Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 681 del 28/02/2012


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza del vice presidente NANIA

La seduta inizia alle ore 17,06.

Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 23 febbraio.

PRESIDENTE. In data 27 febbraio 2012 il Governo ha presentato il disegno di legge n. 3174 di conversione del decreto-legge n. 15 del 2012, recante norme urgenti per lo svolgimento delle elezioni amministrative del maggio 2012.

Ulteriori comunicazioni rese dalla Presidenza nel corso della seduta sono riportate nel Resoconto stenografico.

PARAVIA (PdL). Ricorda la scomparsa di Sossio Pezzullo, senatore nella X legislatura.

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(3155) Ratifica ed esecuzione del Trattato tra il Regno del Belgio, la Repubblica di Bulgaria, la Repubblica ceca, il Regno di Danimarca, la Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, l'Irlanda, la Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, la Repubblica di Cipro, la Repubblica di Lettonia, la Repubblica di Lituania, il Granducato di Lussemburgo, la Repubblica di Ungheria, la Repubblica di Malta, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica d'Austria, la Repubblica di Polonia, la Repubblica portoghese, la Romania, la Repubblica di Slovenia, la Repubblica slovacca, la Repubblica di Finlandia, il Regno di Svezia, il Regno unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord (Stati membri dell'Unione europea) e la Repubblica di Croazia, relativo all'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea, e dell'Atto relativo alle condizioni di adesione, con allegati, protocollo, Atto finale, dichiarazioni e scambio di lettere, fatto a Bruxelles il 9 dicembre 2011 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Avverte che è presente nelle tribune il Presidente del Parlamento della Repubblica di Croazia, Boris Šprem, cui va il saluto dell'Assemblea.

DINI, relatore. La ratifica del Trattato che sancisce l'adesione della Croazia all'Unione europea a partire dal 1° luglio 2013, sulla quale il popolo croato si è pronunciato favorevolmente attraverso un referendum, è un passo di portata storica, non solo nel quadro del processo di integrazione politica europea, che è in una fase di sviluppo molto importante, ma anche ai fini del superamento dei contenziosi che hanno storicamente diviso i Paesi dell'area e, più specificamente, di quelli che hanno per oggetto la comunità italiana in Istria e Dalmazia. Con la rapidissima ratifica del Trattato il Parlamento italiano manifesta la consapevolezza dell'importanza di un atto che favorirà il processo di adesione all'Unione degli altri Paesi balcanici.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

PEGORER (PD). L'adesione della Croazia all'Unione europea, che avviene sulla base della condivisione dei principi democratici e del rispetto dei diritti umani, è un successo della politica di integrazione, cui hanno dato un grande contributo l'Italia e le Regioni di confine, in particolare con la comunità di lavoro Alpe Adria sviluppatasi nel 1978. Tale atto dimostra l'attrattività del progetto dell'Unione europea anche per le Nazioni balcaniche, storicamente segnate da profonde divisioni.

MARCENARO (PD). La Croazia negli ultimi anni ha svolto un ruolo chiave nel processo di riconciliazione nei Balcani, dopo il conflitto che sconvolse l'area dal 1992 al 1995. E' significativo che l'adesione della Croazia all'Unione avvenga negli stessi giorni in cui viene riconosciuto alla Serbia il ruolo di Paese candidato. E' auspicabile che questa nuova situazione alimenti gli sforzi per la soluzione del problema, centrale per la pacificazione dei Balcani, costituito dalla definitiva stabilizzazione e democratizzazione della Bosnia-Erzegovina.

MARINARO (PD). L'ingresso della Croazia conferma la forza di attrazione dell'Unione europea che, nonostante la crisi in atto, continua a rappresentare uno stimolo di crescita economica e sociale e un incentivo ad attuare le riforme necessarie al consolidamento della democrazia e dei diritti. L'Italia ha sempre operato affinché l'area dei Balcani, nucleo delle tragedie del Novecento, fosse una priorità della politica comunitaria. Per garantire benessere, sicurezza e pace l'Europa è chiamata oggi a vincere la logica dei nazionalismi e a dotarsi di un sistema di governo fondato sulla responsabilità democratica e sulla coesione sociale, capace di integrare le diversità culturali ed economiche.

