Poiché gli articoli 2 e 3 sono identici agli articoli 2 e 3 del testo approvato dal Senato, passiamo alla votazione finale.
LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI GOTTI (IdV). Signora Presidente, onorevoli colleghi, il mio sarà un intervento brevissimo, al solo scopo di annunciare che il voto del Gruppo dell'Italia dei Valori sarà favorevole nei confronti di un disegno di legge che, peraltro, porta anche la mia firma, assieme a quella di colleghi di quasi tutti gli altri Gruppi.
Quando si cambia qualcosa in materia di geografia giudiziaria, si suscitano sempre malesseri; in questo caso, invece, sono state le popolazioni a chiedere di poter far parte di altri circondari. Non è così, il presidente Berselli? (Commenti del senatore Berselli). Quasi, va bene. Alla fine, però, il testo obbedisce a criteri di razionalità e comodità, che vanno nell'interesse della popolazione. Anche in altri casi si è intervenuti nello stesso modo. Si sono seguiti le norme e i pareri che dovevano accompagnare le modifiche delle tabelle.
Riteniamo che il provvedimento, così come peraltro già approvato dal Senato e parzialmente emendato con soluzioni analoghe dalla Camera, possa essere licenziato definitivamente.
Il voto pertanto sarà, come detto, favorevole. (Applausi del senatore Pedica).
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, stiamo approvando in seconda lettura un provvedimento che, in pratica, non fa altro che dare seguito agli esiti del referendum, tenutosi nel 2006 tra questa serie di Comuni al confine tra le Marche e l'Emilia-Romagna, che hanno chiesto di passare proprio sotto le circoscrizioni dell'Emilia-Romagna per una serie di motivazioni antropologiche, culturali, ambientali ed orografiche già messe in evidenza negli interventi precedenti, soprattutto per un'affinità anche culturale delle popolazioni a cui facciamo riferimento.
Il provvedimento viene approvato in seconda lettura con una modifica sostanziale che riguarda semplicemente il Comune di Montecopiolo. È chiaro che c'è unanimità di posizioni da parte dei senatori, così come c'è stata alla Camera, perché si dà una risposta effettiva alle esigenze delle popolazioni che hanno fatto appunto richiesta in tal senso e che hanno partecipato, quasi al 90 per cento, con un voto definitivo al referendum.
Credo, però, che in questa sede bisogna anche dare al Governo un messaggio. Ed a nome del mio Gruppo evidenzio che nella ridefinizione delle circoscrizioni giudiziarie non è pensabile che si possa procedere per spot. Per piccoli o grandi spot che sia, una revisione delle circoscrizioni deve comunque prevedere ed includere fondamentalmente un ridisegno complessivo della realtà del nostro mondo giudiziario. Non può essere pensata soltanto in termini di razionalizzazione pura, che significa semplicemente tagli al personale, tagli alla qualità del servizio, che peraltro soffre di anomalie gravissime sotto il profilo della mancanza di personale, di fondi, di strutture e di nuove tecnologie.
Quindi ritengo che, accanto alla razionalizzazione (lo dico al Sottosegretario), ci debba essere comunque anche - l'ho già detto in altra sede nella prima lettura - una volontà di implementare questi servizi perché effettivamente possano funzionare con una qualità dignitosa e rispondente alle esigenze di giustizia dei cittadini e delle comunità che amministriamo.
Il Comune di Montecopiolo è stato comunque rimesso in un'altra circoscrizione per ovvie necessità bene evidenziate alla Camera dei deputati. Siamo favorevoli a questo, ma lanciamo questo messaggio al Governo perché non proceda per spot: come ha dato il consenso all'avvio del riordino delle circoscrizioni, lo faccia con un disegno che ci permetta di capire cosa sta succedendo. Diceva bene il senatore Benedetti Valentini rispetto ai tribunali delle imprese: così come per i tribunali delle imprese, si sta procedendo anche per i tribunali dei minori. Non sappiamo ancora qual è la volontà del Ministro anche rispetto a questo: tribunali della famiglia o no? Diteci cosa volete fare dell'amministrazione della giustizia, della giustizia italiana, delle circoscrizioni italiane perché possano rispondere, come dicevo prima, alle esigenze di una comunità che ancora non ha perso la fiducia e il senso della giustizia, ma che ha bisogno di capire bene. Mi riferisco soprattutto a noi che siamo deputati a votare e a fare le leggi.
