come ormai noto in data 9 ottobre 2009 il Consorzio laziale rifiuti (CoLaRi) dell'avvocato Cerroni presentava un progetto per una discarica a Quadro Alto nel comune di Riano (Roma), il cui procedimento si concluse con esito negativo data la presenza sull'area di vincoli ambientali;
in data 6 settembre 2011 il prefetto Pecoraro veniva nominato commissario straordinario del Governo per l'emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio, con mandato di individuare due siti alternativi a Malagrotta nell'ambito di un elenco di sette siti selezionati dalla Regione in uno studio preliminare di idoneità;
lo studio della Regione include Riano nelle sette località idonee, nonostante la località fosse stata esclusa nel 2009 dalla stessa Regione per vincoli ambientali;
in relazione alla scelta di Quadro Alto, quale sito idoneo ad ospitare una discarica, dalla documentazione giunta in possesso dell'interrogante sembra che lo "studio di un anno", di cui parla il Presidente della Regione Lazio, sia in gran parte frutto della riproposizione, con la tecnica del "copia-incolla", proprio del suddetto progetto del CoLaRi;
la scelta del sito di Riano sarebbe stata compiuta senza le necessarie verifiche, e questo dato si può evincere dalle errate distanze della cava dai centri abitati e dall'errata collocazione della principale falda acquifera riportate sulle mappe trasmesse al prefetto Pecoraro, nonché dall'errata e falsa definizione della cava di tufo di Quadro Alto, dichiarata esausta, ma da sempre in attività: falsità e inesattezze già presenti nel progetto del CoLaRi;
proprio a seguito della falsità dei dati la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un'indagine;
considerato che:
in data 6 ottobre 2011 il commissario straordinario ha nominato due periti per valutare quali siano i due siti maggiormente idonei nell'ambito dell'elenco dei sette proposti dalla Regione;
il giorno successivo, il commissario ha annunciato in Prefettura che Riano è uno dei due siti scelti. Nel provvedimento, il commissario motiva la scelta come esito dell'attività istruttoria e di verifica che i suoi periti hanno effettuato con articolate valutazioni documentali e sopralluoghi: e questo nonostante il fatto che tra il conferimento dell'incarico e la comunicazione della scelta del sito siano trascorse meno di 24 ore;
secondo quanto riferito all'interrogante, sono emerse forti perplessità anche sui due esperti nominati dal Prefetto per l'individuazione dei siti, gli ingegneri Luigi Sorrentino e Pietro Moretti: il primo non avrebbe esperienze qualificanti su discariche o impianti per rifiuti, il secondo, invece, risulta aver contribuito professionalmente a molti progetti in provincia di Napoli realizzati dalla società Fibe, oggi al centro di inchieste giudiziarie per gravi problemi di contaminazione delle falde;
viene riferito all'interrogante che, peraltro, la pendenza dei suddetti procedimenti penali aveva spinto il Consiglio dei ministri, in data 19 giugno 2008, a revocare il servizio a Fibe e ad affidarlo alle Province, mentre il Prefetto in quell'occasione non aveva ritenuto di attenersi ad analoghe considerazioni di opportunità scegliendo, ex adverso, quale tecnico di fiducia proprio uno dei professionisti che avevano contribuito alla progettazione finita sotto inchiesta;
la relazione dei periti del commissario esclude l'idoneità di cinque località indicate dalla Regione, per la presenza di fattori quali il mancato rispetto della distanza minima legale tra il sito e le abitazioni circostanti: situazione comunque paradossale, visto che tutti i siti proposti dalla Regione avrebbero dovuto essere idonei;
è stato fatto rilevare all'interrogante, tra l'altro, che la misurazione sul sito di Riano avrebbe dovuto condurre alla medesima esclusione, ma così non è stato: inevitabile dunque chiedersi se la misurazione sia stata effettuata o se siano stati riportati dati non corrispondenti al vero;
considerato inoltre che:
