dalla lettura di numerosi articoli pubblicati da quotidiani e siti web si apprende che il Comune di Roma con la pubblicazione dell'esito dei bandi sull'affidamento dei servizi cittadini sulle dipendenze, di fatto, cancellerebbe più di 20 anni di storia di un sistema di eccellenza in Italia, in particolare nel campo dei servizi di riduzione del danno e dei rischi;
cooperative e associazioni che per anni hanno collaborato nella gestione dei servizi per le dipendenze con il Comune di Roma garantendo professionalità, soddisfazione dell'utenza presa in carico, riconoscimenti dalla rete dei servizi pubblici e privati del territorio, sarebbero improvvisamente diventate incapaci di ottenere il minimo risultato in una gara pubblica, cancellando in un giorno anni di esperienza e di storia su un territorio;
questa vicenda in primis appare particolarmente grave in un momento in cui si rileva e si dimostra l'utilità di questi servizi su tutto il territorio e in secondo luogo appare gravissimo nei confronti di gruppi che questi servizi li hanno costruiti con particolare serietà passione e rigore. Inoltre è inaccettabile pensando al numero di operatori che perderebbero il lavoro e all'utenza che perderebbe la possibilità di usufruire della loro professionalità;
per questi motivi il risultato dei bandi appare agli interroganti assolutamente poco credibile. A tal proposito si sottolinea, solo come esempio esplicativo, la completa cancellazione della cooperativa "Il Cammino", che tra gli altri servizi gestisce da 25 anni la comunità di Città della Pieve. Un risultato così netto potrebbe a giudizio degli interroganti essere letto anche come "epurazione" ad opera di chi, attraverso un'apparente correttezza formale, ha realizzato un disegno programmato e a cui, neanche tanto segretamente, ambiva;
a tutto questo vanno aggiunte anche le emergenze del "passaggio delle consegne" ai vincitori dei bandi in merito agli utenti in carico: trattandosi di percorsi terapeutici individualizzati in corso, è difficile immaginare una metodologia indolore per le persone coinvolte e la ricollocazione del personale impegnato. Si prevedono almeno 50 lavoratori disoccupati dal 1° aprile 2012, che chiaramente per le cooperative "cancellate" sarà impossibile assorbire, anche in considerazione del fatto che l'Agenzia capitolina sulle tossicodipendenze (ACT) non ha proceduto alla dovuta concertazione con le parti sociali, in occasione della stesura del bando, e non sono previste forme di tutela per il personale;
si evidenzia che, a giudizio degli interroganti, le politiche fin qui attivate dall'Assessorato politiche educative del Comune di Roma e dall'Agenzia tossicodipendenze hanno prodotto un'incomprensibile programmazione degli interventi che non rispondono ai reali bisogni della città, ridimensionando enormemente i servizi di riduzione del danno a favore di interventi di prevenzione generica ed inefficace. Di fatto questo atteggiamento di chiusura, anche ideologica, ha determinato continue conflittualità con gli organismi del terzo settore e parallelamente ha generato l'assoluta emarginazione dei servizi e istituzioni pubbliche territoriali (SERT e Municipi);
il 3 marzo 2012 a Roma, presso il cinema "Palazzo", si è tenuta un'assemblea pubblica per informare, riflettere sull'accaduto e promuovere una strategia di contrasto finalizzata a bloccare la politica della Giunta capitolina nell'ambito dei servizi sociali ed in particolare gli affidamenti decisi con gli esiti dei bandi,
si chiede di conoscere:
se risulti che l'amministrazione comunale di Roma, nello svolgimento e all'esito dei bandi sull'affidamento dei servizi cittadini sulle dipendenze, non abbia espressamente violato le proprie prerogative istituzionali, ciò che rappresenterebbe una lesione dei principi costituzionali della trasparenza, dell'imparzialità e della legittimità nell'azione della pubblica amministrazione;
se il Governo, per quanto di competenza, non ritenga oramai improcrastinabile un intervento normativo che ripensi, nel suo complesso, l'indirizzo politico, programmatico e gestionale, l'Agenzia capitolina sulle tossicodipendenze, senza escludere una sua soppressione, atteso che l'Agenzia oramai si è trasformata in un apparato burocratico che pesa inutilmente sul bilancio di gestione delle attività, togliendo risorse, già scarse, alla realizzazione degli interventi.
(4-07002)