CARRARA (CN:GS-SI-PID-IB-FI). L'adesione nell'Unione europea della Croazia, che è membro della NATO dal 2009 e che entrerà presto nell'area di Schengen, inaugura un nuovo capitolo nella storia dell'integrazione delle Repubbliche della ex Jugoslavia. Il percorso è stato lungo e ha dovuto superare il veto posto dalla Slovenia nel 2008 e le resistenze del Parlamento europeo, non convinto del processo riformatore croato. L'Italia, nonostante i problemi irrisolti tra i due Paesi, è stata sincera fautrice dell'ingresso di Zagabria nella UE; il Gruppo Coesione Nazionale voterà a favore della ratifica.

PERDUCA (PD). L'adesione della Croazia all'Unione europea rappresenta il coronamento di una battaglia trentennale del Partito Radicale transnazionale che pose immediatamente l'esigenza di governare con le armi della politica il processo di disintegrazione della ex Jugoslavia e richiamò l'attenzione sugli eccidi compiuti dalle milizie di Milosevic in Croazia e in Bosnia. L'accordo di Dayton ha lasciato irrisolti alcuni nodi, in particolare per quanto riguarda la Bosnia, che l'Europa dovrà contribuire a sciogliere. Annuncia il convinto voto favorevole alla ratifica di un trattato che onora la storia dei popoli dei Balcani e supera l'inerzia delle istituzioni europee.

GIOVANARDI (PdL). L'adesione all'Unione europea della Croazia suscita emozioni profonde perché chiude una storia complessa e travagliata, segnata nel Novecento dai drammi del fascismo e del comunismo. Una storia comunque ricca di ammonimenti circa la necessità di superare gli odi etnici e di valorizzare le differenze linguistiche e culturali. L'Italia ha con la Croazia legami particolari di vicinanza storica e geografica, derivanti anche dalla presenza di una nutrita minoranza croata in Molise.

BLAZINA (PD). L'ingresso della Croazia nell'Unione europea rappresenta la prosecuzione dello spirito di Trieste, emerso nell'incontro nel 2010 dei Presidenti di Italia, Croazia e Slovenia che ha simboleggiato la definitiva riconciliazione fra i tre Paesi. L'Italia, che ha rapporti commerciali privilegiati con la Croazia, appoggia l'adesione graduale di tutti i Paesi dei Balcani occidentali: l'attribuzione alla Serbia dello status di candidato va in questa direzione. Il trattato di adesione avrà un effetto positivo su questioni bilaterali non ancora risolte, come quella dei beni confiscati e nazionalizzati dopo la seconda guerra mondiale e la regolazione del lavoro transfrontaliero. Da parte della minoranza italiana residente in Istria c'è molta attesa per l'ingresso della Croazia nell'area di Schengen.

DAVICO (LNP). Più di altri Paesi dell'area balcanica la Croazia condivide le radici e il patrimonio culturale europeo ed il via libera della Commissione europea alla candidatura della Serbia segna un altro passo importante verso la pacificazione di un'area segnata nel recente passato da forte instabilità. In una fase di crisi che ha appannato l'immagine di un'Europa capace di garantire benessere economico, l'adesione della Croazia, dopo l'allargamento ad Est del triennio 2004-2007, che fu un boomerang sotto il profilo delle regole del mercato del lavoro e della criminalità, può rinsaldare la comune identità culturale e religiosa. Il referendum croato di gennaio è occasione, infine, per ricordare che i cittadini italiani sono scarsamente coinvolti nelle questioni europee e che l'Europa non ha ancora risolto il suo deficit democratico.