sembrano preoccupanti le scelte recentemente operate dal Prefetto nel conferire gli incarichi per le attività propedeutiche alla progettazione: in particolare nel caso della frazione di Corcolle presso Tivoli (Roma) le indagini, che comprendono anche i rilievi atti a verificare l'effettiva idoneità del sito, sono state affidate alla società Cidiemme Engineering Srl, di proprietà dell'ingegner Moretti, quindi dello stesso soggetto che, in qualità di professionista individuale, ha verificato l'idoneità del sito (circostanza, tra l'altro, ampiamente denunciata nell'ambito di un recente servizio di "Report");
è inverosimile che un professionista chiamato a giudicare la correttezza professionale delle proprie scelte giunga ad una valutazione negativa;
con riguardo a Riano, invece, le indagini sono state demandate al Provveditorato per le opere pubbliche per il Lazio, che le ha, a sua volta, demandate a Sogesid SpA. Sogesid, all'esito di una procedura ristretta, conclusasi in tre giorni lavorativi, le ha a sua volta affidate a Tecnoin SpA;
quest'ultima società, di Napoli, è la stessa che aveva già condotto le indagini relative al sito campano di Chiaiano e che, secondo quanto riferito all'interrogante, pare coinvolta in indagini giudiziarie relative ad illeciti compiuti nella discarica di Pianura (Napoli);
non si ritiene opportuno che soggetti comunque già coinvolti in scandali e/o indagini giudiziarie si ritrovino adesso a gestire le verifiche sul sito di Riano;
secondo quanto riferito all'interrogante, desta perplessità anche la questione relativa alla proprietà delle due aree individuate dal Prefetto come siti di discariche: la prima, Riano, risulta acquistata dal CoLaRi di Cerroni due giorni prima dell'individuazione da parte del commissario, la seconda, Corcolle, sarebbe riconducibile a una società del Lichtenstein che farebbe capo ad una società svizzera;
la stessa Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, all'esito di audizioni e sopralluoghi, ha manifestato forti perplessità sulla legittimità dell'inclusione del sito di Riano e ha sollecitato la sospensione dell'iniziativa;
l'inidoneità del sito di Quadro Alto ad ospitare una discarica emerge ora anche da una relazione idrogeologica del 20 gennaio 2012, redatta dal dottor Francesco Rosso e dal dottor Massimiliano Porena su richiesta dell'associazione civica "Riano nel cuore": si legge che tutti gli elementi raccolti - nell'ambito di uno studio in cui sono stati investigati una serie di aspetti geologici ed idrogeologici di Quadro Alto al fine di verificare se la stessa presenti le caratteristiche di idoneità ad ospitare una discarica - convergono nel supportare una vulnerabilità idrogeologica non trascurabile di Quadro Alto come sito per discarica; gli elementi elencati nello studio sono esplicitamente citati nella normativa vigente come fattori escludenti e pertanto il sito di Quadro Alto è inidoneo nelle condizioni attuali ad ospitare qualsiasi tipo di discarica;
l'eventuale allestimento nel sito di Riano comporterebbe lavori abnormi per ovviare all'inidoneità, che non garantirebbero comunque dal rischio di contaminazione della falda;
è evidente come la questione narrata si caratterizzi per la delicatezza e la rilevanza dei valori coinvolti e come risulti indispensabile fare piena luce su regolarità, liceità e opportunità di tutte le attività ad essa riconducibili. L'interrogante, tra l'altro, si è già occupato della vicenda con gli atti di sindacato ispettivo 4-06208 del 3 novembre 2011 e 4-06930 del 23 febbraio 2012, entrambi in attesa di risposta,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se gli stessi corrispondano al vero;
se e quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intendano adottare al fine di fare luce sulla liceità di tutte le attività riconducibili alla scelta di Quadro Alto a Riano, quale sito idoneo ad ospitare una discarica;
se non si ritenga conveniente, per le ragioni di opportunità che emergono dai fatti narrati in premessa, sollevare il prefetto Pecoraro dagli incarichi conferitigli.
(4-07007)