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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 683 del 29/02/2012


ARMATO (PD). Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, a distanza di un mese dalla presentazione del decreto cresci Italia in Parlamento siamo arrivati oggi in quest'Aula all'esame di un provvedimento, che è stato oggetto di una lunghissima e scrupolosa disamina in 10ª Commissione. A partire dal 31 gennaio scorso, si sono succedute, infatti, con ritmi serrati, ben 27 sedute, nel corso delle quali si sono svolte tante audizioni, per poi passare ad un esame molto accurato dell'articolato.

Ed anch'io voglio rivolgere dei ringraziamenti non formali al Presidente della Commissione, ai due relatori, ai rappresentanti del Governo e ai commissari della 10ª Commissione, con cui abbiamo lavorato a stretto contatto, e ai funzionari per il metodo e per l'impegno espressi.

Non è stato un cammino semplice. Anche coloro che sono intervenuti prima di me lo hanno detto. La complessità e l'eterogeneità dei temi hanno richiesto spesso interruzioni ed approfondimenti da parte di tutti i membri della Commissione, in particolare da parte dei relatori, per poter superare nodi cruciali. Abbiamo seguito nel nostro lavoro le direttrici che ci eravamo dati sin dal primo giorno e che erano state espresse dal relatore Bubbico: eliminare le barriere d'accesso per giovani e imprese, tutelare i consumatori, rafforzare le regole che tutelano i beni comuni.

Io credo che un passo avanti sia stato fatto. Sicuramente si può sempre fare di più e meglio, ma dobbiamo riconoscere che il lavoro svolto e le proposte avanzate, e in parte accolte, da parte del nostro Gruppo hanno contribuito a migliorare il provvedimento. È stato un lavoro faticoso perché faticoso, è ogni cambiamento, eppure è un lavoro dovuto.

La crisi, che ha attanagliato il nostro Paese negli ultimi anni, e cui sicuramente avremmo dovuto dare risposte già da anni, ci imponeva di adottare misure risolutive che se da una parte devono essere finalizzate al risanamento, dall'altra, devono avere la capacità di incidere sul sistema produttivo, di scuoterlo in modo da generare una crescita economica, di dare insomma una scossa salutare. Per rilanciare l'economia del Paese è fondamentale la concorrenza, una strada obbligata per far uscire l'economia italiana dalla condizione, quasi stagnante, degli ultimi 15 anni.

E sicuramente questo provvedimento segna un grande passo avanti, una base di partenza per l'affermazione di una piena concorrenza nei mercati, requisito imprescindibile per rendere il nostro Paese più moderno. Certo, non si può affermare che non ci siano state pressioni o resistenze. Ma non ci è stato l'assalto alla diligenza, come stamattina ha sottolineato la relatrice Vicari. E soprattutto si è costruito un clima molto costruttivo e positivo: uno stile nuovo nell'affrontare le questioni, anche le più difficili.

Voglio qui ricordare l'intervento del presidente Monti in Commissione e la presentazione dell'emendamento sull'IMU alla Chiesa, che ha praticamente affrontato e risolto una questione delicata, tenendo presente l'interesse di uno Stato laico e anche il riconoscimento che lo Stato vuole dare al valore che in alcuni settori rivestono dalle associazioni cattoliche e la Chiesa stessa.

Voglio sottolineare alcune misure positive per le quali ci siamo battuti e sulle quali abbiamo ottenuto un risultato ed un miglioramento del provvedimento. In particolare, nell'articolo 25 sui servizi pubblici locali, sono confluiti importanti previsioni contenute in proposte emendative. È stata accolta, per esempio, la modifica che prevede strumenti di tutela dell'occupazione, allorché si mette a gara il servizio pubblico locale, prevedendo a tal fine che gli strumenti di tutela dell'occupazione costituiscano elementi di valutazione dell'offerta. Ed è stata recepita anche una modifica volta ad escludere dai vincoli del Patto di stabilità le aziende speciali e le istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali, culturali e farmacie.

