTTI (IdV). La ringrazio, signor Presidente, anche per aver ricordato le iniziative della procura di Trani, che si accinge a giungere alla conclusione delle indagini e quindi a verificare se vi siano state o meno violazioni di ordine penale; ma non c'è solo la procura di Trani: c'è anche il Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti che indaga queste agenzie.

Poiché le società di rating sono pagate dai committenti e non dagli investitori, sono portatrici di un conflitto di interessi che ha mostrato tutta la sua evidenza negli scandali finanziari mondiali: Enron, WorldCom, Parmalat, i mutui subprime, Lehman Brothers, certificati come di massima affidabilità e che hanno poi generato la crisi sistemica, una crisi che stiamo pagando ancora tutti quanti, con 30 milioni di posti di lavoro distrutti nell'economia globalizzata e gli Stati come la Grecia che sono a rischio.

Signor Presidente, sono tra coloro che ritengono indispensabile la disciplina di bilancio ed importante che vi siano valutazioni sugli Stati e sui debiti sovrani nell'ambito di regole certe, che possano regolamentare il Far West di una cupola finanziaria che decide sui destini del mondo. Non è che, poiché chiediamo regole, possiamo essere accusati da parte dei puristi del mercato che vorremmo rompere il termometro: non siamo tra quelli.

Con la deregolamentazione dell'economia queste agenzie sono diventate il «Grande Fratello» finanziario e hanno progressivamente accumulato un potere immenso, determinando le decisioni di tutti gli attori economici. All'inizio, le agenzie offrivano a pagamento ai detentori di titoli di credito i loro giudizi sul comportamento dei debitori; adesso, persino i debitori pagano per avere un voto prima di emettere un'obbligazione o attingere a qualsiasi altra forma di credito e voglio ricordare che ci sono meccanismi automatizzati: quando si perde la tripla A oppure si perde la A e si scende a B, ci sono fondi che automaticamente devono dismettere le obbligazioni di quei Paesi o di quei debiti sovrani che hanno perso l'affidabilità. È quindi una cosa molto importante che bisogna assolutamente regolamentare.

Il Parlamento europeo, nel dibattere tali questioni, ha la possibilità di determinare una svolta politico-culturale nel funzionamento dei mercati finanziari smantellando l'oligopolio di queste tre sorelle del rating che, da sole, detengono il 94 per cento del mercato. È altrettanto evidente che il percorso sarà ostacolato dagli enormi interessi in gioco, viste le ramificazioni tra agenzie di rating e importanti operatori dei mercati finanziari globali.

Voglio ricordare, signor Presidente, a lei, all'Assemblea e al Sottosegretario, che vi è un fondo, denominato Black Rock, che gestisce 3.500 miliardi di dollari ed è un importante azionista di Moody's e di Standard & Poor's.

Il Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti, in questa indagine, accusa le agenzie di rating di spifferare, prima di rendere pubbliche le pagelle, i contenuti di queste a certi attori del mercato, che così possono speculare tranquillamente, a colpo sicuro.

Desidero inoltre ricordare che l'ultimo declassamento dell'Italia da parte di Standard & Poor's non ha determinato un crac, un abbattimento dei mercati; addirittura, il giorno dopo, i mercati, sia quello obbligazionario, sia quello azionario, hanno conosciuto un aumento. Questa è la prova provata che occorre intervenire per cercare di rendere innocue quelle valutazioni.

Signor Presidente, mi avvio alla conclusione. L'Europa se ne sta occupando. Martin Schulz, il nuovo presidente del Parlamento europeo, insieme a un relatore italiano, Leonardo Domenici, impegnato nella definizione di questa nuova regolamentazione, sta cercando di colmare quel deficit, quella gravissima disattenzione del passato.

Da tempo la magistratura ha aperto un'inchiesta su Standard & Poor's, su Fitch e su Moody's, come ho già ricordato. Su Moody's l'indagine verrà chiusa a breve, su Standard & Poor's e su Fitch sarà conclusa a giugno. Sono accusate di aver manipolato il mercato con giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti.

Signor Presidente, chiediamo che l'abuso di informazioni privilegiate, per avere elaborato e diffuso, in determinate circostanze, a mercati aperti, notizie non corrette, non sia più possibile.

Chiediamo che il Governo favorisca, con ogni iniziativa di propria competenza, l'apertura del mercato e lo smantellamento dell'oligopolio di queste tre sorelle, su cui il Parlamento europeo è impegnato, avviando una riforma del rating che consenta analisi trasparenti, in autonomia e consapevolezza nei confronti degli operatori economici, contribuendo così alla stabilizzazione dei mercati finanziari.

Chiediamo di promuovere un impulso per la definizione da parte dell'European Securities and Markets Authority (ESMA) e della Commissione europea di ulteriori e più incisivi standard vincolanti per le agenzie di rating, con particolare riferimento a rigorosi criteri di trasparenza dell'assetto societario e alle tecniche di emersione, prevenzione e soluzione del conflitto di interessi. Aggiungo, signor Presidente, una mia opinione. L'Europa rinuncia a un'agenzia di rating pubblica, al contrario di quanto fa un importante Paese emergente, che rappresenta un quinto della popolazione mondiale, come la Cina, che ha istituito un'agenzia di rating pubblica, denominata Dagong. Secondo il mio modesto avviso, un'agenzia di rating pubblica europea potrebbe agevolare l'incremento del mercato, rompendo così l'oligopolio.

Vogliamo impegnare il Governo ad implementare - agendo in particolare nelle sedi comunitarie e internazionali a ciò deputate - gli obblighi relativi al set informativo necessario per la registrazione delle agenzie. Infatti, signor Presidente, le sorelle delrating si difendono rispondendo che le loro sono solo opinioni, quindi non sarebbero perseguibili penalmente. Affermano che queste pagelle, che addirittura sono imposte da alcuni regolamenti, come può riscontrare chiunque provi ad investire (se non c'è rating non c'è investimento), sarebbero opinioni, quindi non sarebbero perseguibili penalmente.

Infine, chiediamo di promuovere, per quanto di propria competenza, tutte le iniziative necessarie affinché siano rimossi i vincoli che determinano un impiego automatico del rating ove si determini il rischio che possa intervenire un immediato smobilizzo o - come ho già detto prima - un divieto di acquisto di titoli in presenza di un non ponderato o erroneo declassamento dell'emittente.

Signor Presidente, avendo finito il tempo a mia disposizione, ringrazio lei e tutti i colleghi per l'attenzione prestata. Mi auguro che il Governo possa esprimersi in senso favorevole, in particolare sulla mozione n. 482, che è stata firmata non solo dal mio Gruppo, ma da un centinaio di senatori trasversali, facenti parte di tutti i Gruppi (compreso il suo, Presidente). (Applausi dai Gruppi IdV, PD, PdL e LNP e del senatore Fleres).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice Boldi per illustrare la mozione n. 560.