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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 681 del 28/02/2012


FOLLINI (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che per un senatore del Partito Democratico non ci sia nulla di più facile che contestare al senatore Calderoli molti dei suoi comportamenti politici e niente di più facile che attestarsi su una posizione che, di questi tempi, incontra il favore della pubblica opinione.

Se posso permettermi un inciso, vorrei dire al senatore Calderoli che la polemica che egli ha svolto nei confronti del Presidente del Consiglio nei giorni delle festività non depone a suo favore. Tuttavia, credo che non ci possa fare velo, né il giudizio politico, né - non me ne voglia il senatore Calderoli - il giudizio personale.

Poiché, come Presidente della Giunta, mi sono trovato assente nella seconda delle riunioni che abbiamo dedicato a questo argomento e non ho potuto votare, ritengo corretto farlo in Aula.

C'è stato un abuso nelle prerogative dell'allora ministro Calderoli? Se ho ricostruito correttamente il calendario un po' affannoso degli impegni che hanno riguardato il Ministro in quelle ore, prendo atto che, da un lato, c'era un'emergenza personale (l'incidente e la malattia occorsi ad una persona cara) e, dall'altro, c'erano esigenze politiche e istituzionali che trattenevano il Ministro in quelle stesse ore nella Capitale. Se ho ricostruito correttamente, l'aereo di Stato è stato utilizzato per cercare di conciliare queste due esigenze, avendo riguardo, non tanto ad un fatto personale e familiare, ma all'esigenza di mantenere una serie di appuntamenti parlamentari che la riforma del federalismo fiscale (che io personalmente ho avversato) implicava.

Possiamo chiamarci fuori e dire al magistrato di procedere come se il Parlamento non ci fosse e come se non ci fosse neanche l'articolo 96 della Costituzione, che riguarda gli eventuali reati di natura ministeriale. Tuttavia, credo che non possiamo sottrarci a due questioni.

Quanto alla prima (lo voglio dire in coscienza), ognuno di noi dovrebbe chiedersi come si sarebbe comportato nei panni del senatore Calderoli. Mi sento di dire che io, probabilmente, non mi sarei comportamento diversamente da quanto ha fatto lui. In ordine alla seconda questione, invece, bisogna considerare se, in queste circostanze, valga l'articolo 96 della Costituzione, che tutela l'autonomia e la funzione di Governo e garantisce, per quanto è possibile, il rispetto dell'equilibrio dei poteri.

Penso allora che il Parlamento possa avere una strada davanti a sé, ora che si apre un cantiere di riforme, e possa anche procedere a modificare l'articolo 96 della Costituzione, come accaduto in passato per l'articolo 68, che garantisce l'immunità della funzione parlamentare. Tuttavia, fino a quando quell'articolo resta fermo e ha un significato - e noi avvaloriamo quel significato confermandolo e non mettendolo in discussione - penso che da parte nostra sia corretto un esercizio di sincerità reciproca: ciò mi porta a dichiarare che voterò perché non sia concessa l'autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti del mio avversario politico Roberto Calderoli. (Applausi dai Gruppi PD, PdL, LNP e Per il Terzo Polo:ApI-FLI).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.

Passiamo alla votazione.