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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 684 del 01/03/2012


GHIGO (PdL). Signor Presidente, signori rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, voglio brevemente ricordare che il cosiddetto decreto liberalizzazioni fu assegnato alla 10ª Commissione all'inizio del mese di febbraio. Allora si iniziò subito un ampio ascolto delle categorie interessate, dei professionisti e di tutti i soggetti che erano toccati dal provvedimento. Tutto questo è durato circa una settimana e mezza. Subito dopo, si è iniziato l'esame del provvedimento e il confronto con il Governo sulle proposte emendative presentate dai membri della 10a Commissione e da alcuni senatori.

In relazione a questo approfondimento, posso assicurare che la Commissione è rimasta impermeabile alle sollecitazioni che, durante il dibattito (come era prevedibile) pervenivano da più parti.

Governo e Commissione, nella persona, in particolare del presidente Cesare Cursi e dei due relatori, la senatrice Simona Vicari e il senatore Filippo Bubbico (mi spiace che in questo momento non sia presente il senatore Li Gotti, perché avrebbe potuto aumentare di una unità il suo personale totalizzatore di ringraziamenti alla Commissione e al Governo, attraverso il mio intervento, così come il collega che mi ha preceduto; è normale fare ringraziamenti, essendosi trattato veramente di un lavoro d'équipe, di un lavoro che - lo dirò dopo - rappresenta sicuramente un esempio molto gratificante per la nostra istituzione), con il nostro aiuto hanno saputo cogliere quelle proposte che hanno, secondo me, reso migliore il testo definitivo del decreto-legge.

Ci tengo particolarmente a segnalare due fra gli innumerevoli punti in esso contenuti. Se avrò dopo tempo e potrò parlare per aspettare la diretta televisiva, mi toglierò il gusto di citare tutti gli argomenti che questo provvedimento tocca; infatti, nel dibattito sono stati ricordati a spizzichi e bocconi in molti interventi, ma credetemi: leggere tutti i punti che questo decreto tocca è qualcosa di veramente particolare e significativo.

Come dicevo, vorrei citare due emendamenti da me presentati - nessuno me ne voglia - e ricordo che, nella veste oltretutto di capogruppo in Commissione, ne ho presentati tanti anche a nome di altri colleghi. Due di essi hanno raggiunto un obiettivo che io personalmente ritengo importante. Uno è quello sul metano. Si tratta del riconoscimento al metano di essere un idrocarburo con la caratteristica merceologica di carburante per l'autotrazione. Che cosa significa questo, tradotto in effetti per il cittadino? Significa che a breve, quando le Regioni faranno i loro piani di attuazione, nei distributori del carburante classico (benzina piuttosto che gasolio) ci sarà anche la colonnina del metano. Questo comporterà sicuramente una buona opportunità per le aziende che producono auto a trazione metano e incentiverà l'uso di tale carburante che, oltre tutto, dal punto di vista ambientale, è decisamente meno impattante rispetto agli altri.

Voglio poi toccare il tema dell'Antitrust, che un mio emendamento ha trattato, da qualcuno tacciato di essere una nuova tassa. Rispondo che, a fronte dell'attribuzione di nuove rilevanti competenze all'Antitrust, si è ritenuto di dare una soluzione strutturale al problema ormai urgente del finanziamento dell'Autorità, procedendo con l'occasione a una sua ristrutturazione complessiva che la assimilasse al meccanismo vigente per gli altri organismi di garanzia, potenziandone le caratteristiche di autonomia e indipendenza e correggendo alcune criticità dell'attuale sistema. Non si tratta affatto di imporre nuovi balzelli: il piccolo contributo introdotto, oltre a riguardare le sole società con fatturato superiore ai 50 milioni di euro, consente infatti di azzerare del tutto altre forme di finanziamento, fra le quali il versamento finora richiesto alle imprese per le operazioni di concentrazione, e il trattenimento da parte dell'Autorità di una quota delle sanzioni irrogate per pratiche commerciali scorrette, fonte di potenziali effetti distorsivi.

Va comunque rilevata la minima entità del contributo introdotto (per un fatturato di 50 milioni, parliamo di 4.000 euro) e la previsione di un tetto massimo ben preciso. Dalla conseguente eliminazione di ogni altra forma di finanziamento, ivi compreso il trasferimento di denaro pubblico, oltre che un risparmio per lo Stato, potrà derivare un beneficio in termini di maggiore autonomia e indipendenza dell'Antitrust, a tutto vantaggio del mercato e delle imprese che vi operano.

