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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 685 del 06/03/2012


Per una tempestiva trasmissione al Parlamento
della Relazione annuale sull'uso di sostanze stupefacenti
e sulle tossicodipendenze in Italia

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signora Presidente, fra tre mesi verrà inviata al Parlamento la Relazione annuale sulle droghe. Nelle settimane scorse, con il senatore Giovanardi e con il Dipartimento da lui precedentemente guidato abbiamo avuto uno scambio di vedute, a mezzo agenzie, relativamente ad alcuni dati contenuti nella Relazione dello scorso anno che, secondo alcuni articoli apparsi in particolare sul quotidiano «la Repubblica», non certificavano la diminuzione della presenza, dell'uso e del consumo di cocaina in Italia.

Nel giugno dello scorso anno trovammo modo, assieme ad alcuni esperti dell'Osservatorio di Lisbona sulle sostanze stupefacenti, di mettere in evidenza come in effetti vi fosse un uso molto particolare dei numeri al momento dell'elaborazione di alcune statistiche finali.

Questa relazione, come molte altre (ad esempio, quella sulla legge n. 194 del 1978 sull'interruzione della gravidanza), non è una vera e propria relazione al Parlamento, ma l'invio burocratico di un documento alla Camera e al Senato, in un esemplare unico per ciascuna Camera, di cui molto spesso, quando se ne chiede visione, si registra una differenza di giorni che va oltre il tollerabile tra la presentazione in conferenza stampa e l'arrivo del plico nella Camera di competenza. L'anno scorso dovemmo aspettare più di due settimane. Mi domando quale ne sia la ragione.

E visto che ora abbiamo, purtroppo non un nuovo responsabile al Dipartimento delle politiche antidroga, ma un nuovo Ministro della salute e un nuovo responsabile politico per la cooperazione internazionale e l'integrazione, vale a dire il ministro Riccardi, mi chiedo se quest'anno non sia opportuno decidere di inviare il documento alla Commissione sanità del Senato e alla Commissione affari sociali della Camera, prima di fare la conferenza stampa dando per assodati i dati in esso contenuti. In questo modo si potrà aprire finalmente un dibattito con la possibilità di un confronto e di un eventuale passaggio in Aula in luogo dell'ennesima mozione che parla dello scibile umano, ma che non porta assolutamente a niente. In questo caso, invece, si parlerebbe non soltanto di dati, ma di un problema sanitario purtroppo ancora presente in Italia.