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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 683 del 29/02/2012


Ricordo che nella seduta antimeridiana i relatori hanno svolta la relazione orale, è stata respinta una questione pregiudiziale e ha avuto inizio la discussione generale.

È iscritta a parlare la senatrice Fioroni. Ne ha facoltà. (Brusìo. Richiami del Presidente).

FIORONI (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il decreto-legge in esame per la prima volta, dall'inizio di questa legislatura, si dà attuazione all'istituto della legge annuale sulla concorrenza che aspettiamo ormai dal 2009 dopo il conferimento della delega al Governo con la cosiddetta legge sviluppo.

Si è avviato, pertanto, un percorso importante nel senso delle liberalizzazioni intese come strumento e volano di crescita in un momento in cui il nostro Paese ha bisogno di decisioni rapide che portino alla ripresa economica.

Certo non basteranno le misure contenute in questo provvedimento per risolvere i tanti problemi di un mercato interno ancora stretto nella morsa di regole altamente anticoncorrenziali, ma è vero che queste riforme si fanno progressivamente nel tempo con l'intento di creare un quadro organico pro competitività che deriva da un lavoro approfondito di esame e valutazione di come si evolve il mercato e delle misure che, di volta in volta, sono necessarie per aprire l'accesso a categorie economiche e professioni e favorire la concorrenza. Il tutto con una precisa finalità: quella di garantire pari opportunità di partenza per tutti, di premiare il merito e l'innovazione, tutelare i più deboli e non permettere che si radichino rapporti in cui vi sia un abuso di posizione dominante, senza dimenticare che un mercato in cui vigono regole che favoriscono la concorrenza determina maggiori occasioni per le imprese e soprattutto una maggiore qualità dell'offerta e prezzi più bassi per i consumatori.

Per tutti questi motivi, il nostro Gruppo in Commissione industria ha lavorato con spirito di collaborazione per esaminare il provvedimento e cercare di apportare coerenti modifiche nelle parti in cui non eravamo pienamente convinti della sua efficacia ed operatività nel senso dell'apertura dei mercati e della tutela dei consumatori, e proponendo misure aggiuntive e qualificanti la nostra proposta politica.

D'altra parte, se questo Governo ha utilizzato lo strumento della decretazione d'urgenza per dare un segnale forte all'Europa e ai mercati internazionali, ciò non significa che il Parlamento non debba svolgere il proprio ruolo, soprattutto quando deve garantire la funzione di rappresentanza del Paese in un momento in cui il potere esecutivo è esercitato da tecnici.

Con riferimento alle modifiche apportate in Commissione, possiamo affermare che molte delle nostre proposte sono state recepite, dal Governo direttamente o dai relatori, che sono stati molto attenti alle esigenze rappresentate e hanno cercato di interpretare il senso delle problematiche sottese agli emendamenti presentati.

Non tutto è stato recepito, ma questo non significa che per il futuro si rinunci ad un confronto che dovrà trovare con il Governo opportune occasioni per affrontate i molti temi rimasti in sospeso.

Nel mio intervento non potrò affrontare ogni aspetto del dibattito avvenuto in Commissione; mi limiterò ad alcuni punti caratterizzanti.

La nostra proposta si è principalmente indirizzata all'esigenza di aprire mercati chiusi in cui prevalgono rendite monopolistiche che penalizzano la concorrenza e i consumatori.

Da sottolineare l'importanza della norma introdotta in materia di distribuzione dei carburanti. In questo settore occorre avviare un percorso nel senso di una piena liberalizzazione, che si attua con la completa separazione tra produzione e distribuzione, come peraltro già auspicato dal nostro partito nei disegni di legge presentati al Senato. A questo proposito, tra le proposte recepite assume particolare importanza la possibilità per i gestori degli impianti, che siano anche titolari della licenza di esercizio, di stipulare contratti per l'approvvigionamento dei prodotti in deroga ai vincoli di esclusiva, nei limiti delle tipologie che saranno definite a livello nazionale, con la previsione - cosa di non poco conto - dell'istituzione di un mercato all'ingrosso cui i gestori potranno accedere anche aggregandosi tra loro per aumentare la capacità di acquisto e ottenere prezzi competitivi.

Grazie ad una proposta del Partito Democratico, è stata estesa ai distributori più piccoli (sopra i 500 metri quadri) la possibilità di vendere prodotti non oil per dare agli stessi la possibilità di attrarre maggior flusso di clientela ed offrire più servizi ed essere così più competitivi.

Anche la separazione tra SNAM e Rete gas, così come viene licenziata dai lavori della Commissione, è rafforzata rispetto al testo del decreto. Si fissa una volta per tutte - come da noi sempre auspicato - il principio della piena terzietà dei servizi regolati di trasporto, stoccaggio, rigassificazione e distribuzione, separati appunto dalla produzione, per facilitare la concorrenza in Europa e ridurre anche i prezzi.

Molti sono stati gli emendamenti da noi proposti e recepiti, volti a tutelare gli interessi dei consumatori e dei cittadini in generale. Nei rapporti con gli istituti di credito, è un notevole passo avanti verso la liberalizzazione del sistema bancario, sulla base anche delle indicazioni dell'Autorità antitrust, il fatto che gli istituti di credito non possano vendere contratti assicurativi di cui siano vincolatari e beneficiari contemporaneamente, ma lo è anche il considerare come pratica commerciale scorretta l'imposizione al cliente, da parte della banca che eroga il mutuo, di aprire un conto corrente presso l'istituto stesso che eroga il mutuo.

