numerose emergenze idrogeologiche si registrano nell'intero territorio della provincia di Salerno, emergenze che si acuiscono nelle costiere amalfitana e cilentana;
una serie di studi, riportati nell'articolo di Nicola Salati dal titolo "Erosione costiera, allarme nel Cilento" apparso sul quotidiano "Metropolis" il 26 febbraio 2012, evidenziano la progressiva ed inesorabile erosione a cui è soggetta la costa del Cilento;
essi evidenziano come ogni anno si verifichi una riduzione di circa 5.300 metri quadrati di spiagge. Nello specifico, rispetto al 1955 (anno preso come riferimento dagli studiosi), si sono registrati, ad oggi, arretramenti molto vistosi: di 21,05 metri a Torre Ficaiola a Pisciotta; di 27,63 metri a Saline nel comune di Centola, di 110,72 metri a cala del Cefalo; di 59,56 metri alla spiaggia Calanca. Insomma, si registrano arretramenti che vanno da un minimo di 0,77 metri nel tratto Torre del Telegrafo-Ficaliola, a un massimo di 2,19 metri nella zone della foce del fiume Mingardo;
considerato che:
l'economia del territorio cilentano ruota soprattutto intorno al turismo balneare, essendo la costa del Cilento tra i litorali più incantevoli d'Italia ed essendo le sue acque puntualmente insignite della bandiera blu;
la progressiva erosione della costa potrebbe portare, oltre al danno ambientale, anche ad una perdita di fatturato stimabile presumibilmente intorno ai 6 milioni di euro;
tenuto conto che, stando agli studi condotti, tra le cause della riduzione delle spiagge non c'è solo lo scioglimento dei ghiacciai, ma le opere marittime e le infrastrutture costiere, il mancato apporto fluviale di sedimenti causato dall'intervento dell'uomo (come gli sbarramenti fluviali e le estrazioni di materiali a scopi edilizi), e, più in generale, gli interventi di antropizzazione sulla fascia costiera,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e se e quali azioni intenda promuovere per contrastare l'erosione progressiva cui è soggetta la costiera cilentana e dunque evitare uno scempio ambientale di uno dei posti più suggestivi d'Italia e del mondo, oltre a un tracollo economico della stessa zona.
(4-06989)