LIVI BACCI (PD). La ratifica del trattato di adesione della Croazia all'Unione europea avrebbe richiesto maggiore solennità: l'atto chiude, infatti, un passato travagliato, segnato da ferite profonde e da accentuata instabilità. I benefici della convivenza libera e pacifica sono sicuramente superiori ai costi derivanti dall'allargamento: è importante che altri Paesi della ex Jugoslavia entrino nella casa comune europea ed è significativo che la Croazia si sia dichiarata favorevole alla candidatura della Serbia. L'integrazione europea fa registrare nuovi progressi sul terreno economico con il fiscal compact e il meccanismo di stabilità; occorrerebbe tuttavia un rinnovato entusiasmo per costruire un'unità politica più efficiente ed efficace.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

DINI, relatore. Constatata l'ampia condivisione emersa dal dibattito, non ritiene necessario intervenire in replica.

D'ANDREA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. L'Italia ha sostenuto con determinazione il lungo cammino compiuto dalla Croazia per allineare il proprio apparato amministrativo e normativo all'acquis communautaire e ora conferma ulteriormente il consenso all'adesione della Croazia all'Unione europea ratificando con eccezionale speditezza il Trattato, nella speranza che il processo di allargamento prosegua fino a ricomprendere i Paesi dei Balcani occidentali e la Turchia. L'Italia nutre particolare interesse al pieno sviluppo delle relazioni con la Croazia, auspicando che la collaborazione nell'Unione consenta di superare i contenziosi ancora aperti.

Il Senato approva l'articolo 1 (Autorizzazione alla ratifica), l'articolo 2 (Ordine di esecuzione) e l'articolo 3 (Entrata in vigore).

PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.

PEDICA (IdV). I Governi italiani sono sempre stati coerenti nel favorire l'ingresso della Croazia nell'Unione europea. Grazie allo storico passaggio odierno si pone fine ad un passato travagliato da guerre e conflitti etnici e si apre all'intera area balcanica una prospettiva futura di democrazia e libertà, nel rispetto dei diritti umani e dei valori dell'integrazione e della solidarietà. È vero che la partecipazione dei cittadini croati al referendum confermativo è stata scarsa, ma forse ha prevalso il timore dei sacrifici necessari per aderire all'Unione europea proprio nel momento in cui questa è investita da una grave crisi economico-finanziaria. Il traguardo raggiunto consentirà certamente buoni rapporti di vicinato con l'Italia, per cui il Gruppo IdV voterà a favore del disegno di legge di ratifica.

PALMIZIO (CN (GS-SI-PID-IB-FI)). Non mancherà il voto favorevole di Coesione Nazionale, con l'auspicio che l'ingresso della Croazia nell'Unione europea consenta la soluzione dei contenziosi ancora aperti con l'Italia, come le norme che disciplinano l'attività della pesca nell'Adriatico, la tutela dei diritti degli esuli e la restituzione dei beni italiani nazionalizzati in Istria e Dalmazia.

CONTINI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). È importante che l'Italia sia tra i primi Paesi dell'Unione a ratificare il Trattato di adesione della Croazia, per la vicinanza geografica dei due Paesi e i rapporti storicamente intercorsi ed in via di costante miglioramento. L'opportunità di crescita economica, politica e culturale offerta alla Croazia sarà importante per garantire una maggiore sicurezza e stabilità nell'area dei Balcani. Per questi motivi è auspicabile anche la definitiva chiusura delle questioni ancora pendenti con l'Italia.

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Il Gruppo sostiene con forza l'adesione all'Unione europea della Croazia, partner commerciale di primaria importanza ed elemento strategico per la definitiva pacificazione dell'area balcanica dopo i tragici conflitti degli anni Novanta. Il progressivo allargamento dell'Unione agli altri Paesi balcanici consentirà non solo una maggiore stabilità politica, ma anche un rilancio della stessa Comunità europea, in una fase di forte difficoltà.

