BERSELLI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BERSELLI (PdL). Signora Presidente, colleghi, il disegno di legge trae origine dal referendum che interessò le popolazioni dei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello (di Montecopiolo ne parlo dopo). Questi sette Comuni, a seguito del referendum e di una successiva legge approvata dal Parlamento, sono transitati dalla Provincia di Pesaro-Urbino alla provincia di Rimini e dalla Regione Marche alla Regione Emilia-Romagna. Rimaneva però un vulnus legato al fatto che quei sette Comuni restavano nella giurisdizione del tribunale di Pesaro.
Da qui l'esigenza di regolarizzare una situazione che era diventata effettivamente difficile, perché tutti questi Comuni erano sotto la giurisdizione del mandamento del giudice di pace di Novafeltria e gli abitanti di questi sette Comuni per recarsi al tribunale di Pesaro si sarebbero dovuti recare prima nella Provincia di Rimini e, quindi, al tribunale di Rimini e transitare poi fino ad arrivare a Pesaro.
Da qui anche l'esigenza, sentita da tutta la Commissione giustizia di questo ramo del Parlamento, di presentare il disegno di legge. Voglio ringraziare il senatore Mazzatorta della Lega Nord, la senatrice Della Monica del Partito Democratico, il senatore Li Gotti dell'Italia dei Valori, il senatore Mugnai del Popolo della Libertà e il senatore D'Alia dell'UDC. Tutti i Capigruppo della Commissione giustizia hanno sottoscritto il disegno di legge che fu approvato da questo ramo del Parlamento includendovi anche il Comune di Montecopiolo, di cui parlavo prima. Questo non era transitato nella Provincia di Rimini, ma era inserito nel mandamento del giudice di pace di Novafeltria che andava a transitare sotto la giurisdizione del tribunale di Rimini.
A questo punto ha perfettamente ragione il senatore Li Gotti quando ricorda che le popolazioni dei sette Comuni si erano espresse con un referendum a favore del transito sotto la Provincia di Rimini e tutti i rispettivi sindaci si erano attivati presso la nostra Commissione perché potessero transitare sotto il circondario del tribunale di Rimini. Anche Montecopiolo, senatore Li Gotti, lo aveva fatto. Anche Montecopiolo aveva approvato il passaggio sotto la Provincia di Rimini con un apposito referendum; però, per una questione di carattere burocratico-costituzionale, diciamo così, mentre per gli altri sette Comuni è stata approvata una legge che ha regolato e disposto il loro passaggio sotto la Provincia di Rimini, Montecopiolo è rimasto in mezzo al guado: la proposta perché si arrivasse anche per questo paese allo status di Comune emiliano-romagnolo era presente nei disegni di legge, ma è rimasta in mezzo al guado. Essendo però sotto il mandamento del giudice di pace di Novafeltria, il Senato della Repubblica, all'unanimità, decise, diciamo così, di aggregare il vagone di Montecopiolo al convoglio degli altri sette Comuni.
Cos'è accaduto alla Camera dei deputati? Alla Camera sono state disattese le sollecitazioni che ci erano pervenute dal sindaco di Montecopiolo; sono state disattese le dichiarazioni unanimi e ricorrenti dei residenti in quel Comune è si è ricorso - mi sia consentito il termine, lo dico senza malizia - ad un escamotage. L'altro ramo del Parlamento ha fatto transitare il Comune di Montecopiolo sotto il mandamento di Macerata Feltria. Quindi, mentre nel mandamento di Novafeltria era aggregato necessariamente agli altri sette Comuni che andavano a transitare nel circondario del tribunale di Rimini, avendolo inserito nel mandamento di Macerata Feltria, che non aveva nulla a che fare con quei Comuni, va da sé che con questo escamotage si è staccato il vagone di Montecopiolo e lo si è aggregato all'interno della circoscrizione giudiziaria di Pesaro.
Debbo anche dire che la presidente del tribunale di Rimini Talia - che saluto perché è presente e assiste alla seduta - si è sempre battuta perché venisse regolarizzata e sanata questa situazione, per giungere al passaggio non solo dei sette, ma degli otto Comuni sotto il suo circondario. È chiaro che la Commissione giustizia, quando si è trovata di fronte a questa modifica apportata dalla Camera dei deputati - a quel punto non si poteva più tornare indietro, senatore Maritati: il Comune era stato infatti inserito nel mandamento di Macerata Feltria, e avremmo dovuto addirittura staccarlo da questo mandamento e reinserirlo nel mandamento di Novafeltria - si è arresa.
Io, la senatrice Della Monica e l'intera Commissione giustizia abbiamo pensato: «Piuttosto di niente, è meglio piuttosto», e il «piuttosto» è comunque qualcosa che va incontro alle attese dei sette Comuni, i cui cittadini con l'approvazione di questo disegno di legge non soltanto potranno sentirsi emiliano-romagnoli, come già si sentono, ma potranno anche rivolgersi per le loro vertenze al giudice di pace di Novafeltria (in attesa della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che potrebbe anche portare alla soppressione di quel mandamento) e comunque al tribunale di Rimini, come giudice naturale per questi sette Comuni.
Quindi, a nome del Gruppo del Popolo della Libertà, confermo il voto favorevole a questo disegno di legge. (Applausi del senatore Esposito).