Come dicevo, tanti altri punti sono stati toccati da questo provvedimento, che originariamente contava 97 articoli, quali: liberalizzazione delle attività economiche; tribunale delle imprese; srl semplificata; tutela e promozione della concorrenza nelle Regioni ed enti locali; le clausole vessatorie; finanziamento e risorse dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ho citato; principi etici nei comportamenti aziendali; class action; tutela delle microimprese; carte di servizio; professioni e tirocinio; società tra professionisti; confidi; farmacie e farmaci monodose (a tal proposito ricordo che, entro il 31 dicembre 2012, il provvedimento prevede che l'AIFA, ossia l'organismo preposto al controllo dei farmaci, riveda le modalità di confezionamento dei farmaci a dispensazione territoriale per identificare confezioni ottimali anche di tipo monodose; dico ciò in relazione ad alcune critiche che sono state mosse dai colleghi su questo tema); notai; tariffe del gas; misure per ridurre i costi di approvvigionamento di gas naturale per le imprese; separazione ENI-SNAM; risorse energetiche e minerarie nazionali strategiche; liberalizzazione della distribuzione dei carburanti; liberalizzazione degli impianti automatizzati fuori dai centri abitati; miglioramento delle informazioni al consumatore sui prezzi dei carburanti; fondo per la razionalizzazione della rete distribuzione dei carburanti; efficienza e concorrenza nel mercato dell'energia; semplificazione delle procedure per l'approvazione del piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale; accelerazione dell'attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari; funzionamento dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas; gare per le concessioni idroelettriche; promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali; imballaggi; promozione della concorrenza in materia di conto corrente; banche; cancellazione delle ipoteche perenti; disciplina civilistica e fiscale degli enti conferenti; disposizione in materia di surrogazione nei contratti di finanziamento (portabilità); assicurazioni connesse all'erogazione di mutui immobiliari o di credito al consumo; risarcimento diretto e risarcimento in forma specifica; repressione delle frodi; contrasto alla contraffazione dei contrassegni; scatola nera; sanzioni per frodi nell'attestazione delle invalidità derivanti da incidenti, i cosiddetti microtraumi; obbligo di confronto delle tariffe RC auto, con la previsione dei tre preventivi; tesoreria unica; Autorità di regolazione dei trasporti; taxi; trasporto ferroviario; liberalizzazione delle pertinenze delle strade; liberalizzazione del sistema di vendita della stampa quotidiana; carta d'identità elettronica e codice fiscale per la popolazione residente all'estero; emissione di obbligazioni da parte delle società di progetto (project bond ) ; alleggerimento e integrazione della disciplina del promotore per le infrastrutture strategiche; project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie; contratto di disponibilità; documentazione a corredo del PEF per le opere di interesse strategico; disposizioni attuative del dialogo competitivo; riduzione dell'importo "opere d'arte" per i grandi edifici e modifiche alla legge n. 717 del 1949; modalità di trattamento delle acque derivanti da attività di dragaggio nell'ambito di interventi di bonifica; utilizzo terre e rocce da scavo; disposizioni in materia di concessioni di costruzione e gestione di opere pubbliche; disposizioni in materia di affidamento a terzi nelle concessioni; semplificazione nella redazione e accelerazione dell'approvazione dei progetti; allineamento alle norme europee della regolazione progettuale delle infrastrutture ferroviarie e stradali e disposizioni in materia di gallerie stradali; emissione di obbligazioni di scopo da parte degli enti locali; affidamento delle concessioni relative a infrastrutture strategiche sulla base anche del progetto definitivo; norma nel settore edilizio; ripristino IVA per housing sociale; piano nazionale di edilizia abitativa; extragettito IVA per le società di progetto per le opere portuali; finanza di progetto; semplificazione della navigazione da diporto; regime doganale delle unità da diporto; misure a tutela della filiera della nautica da diporto; anticipo recupero accise per autotrasportatori; obbligo di contratto per la cessione di prodotti agricoli; contratti di filiera; fondo credito; impianti fotovoltaici; dismissione demaniale dei terreni agricoli. Signor Presidente, mi dà ancora due o tre minuti?

PRESIDENTE. Un minuto. Può però consegnare il testo scritto, perché poi ci sono adempimenti tecnici.

GHIGO (PdL). Allora non concludo l'elenco. Come ho detto, fa veramente impressione verificare su quante materie si è intervenuti, e io credo, come già detto da qualche mio collega, che il Parlamento, in questo caso il Senato, abbia avuto un ruolo fondamentale nel migliorare il decreto-legge, accelerando gli aspetti di riforma e portando con la disponibilità del Governo un significativo miglioramento al testo.

Siamo soddisfatti e riteniamo che il fatto che il Governo ponga la fiducia, cosa sulla quale si sono mosse delle critiche, sia fisiologicamente una necessità, con una sostanziale differenza rispetto ad altre situazioni analoghe e rispetto a decreti d'urgenza: il dibattito - lo dico credo per la terza volta - in Commissione ha portato ad un confronto dialettico fra tutte le parti politiche, anche quelle dell'opposizione.

Voglio concludere riconoscendo al Presidente del Senato una regia attenta e puntuale che ha permesso il risultato e ha dato a tutti noi la possibilità, attraverso il lavoro fatto, di recuperare un po' di quella credibilità della politica e delle istituzioni rappresentative che soprattutto i media negli ultimi mesi hanno tentato di mettere in discussione.

Bene, questa è una bella pagina della vita di queste istituzioni e io, personalmente, sono orgoglioso di avervi fatto parte. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Sangalli).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, dottor Malaschini, per una precisazione da parte del Governo.