DAVICO (LNP). La Lega voterà con convinzione a favore dell'ingresso della Croazia nell'Unione europea, che tuttavia si verifica con grande ritardo, a causa dei discutibili criteri applicati per la valutazione dei Paesi che intendono aderire. Nella crisi di fiducia generata dalla crisi economica in atto, l'integrazione della Croazia offre nuovo slancio ad un'Europa fragile, non sorretta da una vera unione politica e gestita da burocrati che non tengono conto del sentimento dei popoli. I Governi italiani, anche se di diverso colore, hanno sempre sostenuto il progressivo allargamento dell'Unione ai Paesi balcanici ed è auspicabile che l'attuale Esecutivo faccia altrettanto.

TONINI (PD). Il Gruppo PD voterà con convinzione a favore della ratifica del Trattato di adesione della Croazia nell'Unione europea, un segnale positivo per l'Italia - che in questo modo può superare le controversie del passato con un Paese confinante - e per l'Europa, poiché questo è un tassello importante per la costruzione di un'area mediterranea pacificata, nella quale possano prosperare i traffici commerciali e i Paesi possano cooperare e svilupparsi. La diffusione del modello europeo, basato sulla democrazia, il rispetto dei diritti umani e la valorizzazione delle autonomie, può fungere da antidoto ai rischi che torni l'incubo della guerra nel cuore dell'Europa, come è avvenuto dopo la dissoluzione della Repubblica federale jugoslava.

BETTAMIO (PdL). Dichiara il voto favorevole del Gruppo PdL al disegno di legge di ratifica del Trattato di adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea, che costituisce un successo della politica estera italiana ed un traguardo storico per Zagabria, che ha avviato un percorso di stabilizzazione politico-istituzionale, di transizione verso un'economia di mercato e di adeguamento degli standard giudiziari e dei diritti umani, come richiesto dagli accordi pre-adesione. È ora auspicabile che prosegua in questa linea virtuosa, sotto il costante monitoraggio della Commissione europea e che siano risolti i problemi ancora aperti in ambito bilaterale per il trattamento degli esuli, la restituzione dei beni italiani nazionalizzati e la gestione dei cimiteri italiani in Croazia.

MANTICA (PdL). A titolo personale si asterrà dalla votazione, ritenendo che la ratifica da parte dell'Italia non possa prescindere dalla soluzione, da parte del Governo di Zagabria, di tre questioni in sospeso che si ripercuotono sulle relazioni tra i due Paesi: la mancanza di un impegno tangibile al pagamento dell'indennizzo agli esuli italiani, la questione della restituzione dei beni immobili confiscati agli italiani cacciati dalla Dalmazia e dall'Istria, il problema dello smantellamento dei cimiteri italiani in Croazia.

Con votazione nominale elettronica, il Senato approva il disegno di legge n. 3155.

Discussione del documento:

(Doc. IV-bis, n. 1) Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio, ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione, nei confronti del senatore Roberto Calderoli, nella sua qualità di ministro per la semplificazione normativa pro tempore (Votazione a maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea)

PRESIDENTE. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato di proporre all'Assemblea il diniego dell'autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Roberto Calderoli in merito al reato di cui all'articolo 640, commi 1 e 2, n. 1, del codice penale a lui ascritto nella richiesta avanzata dal Collegio per i reati ministeriali del 5 dicembre 2011.

SARRO, relatore. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha ritenuto di proporre all'Aula di non concedere l'autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Calderoli, ritenendo che la sequenza temporale dei fatti e la concomitanza degli impegni istituzionali e solo incidentalmente di quelli privati, oltre alla assenza di voli di linea sulla tratta fra Roma e Cuneo, portino ad escludere un utilizzo indebito del volo di Stato da parte dell'ex Ministro per la semplificazione e inducono a far rientrare la sua condotta nell'ipotesi disciplinata dall'articolo 96 della Costituzione.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

LI GOTTI (IdV). La proposta della Giunta non è condivisibile, in quanto l'ipotesi di truffa ai danni dello Stato contestata al senatore Calderoli con riguardo all'utilizzo per scopi personali di un volo di Stato, ottenuto grazie alla falsa prospettazione resa alla Presidenza del Consiglio di impellenti impegni istituzionali, non è verificabile dal Senato ma può essere chiarita, anche per motivi di trasparenza, solo di fronte al Tribunale dei Ministri, sede in cui l'ex Ministro potrà far valere le proprie motivazioni.