Sempre alle imprese di ogni dimensione e ai consumatori è rivolto il nostro emendamento che introduce la nullità delle clausole che prevedono in favore delle banche comunque commissioni aggiuntive per la concessione di linee di credito e per il loro mantenimento, che spesso proprio nei rapporti con le imprese è un'impropria riproposizione della clausola di massimo scoperto e si paga in molti casi anche se non si utilizza la linea di credito.

Abbiamo inoltre proposto la cancellazione automatica senza oneri per il cittadino delle cosiddette ipoteche perenti, cioè quelle ipoteche che rimangono formalmente iscritte nei registri immobiliari anche se non sono state rinnovate dal creditore perché il debito si è estinto. Questo vale anche per i casi in cui rimane l'iscrizione formale nonostante sia trascorso il termine ventennale.

Ed ancora nel senso della maggior tutela per i consumatori è stato approvato il nostro emendamento che prevede la restituzione dei premi delle polizze vita pagati e relativi al periodo residuo del mutuo nel caso in cui lo stesso è stato estinto anticipatamente.

C'è ancora molto da dire e da fare nel settore RC-auto al fine di migliorare il contenuto del testo del Governo. Sappiamo quanto sia iniquo ed anticoncorrenziale il mercato delle polizze auto e quanto ancora sia retto da un oligopolio che vive oltre le regole della concorrenza ed è scarsamente controllato.

Molto di più si poteva fare per rendere operativa la previsione dell'articolo 34 che alla fine, come evidenziato anche nel corso delle audizioni che abbiamo svolto prima di esaminare il decreto, dovrebbe essere supportata da una vera libertà di offerta che al momento non esiste.

Il Governo con questo provvedimento si è occupato anche della filiera agroalimentare. Questa volta l'esigenza non è stata quella di aprire il mercato o di superare posizioni di rendita ma, come si legge dalla relazione, quella di ovviare alle pratiche commerciali sleali e scorrette che rischierebbero di ampliarsi nei prossimi anni a causa della crisi economica. Pur condividendone la finalità, non si può non sottolineare il fatto che la norma interviene con un approccio dirigista per imporre forma e contenuti a contratti che dovrebbero essere lasciati alla libera negoziazione delle parti. La forma scritta a pena di nullità, oltre a derogare ai principi del codice civile, diventa un appesantimento, soprattutto per le piccole imprese, nelle transazioni che si svolgono quotidianamente e più volte al giorno e potrebbe determinare un ingessamento dei rapporti contrattuali oltre a creare notevoli incertezze sulla efficacia e validità dei contratti. Penso ad esempio ai prodotti ortofrutticoli che possono essere acquistati da fornitori diversi nella stessa giornata da parte di grossisti o operatori della ristorazione e dei pubblici esercizi.

Con riguardo all'impatto sul mercato dell'inderogabilità dei termini di pagamento fissati per legge e obbligatori in 30-60 giorni, penso agli oltre 300.000 contratti vigenti che dovranno essere rivisti e soprattutto al notevole onere finanziario che graverà su tutte le imprese interessate, in particolare le piccole. Anche se è stato dato opportunamente più tempo alle imprese per organizzarsi, fissare per legge un termine di pagamento nella filiera alla fine potrebbe nuocere di più ai piccoli produttori, ai piccoli operatori della ristorazione e bar (oltre 300.000), agli ambulanti (37.000), ai piccoli commercianti al minuto (170.000), ai piccoli grossisti (che, ricordiamoci, non hanno rapporti di fornitura solo con i produttori agricoli, ma anche, e soprattutto, con le grandi imprese e multinazionali alimentari). Ciò significa che chi è integrato nei grandi gruppi di distribuzione avrà meno difficoltà ad organizzarsi; invece i piccoli, stretti nella morsa della carenza di liquidità, soprattutto in questo momento di crisi, con il poco tempo a disposizione saranno costretti a ridimensionarsi o comunque non reggeranno più i costi della loro attività e cederanno in occupazione. Questi settori produttivi, quindi, dovrebbero essere aiutati a resistere alla crisi. Mi auguro che il Governo ne tenga conto al fine di valutare quali potranno essere le storture da correggere ed evitare che possa essere minata alla base l'efficacia di un intervento, assolutamente condivisibile, a tutela del settore dell'agricoltura. (Richiami del Presidente).

Signor Presidente, poiché il tempo a mia disposizione sta scadendo, mi avvio alla conclusione, chiedendole di poter allegare al Resoconto il testo integrale del mio intervento.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

FIORONI (PD). In conclusione, abbiamo ottenuto tanti altri effetti positivi con questo decreto, che già in partenza si poneva obiettivi importanti. Mi auguro che in futuro vi sia un proficuo lavoro, avviato con il Governo, secondo modalità che abbiamo condiviso in Commissione e fatte di un confronto serio e propositivo sui temi riguardanti lo sviluppo e la crescita che ci stanno a cuore. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Grillo).