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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 685 del 06/03/2012


Sull'ondata di violenza registratasi in Umbria

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di intervenire brevemente perché non più tardi di ieri sera, in ora notturna (Brusìo. Richiami del Presidente),in una popolosa parte del territorio umbro e, precisamente, nella periferia di Perugia, ho avuto modo di partecipare, insieme a molti altri rappresentanti elettivi (io ero uno dei due parlamentari presenti, l'altro era un deputato del Gruppo del Partito Democratico), ad una toccante manifestazione indetta spontaneamente dalla popolazione oltre che dalle associazioni locali, dalla parrocchia e dagli enti locali, per essere vicini alla famiglia di Luca Rosi, trentottenne, trucidato con un'indescrivibile ferocia da una banda di rapinatori.

Questi rapinatori, penetrati di forza dentro questa normale, media, direi perfino modesta abitazione nella periferia di Perugia, in zona isolata, già funestata reiteratamente da violenze inaudite di questo genere, anche con violenze carnali sulle donne, con violenze su fanciulli e su vecchi, che abitano anche da soli nelle case isolate, hanno ingiunto ai presenti, che erano un'anziana signora, suo figlio, cioè lo stesso Luca Rosi, la sua giovanissima compagna e un bambino di appena otto anni di consegnare i valori. Alla loro reticenza e alle loro obiezioni di non avere particolari valori, i rapinatori si sono abbandonati ad inaudite violenze e percosse, seguite dalla minaccia di abusare della giovane donna. Ebbene, questo giovanotto, seppur legato parzialmente, nel generoso tentativo di soccorrere la povera ragazza, è stato ucciso a sangue freddo come un cane con quattro colpi di pistola, mentre cercava di ripararsi.

Ho voluto tratteggiare il quadro per dire che quest'episodio, che ha lasciato tutta la popolazione attonita ed atterrita, fa seguito ad una serie di episodi simili, che, pressoché in tutta l'Umbria, ma in particolare nel territorio di Perugia, stanno appunto atterrendo la popolazione. Di talché, da una parte il centro di Perugia, terrorizzato dal traffico della droga, dalle coltellate serali e dalla prostituzione, che lo rendono invivibile, dall'altra la periferia, dove la gente è messa nella condizione di non poter più mettere il naso fuori di casa ed è addirittura atterrita dall'essere aggredita dentro casa (e, abbiamo visto, uccisa) invocano un intervento da parte dello Stato lenitivo o risolutivo della situazione.

Ho preso la parola perché il sindaco della città - un giovane sindaco del Partito Democratico - si è rivolto accoratamente a noi due parlamentari presenti, che ci siamo sentiti, pur incolpevoli assolutamente, messi veramente con le spalle al muro dalle nostre responsabilità. Ci ha detto che la situazione non è più tollerabile, ragion per cui si invocano interventi su quel territorio che ristabiliscano un minimo di sicurezza per i comuni cittadini.

Signora Presidente, siccome, da umbro quale sono, ho sentito mille volte parlare di Umbria felix, di Umbria francescana, serena e tranquilla, porto la eco di questa emozione umana, oltre che istituzionale, che ho raccolto ieri sera; me ne faccio carico e invito il Governo ad affrontare, anche sulla base degli atti presentati e di quelli che andremo a presentare, questo specifico problema che, seppure equiparabile a quello di altri territori, acquista una sua specificità drammatica oltre ogni misura e ogni aspettativa. Richiamo, quindi, l'attenzione del Governo e auspico che presto in quest'Aula si possa affrontare in maniera concreta questo drammatico problema.