DIVINA (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIVINA (LNP). Signora Presidente, al di là del notare che è una delle poche volte in cui si vede un tabellone completamente verde, il che vuol dire che si converge sulla necessità di questo provvedimento, vorrei far notare proprio a lei, signora Presidente, però, che in questo Paese ci sono cittadini fortunati e cittadini meno fortunati.
I cittadini che sono toccati da questo provvedimento possiamo ricomprenderli nell'area dei fortunati perché nel 2006 si sono espressi in un referendum scegliendo di transitare da una Regione all'altra e noi adesso facciamo una mera correzione delle circoscrizioni giudiziarie. Vorrei dire che in 1a Commissione giacciono una serie di altri provvedimenti in attesa di essere presi in considerazione. Ci sono altri cittadini di altre Regioni - mi riferisco all'altopiano di Asiago, ai cittadini di Lamon, di Pedemonte e di Cortina - che hanno tutti effettuato deireferendum, che hanno tutti espresso una volontà popolare, ai quali va pur risposto qualcosa. Si dica sì o no, ma si dica loro qualcosa, perché li stiamo tenendo a bagnomaria da anni.
Pertanto, ben venga questa convergenza per i cittadini ex marchigiani che oggi sono cittadini emiliano‑romagnoli, ma teniamo in considerazione che abbiamo un debito nei confronti di tutte le comunità, per lo più piccole, che hanno già svolto dei referendum e che non ancora hanno avuto dal Parlamento una risposta in nessun senso. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Scarpa Bonazza Buora).
MORRI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORRI (PD). Signora Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico e dare atto che, a fronte delle piccole modifiche apportate alla Camera, l'intera Commissione giustizia, a partire dal relatore e del Presidente, ha convenuto oggi di permettere al Senato di votare senza ulteriori ritardi il testo come ci è stato trasmesso dai colleghi della Camera. È un'operazione razionale e di buonsenso. Mi sento di ringraziare per la condivisione registrata in tutta la Commissione giustizia. Non è questa la sede per aprire una discussione di altro tenore sui circondari: ci sarà modo di farlo in altri momenti.
Dichiaro il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Rizzotti).
BERSELLI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BERSELLI (PdL). Signora Presidente, colleghi, il disegno di legge trae origine dal referendum che interessò le popolazioni dei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello (di Montecopiolo ne parlo dopo). Questi sette Comuni, a seguito del referendum e di una successiva legge approvata dal Parlamento, sono transitati dalla Provincia di Pesaro-Urbino alla provincia di Rimini e dalla Regione Marche alla Regione Emilia-Romagna. Rimaneva però un vulnus legato al fatto che quei sette Comuni restavano nella giurisdizione del tribunale di Pesaro.
Da qui l'esigenza di regolarizzare una situazione che era diventata effettivamente difficile, perché tutti questi Comuni erano sotto la giurisdizione del mandamento del giudice di pace di Novafeltria e gli abitanti di questi sette Comuni per recarsi al tribunale di Pesaro si sarebbero dovuti recare prima nella Provincia di Rimini e, quindi, al tribunale di Rimini e transitare poi fino ad arrivare a Pesaro.