Un'altra questione mi piace ricordare: alcune nostre proposte emendative dirette a salvaguardare i giovani tirocinanti sono state in parte accolte, prevedendo la reintroduzione nel testo del decreto della corresponsione di un compenso pattuito tra tirocinante e titolare dello studio. Non è quello che avremmo voluto, non del tutto; però è sicuramente un passo avanti ed è meglio di niente.

Una nota vorrei sottolineare in negativo, e spero che i rappresentanti del Governo mi stiano ascoltando. Ci dispiace che non si sia potuto parlare di un settore cruciale per l'economia italiana, il settore del turismo. Si tratta di un settore importante, costituito in molti casi da piccole e medie imprese, che operano in questo comparto. La filiera turistica e il turismo sono sicuramente dei punti importanti per la crescita e per l'economia. Gli emendamenti che avevamo avanzato erano soprattutto indirizzati a chiedere la trasformazione dell'ENIT in Società per azioni e il suo rafforzamento per il rilancio dell'immagine turistica italiana nel mondo.

Il settore del turismo rappresenta un comparto fondamentale dell'economia del nostro Paese e potrebbe costituire una grande opportunità per rilanciare, in un periodo di profonda crisi, l'occupazione e la crescita nel nostro sistema economico‑produttivo. Negli ultimi anni c'è stata una totale assenza di una strategia nazionale di sviluppo, di crescita e di sostegno per questo settore, che ha impoverito il comparto, il quale, diversamente, avrebbe avuto bisogno di concrete misure per essere riqualificato e rilanciato, in modo anche da salvaguardare i livelli occupazionali.

In questo settore l'ENIT, per espressa previsione normativa, ha il compito di promuovere l'immagine unitaria dell'offerta turistica italiana, per favorirne le condizioni di commercializzazione. Ma, per fare ciò, è indispensabile sia ridefinirne il ruolo e le competenze (inserendolo in particolare in un coordinamento tra Stato e Regioni), sia identificare nuove risorse, perché le risorse destinate all'ENIT sono state drasticamente ridotte negli ultimi anni. Ecco perché noi vorremmo che l'ENIT fosse trasformato in un'agenzia e certamente, da questo punto di vista, troveremmo sia il consenso da parte della Regioni, nonché un grande consenso anche da parte delle categorie che operano nel campo del turismo, che avrebbero in questa maniera uno strumento efficace ed in grado di sostenere effettivamente i loro sforzi di crescita. Si tratta, in un certo senso, di adeguare una struttura ormai svuotata della sua capacità di attrarre investimenti in una società per azioni capace di competere sul mercato internazionale.

Non mi pare che questo sia un tema tanto distante da quello che sottende il decreto in esame (aprire il mercato, liberalizzare). Si tratterebbe di un'operazione orientata a garantire la promozione dell'immagine unitaria dell'offerta turistica nazionale e a favorire la commercializzazione dei prodotti turistici appartenenti a tutti i settori della filiera turistica, puntando su innovazione, avanzate tecnologie informatiche e coinvolgimento di domanda interna ed estera, al fine di affermare l'offerta turistica italiana sul mercato internazionale.

Siamo anche noi soddisfatti - come ha detto il presidente Grillo - che sia passato ieri sera un emendamento che rappresentava la sintesi di vari emendamenti proposti da vari Gruppi, anche dal nostro, e sottoscritti da tanti senatori; mi riferisco alla trasformazione della tassa di stazionamento delle barche in tassa di possesso. Si tratta di una trasformazione necessaria, sia per rilanciare il turismo, perché la tassa di stazionamento avrebbe avuto l'effetto di allontanare i turisti esteri dal nostro Paese, sia per dare una risposta in termini di equità, perché si istituisce una tassa di possesso proporzionale al valore dell'imbarcazione.

Se siamo contenti e soddisfatti che questo sia stato fatto, pensiamo che altro ed altro ancora, anche in termini di liberalizzazione, debba essere fatto nel campo del turismo. So che non si può avere tutto dalla vita, come si dice in maniera molto semplice; però davvero voglio chiedere al Governo di impegnarsi ancora e di essere in ascolto su questa vicenda. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Casoli. Ne ha facoltà.