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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 684 del 01/03/2012


GARAVAGLIA Mariapia - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

in Italia la formazione universitaria degli assistenti sociali è articolata in corsi triennali classe L.39 "Servizio sociale" e magistrali classe 87M "Servizio sociale e politiche sociali" attivati negli atenei in facoltà o dipartimenti diversificati sul territorio nazionale;

i parametri per l'attivazione dei corsi negli ultimi anni hanno subito modifiche che, allo stato attuale, rendono sempre più difficile, laddove non impossibile, l'apertura dei corsi di laurea in Servizio sociale, in quanto negli atenei gli insegnamenti delle materie d'indirizzo sono garantiti nella quasi totalità da docenti a contratto che, secondo le disposizioni vigenti, non sono computabili nel numero dei docenti necessari per l'apertura dei corsi;

gli atenei, in assenza di docenti incardinati di discipline di Servizio sociale, si trovano nell'impossibilità di garantire l'apertura dei corsi per l'anno accademico 2012/2013;

occorre garantire la continuità della formazione alla professione di assistente sociale, regolamentata dallo Stato come professione intellettuale con la legge 23 marzo 1993, n. 84,

si chiede di sapere:

se nelle more della riorganizzazione dell'ordinamento delle professioni intellettuali in via di definizione presso il Ministero della giustizia in applicazione dell'art. 3, comma 5, del decreto-legge n. 138 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 148 del 2011, attraverso l'istituzione del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Servizio sociale e la copertura degli insegnamenti d'indirizzo di Servizio sociale con personale docente incardinato, il Ministro in indirizzo intenda garantire la continuazione dei cicli formativi della professione di assistente sociale disponendo, in deroga, che i docenti a contratto delle discipline di Servizio sociale, siano computati alla stregua dei docenti incardinati per l'attivazione dei corsi triennali e magistrali per l'anno accademico 2012/2013;

con quali strategie si intenda procedere affinché per il futuro si possa evitare il perdurare di questa problematica che, di fatto, rende impossibile la formazione dei professionisti assistenti sociali che, sulla base di principi costituzionali e delle leggi dello Stato, sono ritenuti fondamentali per la tutela dei cittadini, in special modo di coloro che si trovano in situazioni di fragilità e a rischio di esclusione sociale.

(4-06984)