Da qui anche l'esigenza, sentita da tutta la Commissione giustizia di questo ramo del Parlamento, di presentare il disegno di legge. Voglio ringraziare il senatore Mazzatorta della Lega Nord, la senatrice Della Monica del Partito Democratico, il senatore Li Gotti dell'Italia dei Valori, il senatore Mugnai del Popolo della Libertà e il senatore D'Alia dell'UDC. Tutti i Capigruppo della Commissione giustizia hanno sottoscritto il disegno di legge che fu approvato da questo ramo del Parlamento includendovi anche il Comune di Montecopiolo, di cui parlavo prima. Questo non era transitato nella Provincia di Rimini, ma era inserito nel mandamento del giudice di pace di Novafeltria che andava a transitare sotto la giurisdizione del tribunale di Rimini.
A questo punto ha perfettamente ragione il senatore Li Gotti quando ricorda che le popolazioni dei sette Comuni si erano espresse con un referendum a favore del transito sotto la Provincia di Rimini e tutti i rispettivi sindaci si erano attivati presso la nostra Commissione perché potessero transitare sotto il circondario del tribunale di Rimini. Anche Montecopiolo, senatore Li Gotti, lo aveva fatto. Anche Montecopiolo aveva approvato il passaggio sotto la Provincia di Rimini con un apposito referendum; però, per una questione di carattere burocratico-costituzionale, diciamo così, mentre per gli altri sette Comuni è stata approvata una legge che ha regolato e disposto il loro passaggio sotto la Provincia di Rimini, Montecopiolo è rimasto in mezzo al guado: la proposta perché si arrivasse anche per questo paese allo status di Comune emiliano-romagnolo era presente nei disegni di legge, ma è rimasta in mezzo al guado. Essendo però sotto il mandamento del giudice di pace di Novafeltria, il Senato della Repubblica, all'unanimità, decise, diciamo così, di aggregare il vagone di Montecopiolo al convoglio degli altri sette Comuni.
Cos'è accaduto alla Camera dei deputati? Alla Camera sono state disattese le sollecitazioni che ci erano pervenute dal sindaco di Montecopiolo; sono state disattese le dichiarazioni unanimi e ricorrenti dei residenti in quel Comune è si è ricorso - mi sia consentito il termine, lo dico senza malizia - ad un escamotage. L'altro ramo del Parlamento ha fatto transitare il Comune di Montecopiolo sotto il mandamento di Macerata Feltria. Quindi, mentre nel mandamento di Novafeltria era aggregato necessariamente agli altri sette Comuni che andavano a transitare nel circondario del tribunale di Rimini, avendolo inserito nel mandamento di Macerata Feltria, che non aveva nulla a che fare con quei Comuni, va da sé che con questo escamotage si è staccato il vagone di Montecopiolo e lo si è aggregato all'interno della circoscrizione giudiziaria di Pesaro.
Debbo anche dire che la presidente del tribunale di Rimini Talia - che saluto perché è presente e assiste alla seduta - si è sempre battuta perché venisse regolarizzata e sanata questa situazione, per giungere al passaggio non solo dei sette, ma degli otto Comuni sotto il suo circondario. È chiaro che la Commissione giustizia, quando si è trovata di fronte a questa modifica apportata dalla Camera dei deputati - a quel punto non si poteva più tornare indietro, senatore Maritati: il Comune era stato infatti inserito nel mandamento di Macerata Feltria, e avremmo dovuto addirittura staccarlo da questo mandamento e reinserirlo nel mandamento di Novafeltria - si è arresa.
Io, la senatrice Della Monica e l'intera Commissione giustizia abbiamo pensato: «Piuttosto di niente, è meglio piuttosto», e il «piuttosto» è comunque qualcosa che va incontro alle attese dei sette Comuni, i cui cittadini con l'approvazione di questo disegno di legge non soltanto potranno sentirsi emiliano-romagnoli, come già si sentono, ma potranno anche rivolgersi per le loro vertenze al giudice di pace di Novafeltria (in attesa della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che potrebbe anche portare alla soppressione di quel mandamento) e comunque al tribunale di Rimini, come giudice naturale per questi sette Comuni.
Quindi, a nome del Gruppo del Popolo della Libertà, confermo il voto favorevole a questo disegno di legge. (Applausi del senatore Esposito).