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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 684 del 01/03/2012


D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, colleghi,

sono trascorsi 100 giorni dall'insediamento del Governo e, da allora, la differenza di rendimento tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi si è ridotta del 30 per cento e quella tra i nostri titoli e quelli spagnoli si è quasi dimezzata.

Tutti noi ricordiamo con angoscia quei giorni in cui i rendimenti dei nostri BTP sono schizzati sopra il 7 per cento; soglia oltre la quale Grecia, Irlanda e Portogallo sono stati costretti a ricorrere all'aiuto della Unione europea, del Fondo monetario internazionale, della Banca centrale europea.

Da allora, grazie ad una serie di provvedimenti importanti voluti dal Governo e approvati dal Parlamento a larghissima maggioranza, siamo scesi al di sotto della soglia critica dei 370 punti di spread indicata dalla Commissione europea come i confine per la stabilità futura del Paese. L'Italia non è più considerata il detonatore dell'euro, e sia in Italia che all'estero emerge con sempre maggiore evidenza la convinzione che non siamo più disarmati di fronte alla crisi perché si stanno avviando quelle riforme strutturali attese da decenni, funzionali ad invertire un ciclo economico negativo cui potrà seguire, se imbocchiamo la strada giusta, una crescita sostenibile.

Ma ora che abbiamo preso di petto l'emergenza economica e finanziaria del nostro Paese, recuperando in poco tempo un ruolo ed una reputazione internazionale, ci troviamo di fronte ad un nodo altrettanto importante e strategico per il futuro: come aumentare il tasso di crescita economica dell'Italia.

Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 15,43)

(Segue D'ALIA) E' noto a tutti che per affrontare con efficacia tale nodo occorre intervenire sulle liberalizzazioni e sul mercato del lavoro. Su questi due aspetti, infatti, si gioca il futuro del Paese. Più concorrenza su prodotti, professioni, servizi pubblici locali, migliore accesso all'istruzione, più flessibilità e più equità sul lavoro, meno presenza pubblica nelle imprese e meno tasse sul lavoro, significa liberare il mercato da rendite di posizione, incrostazioni, distorsioni e privilegi che tagliano le gambe all'ingresso delle giovani generazioni nel mondo dell'impresa e del lavoro, che soffocano l'economia ingessandola oltre ogni limite di normale tollerabilità, che impoveriscono le famiglie italiane costrette a pagare di più l'acquisto di beni e servizi.

È, pertanto, evidente che su questi due temi non possono esserci cedimenti pena il fallimento di ogni strategia di stabile e virtuosa fuoriuscita dalla crisi.

Per tali ragioni, siamo dispiaciuti che questo provvedimento sulle liberalizzazioni sia stato in parte diluito nel passaggio parlamentare in ossequio a logiche corporative che in alcuni settori hanno prevalso rispetto all'interesse generale e ci dispiace che a tale stato di cose abbiano sostanzialmente contribuito i due principali partiti che, insieme a noi dell'UDC e del Terzo Polo, sostengono il Governo Monti. Per carità, non vi è alcun dubbio sul fatto che questa legge, con i suoi 98 articoli, intervenga in maniera corposa su tantissimi settori della nostra economia nazionale eliminando alcune incrostazioni e garantendo maggiore competitività e libertà di impresa. E' tanto, molto di più di quanto abbiano fatto Governi di ogni colore politico negli ultimi vent'anni.

Ma noi pensiamo che si poteva, anzi si doveva, fare di più. Il testo licenziato in Commissione secondo noi è, infatti, peggiorato nella parte relativa alla regolazione dei processi di produzione, commercializzazione e distribuzione dei farmaci.

Non è infatti solo il contingentamento delle farmacie il problema, ma l'intera catena del farmaco che non va bene perché continua a mantenere grosse rendite cui corrispondono costi eccessivi per le famiglie italiane, in un momento di crisi come questo. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI).

Così come avremmo preferito che il servizio di taxi si trasformasse definitivamente in un servizio pubblico vero e proprio, accessibile a tutti i cittadini. Mentre così lo stiamo condannando a diventare sempre più un lusso per una piccola percentuale di utenti, viste le tariffe che non tutti oggi possono permettersi.

Ci saremmo augurati di trovare maggiore considerazione per le libere professioni che non hanno bisogno di essere tutelate con piccole battaglie di retroguardia, ma sostenute e rafforzate per renderle competitive sul mercato europeo delle professioni. In Italia esistono tra i migliori professionisti d'Europa, ma noi non li stiamo aiutando a competere. Li stiamo proteggendo e male, chiudendoli sempre più nel recinto italiano e facendo del numero chiuso un'arma barbarica di difesa, oltre che un costosissimo fattore di immobilità sociale.

Ci sarebbe piaciuto trovare qualcosa di più incisivo in tema di servizi pubblici locali e di separazione della rete dalla gestione, ad esempio, in un settore importante e molto costoso per le famiglie come il gas. In poche parole, avremmo apprezzato nel processo di liberalizzazione una maggiore attenzione per le famiglie, quelle numerose in particolare, e per i giovani. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI).

