PRESIDENTE. Passa alla votazione dell'emendamento 1.900 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 3110, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Voterà la fiducia sul provvedimento in esame che, pur presentando limiti e difficoltà comprensibili in un Paese condizionato da interessi particolaristici e localistici, riuscirà a innescare meccanismi di innovazione se ad esso si unirà un processo di semplificazione degli oneri amministrativi e burocratici gravanti su cittadini ed imprese. Servono altresì una riforma del mercato del lavoro che associ una flessibilità equilibrata ad una adeguata protezione sociale, nonché una riforma del sistema fiscale che favorisca l'emersione, renda conveniente la fedeltà contributiva e utilizzi le somme recuperate per sostenere i redditi più bassi. Va infine ripreso il confronto per una fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno, al fine di compensare i divari infrastrutturali e nell'accesso al credito.
BUGNANO (IdV). In palese violazione della Costituzione, il Governo ha posto l'ennesima fiducia su un maxiemendamento per mettere a tacere i contrasti interni alla maggioranza, che è lacerata ma finge coesione. Il testo non è mosso da un reale intento liberalizzatore, propone interventi risibili sui ritardati pagamenti della pubblica amministrazione, ha rallentato e frustrato la separazione della rete gas da ENI ed è privo di un intervento liberalizzatore sui servizi postali. Inoltre, il sistema bancario, pur non svolgendo più la funzione di sostegno alle imprese, è stato appena sfiorato dal decreto-legge, mentre le norme sulla tesoreria unica rappresentano una rapina agli enti locali e violano il principio costituzionale della loro autonomia finanziaria. Stigmatizzabile è infine la chiusura rispetto alla proposta di riapertura dell'asta per l'assegnazione delle frequenze televisive. Per queste ragioni il Gruppo Italia dei Valori non accorderà la fiducia.
MENARDI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Il provvedimento tradisce in parte le aspettative che aveva suscitato, per la sua scarsa incisività su settori di grande impatto nell'economia nazionale. Nei trasporti la separazione della rete ferroviaria dal servizio di trasporto viene attuata con modalità errate e comunque rimandata, mentre per le autostrade il price cap, strumento che elimina il profitto derivante dalla posizione monopolistica, varrà solo per le nuove concessioni. Sono state svilite alcune disposizioni concernenti i porti, viene vanificato il potenziamento delle condizioni di solvibilità di Regioni ed enti locali e manca un reale intervento sul credito e i pagamenti alle imprese. Ciononostante, il decreto-legge segna un passo avanti rispetto ad una politica prigioniera del conservatorismo e degli interessi stratificati, pertanto il Gruppo voterà la fiducia con l'auspicio che in futuro le riforme riguardino settori di maggiore rilevanza economica.
RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Il consenso dei parlamentari del Terzo Polo sul provvedimento non può essere totale, in quanto essi chiedevano si perseguissero obiettivi più ambiziosi, ad esempio inserendo norme sul controllo dei bilanci dei partiti da parte di società di certificazione indipendenti e sulla regolazione dell'attività dei lobbisti. Non si può tuttavia sottacere che sono stati compiuti importanti passi avanti, in particolare con la costituzione dell'Autorità dei trasporti e la separazione delle reti tra ENI e SNAM, con le norme sulla liberalizzazione delle attività economiche e la previsione di costi standard per i servizi pubblici locali. Resta però ancora molto da fare: il Gruppo conferma la fiducia al Governo Monti, auspicando la realizzazione di misure strutturali più coraggiose.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Con le prime misure assunte in materia di liberalizzazioni, l'Italia non è più disarmata di fronte agli effetti della crisi economica, come dimostra la riduzione dello spread. Sono particolarmente condivisibili la maggiore trasparenza e minori costi per i consumatori nella filiera agroalimentare, l'istituzione del tribunale delle imprese e di un'Autorità indipendente sui trasporti, il rafforzamento dell'autonomia dell'Antitrust, il contenimento della posizione dominante di banche e assicurazioni nel rapporto con la clientela. Si poteva fare di più su farmacie, taxi e libere professioni e si attendono certamente azioni più incisive per la crescita economica e la riforma del mercato del lavoro. Il Gruppo voterà quindi la fiducia al Governo, affinché possa continuare il proprio cammino, a difesa degli interessi generali del Paese.