SANNA (PD). Il potere eccezionale previsto dall'articolo 96 della Costituzione mette a riparo dalla giurisdizione i membri del Governo immaginando che un reato sia stato effettivamente commesso, ma per una ragione superiore e nell'interesse dello Stato. La proposta della Giunta va rigettata innanzitutto perché l'effettiva commissione del reato appare opinabile, anche in considerazione della scarsa cogenza della disciplina del trasporto aereo di Stato e della sua applicazione pratica all'epoca dei fatti; inoltre perché la Giunta non ha potuto compiere accertamenti che, nel rispetto delle competenze della magistratura, avrebbero potuto avvalorare l'applicabilità dell'articolo 96 della Costituzione al fatto contestato all'ex ministro Calderoli.

FOLLINI (PD). L'utilizzo del volo di Stato da parte del senatore Calderoli appare prioritariamente motivato dal tentativo di rispettare gli impegni istituzionali legati al calendario parlamentare in un momento in cui egli veniva investito da una delicata vicenda personale. Interrogatosi sul comportamento che avrebbe assunto in circostanze analoghe e sull'applicabilità alla fattispecie in esame del l'articolo 96 della Costituzione, che tutela l'autonomia del Governo e l'equilibrio dei poteri, voterà a favore della proposta della Giunta per la non concessione dell'autorizzazione a procedere.

PRESIDENTE. Passa alla votazione della proposta della Giunta.

LI GOTTI (IdV). L'Assemblea del Senato non è chiamata a pronunciare una sentenza, ma a decidere se consentire alla magistratura di giudicare la conformità del comportamento dell'ex ministro Calderoli alle prerogative connesse alle sue funzioni ministeriali. Rifiutando di concedere l'autorizzazione a procedere il Senato realizzerebbe un'operazione non comprensibile da parte dei cittadini; per questo e non avendo potuto la Giunta assumere determinazioni conclusive circa l'assenza di comportamenti travalicanti le funzioni ministeriali, il Gruppo Italia dei Valori voterà affinché il Tribunale dei Ministri sia autorizzato a procedere.

BALDASSARRI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Può testimoniare personalmente che, nell'occasione oggetto dell'indagine, l'ex ministro Calderoli si impegnò per rispettare tutti i suoi impegni istituzionali, pur essendo intervenuto un fatto personale molto delicato. Dovrebbe essere oggetto di riflessione, semmai, il tempo e le risorse che il Senato sta dedicando ad accuse inconsistenti, invece di occuparsi dei problemi reali che attanagliano il Paese.

SARO (PdL). Il Senato non è chiamato a pronunciarsi sul merito dei fatti, che peraltro dimostrano come l'ex ministro Calderoli non abbia commesso scorrettezze o abusi, ma a valutare se ricorrano i requisiti per l'applicazione dell'esimente prevista per i reati ministeriali. Avendo utilizzato il volo di Stato per poter partecipare ai lavori parlamentari e ad una riunione alla Provincia di Cuneo, è evidente che egli abbia agito per perseguire un interesse pubblico rilevante. Per queste ragioni il Gruppo Il Popolo della Libertà voterà a favore della proposta della Giunta.

SCANU (PD). In dissenso dal Gruppo voterà a favore della proposta della Giunta per l'incoerenza e l'impudenza di chi pretende di perseguire penalmente il senatore Calderoli per la vicenda in oggetto, chiara nei suoi risvolti istituzionali e personali, ed ha tollerato l'uso disinvolto a fini personali dei voli di Stato da parte del precedente Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE. La votazione della proposta della Giunta avverrà nella seduta antimeridiana di domani e le urne resteranno aperte fino alle ore 20,30.

Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 29 febbraio.

La seduta termina alle ore 20,01.

Nel corso della seduta, la Presidenza ha salutato, a nome dell'Assemblea, rappresentanze di studenti ed una delegazione di agricoltori mantovani, presenti nelle tribune.