Per questo pensiamo che il provvedimento sul quale oggi voi chiedete la fiducia non possa che essere un primo importante passo di un irreversibile processo di modernizzazione del mercato. Oltre ai nodi ancora irrisolti di cui ho parlato, occorre infatti affrontarne altri, a partire dai servizi bancari ed assicurativi che costano un botto alle famiglie italiane.

Certo, noi apprezziamo molte parti di questo provvedimento che introducono importanti elementi di novità, come, ad esempio, l'istituzione dell'Autorità indipendente sui trasporti, il rafforzamento della autonomia e della indipendenza dell'Antitrust, le misure che allentano un po' la posizione dominante di banche e assicurazioni nel rapporto con la clientela.

Così come siamo lieti che sia stata trasfusa, in un emendamento approvato all'unanimità, la nostra proposta di introdurre - così come voluto dal mondo delle imprese - un rating di legalità a favore di quelle aziende che si rendono impermeabili al malaffare e alle collusioni mafiose.

Ci sono tante cose buone e importanti nel provvedimento che noi sosteniamo e il tempo a nostra disposizione non ci consente di indicarle tutte. Pensiamo - ad esempio - alle misure per garantire maggiore trasparenza e minori costi per i consumatori nella filiera agroalimentare. Pensiamo all'istituzione del tribunale delle imprese, con la definizione razionale delle sedi a partire da quelle delle Regioni a Statuto speciale. Ma, proprio perché siamo convinti della necessità di procedere spediti sulla strada delle liberalizzazioni, riteniamo necessario avere più coraggio.

Con questo provvedimento anche la Chiesa cattolica e il mondo del no profit è stato chiamato a maggiori sacrifici con le restrizioni sul sistema delle esenzioni dal pagamento dell'IMU. Se chiediamo alla Chiesa e al mondo del volontariato di evitare di svolgere, anche marginalmente, attività imprenditoriale in regime di esenzione fiscale, non possiamo poi consentire a chi persegue solo ed esclusivamente scopo di lucro di mantenere rendite e privilegi in danno dell'interesse generale. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI e del senatore Sangalli).

Per questo dobbiamo fare altri provvedimenti con dosi sempre più massicce di liberalizzazioni, anche perché gli effetti di tali provvedimenti si spiegano in tempi medi e lunghi e, quindi, più ne ritardiamo la introduzione, più saranno ridotti gli effetti positivi sulla nostra economia.

A queste riforme dobbiamo associare la riforma del mercato del lavoro. Non è più possibile, infatti, che l'alta flessibilità per i giovani, che hanno contratti indecenti di tre e sei mesi, rinnovabili per anni, conviva con una inaccettabile rigidità di una parte sempre più piccola e protetta della popolazione, i cui salari seguono l'anzianità anziché la produttività. Questo sistema è ingiusto, perché scarica tutto il peso sui giovani. In Italia, sono proprio gli ultimi arrivati a pagare il prezzo più alto, con la disoccupazione tra gli under 25 salita al 31 per cento. Così come è preoccupante la condizione femminile, soprattutto al Sud. Ecco che non stupisce se, nel 2010, circa un quarto della nostra popolazione era a rischio povertà ed esclusione sociale, valore più elevato della media europea.

É necessario, quindi, promuovere un mercato del lavoro che offra opportunità di occupazione e che favorisca livelli di maggiore partecipazione per giovani, donne e lavoratori anziani.

È per questo che riteniamo opportuna l'iniziativa assunta dal Governo italiano, capofila di 12 Paesi dell'Unione, per mettere al centro dell'agenda europea non solo le politiche di rigore e di disciplina di bilancio, adottate con il fiscal compact, ma anche l'individuazione di misure tempestive ed efficaci per la crescita e l'occupazione. Ma anche qui, colleghi, se lo chiediamo all'Europa, dobbiamo essere in grado di farlo con eguale coraggio nel nostro Paese.

Non vorrei, colleghi del Governo, che questo provvedimento sia il primo e l'ultimo in materia di liberalizzazioni e non vorrei che fosse il frutto di un accordo al ribasso tra i maggiori partiti il cui epilogo potrebbe essere una flebile riforma del mercato del lavoro.

Ciò di cui ha bisogno l'Italia in questo momento è l'esatto opposto: coraggio, determinazione, equità, senza guardare in faccia nessuno perché l'interesse generale del Paese viene prima dell'interesse legittimo di questa o quella categoria sociale e produttiva. E chi si attarda a tutelare il particolare concorre a costruire una società chiusa che nel tempo è destinata ad impoverirsi perché elimina ogni stimolo a produrre reddito e ricchezza per tutti.

Noi siamo convinti che questo Governo intende proseguire sulla strada giusta delle riforme e della crescita. Il nostro voto di fiducia serve, quindi, a incoraggiare il presidente Monti e il suo Governo a fare passi avanti e a non fermarsi per il bene di tutti gli italiani. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, PD e Per il Terzo Polo:ApI-FLI. Congratulazioni).