Presidenza del presidente SCHIFANI
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Solo alcune misure del decreto-legge sulle liberalizzazioni sono condivisibili, come quelle sulla separazione tra ENI e SNAM e per il rilancio degli investimenti nelle infrastrutture, peraltro già avviate dal precedente Governo. A fronte di ciò, sono aumentate le tasse e la spesa pubblica, sono stati istituiti nuovi inutili organismi ed è stata sottratta gran parte delle riserve di liquidità agli enti locali. Con la tesoreria unica, il Governo sottrae agli enti locali 9 miliardi di euro ed i relativi interessi attivi e li costringe a finanziarsi a tassi d'interesse più alti. Il Governo, che avrebbe invece dovuto proseguire sulla strada del federalismo fiscale, riducendo la spesa pubblica e le dimensioni degli apparati statali, non può ricevere la fiducia della Lega Nord.
FINOCCHIARO (PD). L'approvazione del decreto sulle liberalizzazioni costituisce un momento di modernizzazione del Paese non soltanto per il merito, ma anche per il metodo che ha condotto alla sua definizione. Non si può parlare di arretramento della politica, alla luce del lavoro svolto dal Parlamento, che ha migliorato in molte parti il vasto piano predisposto dal Governo per liberalizzare settori strategici per il Paese: banche, assicurazioni, trasporti, professioni. Il risultato, non scontato, cui si è arrivati e che ha contribuito a migliorare il giudizio dell'Europa sull'Italia, è un provvedimento orientato all'interesse generale e non a quelli di potenti gruppi di interesse di cui si vorrebbe il Parlamento ostaggio. Il Gruppo PD, rivendicando con i provvedimenti Bersani gli unici precedenti sul terreno delle liberalizzazioni, auspica, nell'accordare la fiducia al Governo, che il passaggio odierno sia la premessa di un vero cambiamento per il Paese.
GASPARRI (PdL). Il Gruppo PdL voterà convintamente la fiducia, dopo aver mantenuto un confronto costruttivo con il Governo, senza cedere alle pressioni di gruppi o categorie particolari, ma perseguendo l'interesse generale, nella convinzione che bisognasse modernizzare ma allo stesso tempo rispettare, ad esempio, le competenze delle professioni, che sono una ricchezza e una garanzia per il cittadino. Un insieme così vasto di ambiti normativi ha sollecitato la presentazione di numerosi emendamenti, ma il lavoro in Commissione ha consentito di giungere a soluzioni ampiamente condivise. Sottolinea a tale riguardo le norme sullo scorporo ENI-SNAM, sul project financing, sul rating antimafia, sul tetto ai compensi dei manager pubblici e sull'applicazione dell'IMU agli immobili dove si svolgono attività di grande interesse sociale. Ora, con lo stesso atteggiamento attento al bene comune e non condizionato dalle pressioni esterne, è necessario riformare il mercato del lavoro. Il Parlamento dovrà farsi promotore invece delle riforme costituzionali e dei regolamenti parlamentari ed anche dell'attuazione degli articoli 49 e 39 della Costituzione su partiti e sindacati.
PRESIDENTE. Esprime compiacimento per il proficuo ed intenso lavoro svolto dal Senato nell'interesse dei cittadini.
Indice la votazione della questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione dell'emendamento 1.900 (testo corretto).
(Seguono le operazioni di voto, nel corso delle quali i senatori del Gruppo Lega Nord Padania espongono uno striscione contro la tesoreria unica. Dopo aver richiamato il senatore Stiffoni, il Presidente ne dispone l'allontanamento dall'Aula. Al termine della prima chiama al senatore Stiffoni è consentito rientrare in Aula per votare).
Con votazione nominale con appello, ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, il Senato approva l'emendamento 1.900 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 1 del 2012, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Restano pertanto preclusi i restanti emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge.
STIFFONI (LNP). Partecipando alla manifestazione di protesta decisa dal Gruppo non intendeva mancare di rispetto alla Presidenza.
PRESIDENTE. Un membro del Consiglio di Presidenza non dovrebbe adottare simili comportamenti in Aula.
Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 6 marzo.
La seduta termina alle ore 17,05.
Nel corso della seduta, la Presidenza ha salutato, a nome dell'Assemblea, rappresentanze di studenti presenti nelle tribune.