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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 681 del 28/02/2012


DONAGGIO, NEROZZI - Ai Ministri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

la politica dei tagli operata negli ultimi anni da Trenitalia e Rete ferroviaria italiana sta avendo serie e gravi ripercussioni non solo sotto il profilo della qualità e dell'efficienza del servizio ferroviario nel Paese ma anche sul fronte occupazionale;

i drastici tagli di convogli ferroviari sull'intera rete nazionale, e in particolare quelli operati in concomitanza con l'entrata in vigore del nuovo orario ferroviario invernale del 10 dicembre 2011, hanno ulteriormente aggravato la situazione, compromettendo seriamente l'intero sistema della mobilità pubblica, ledendo il diritto alla mobilità e alla continuità territoriale nel nostro Paese, con effetti preoccupanti sotto il profilo sia economico che occupazionale;

non si comprende come Trenitalia, anziché adoperasi per innalzare la qualità di un trasporto ferroviario già carente, lento e inadeguato, tanto più se confrontato con quello degli altri Paesi europei, abbia potuto disporre il taglio dei treni notturni a lunga percorrenza anche in considerazione delle pesanti ricadute sul piano occupazionale;

a seguito di tale sconcertante decisione, infatti, più di 800 lettere di licenziamento sono state inviate ai lavoratori del settore occupati presso le società Servirail Wagons-lits e Wasteels International Italia, ormai in stato di agitazione da diversi mesi;

di fronte alle ragioni dei lavoratori dei treni-notte l'amministratore delegato di Trenitalia Moretti oppone la "competitività" dei voli low cost che, in tutta Europa, segnerebbero il declino del servizio letti e cuccette; tale argomento è tanto poco sostenibile che perfino il quotidiano della Confindustria, "Il Sole-24 ore", si è sentito in dovere di confutarlo e di provare che in Germania, in Francia, in Svezia, eccetera, il servizio notte si effettua ancora, con una qualità decente, per distanze approssimabili a quelle italiane (come Torino-Palermo e Milano-Bari), con un costo per gli utenti uguale o inferiore a quello dell'offerta Trenitalia e con un "costo del lavoro" certamente superiore a quello italiano;

considerato che:

la difficile situazione che si è venuta a creare imporrebbe puntuali, rapidi chiarimenti da parte dei vertici di Trenitalia e del Governo;

di tale esigenza si è fatta più volte interprete la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo che in 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato ha ripetutamente richiesto che si procedesse in tempi rapidi all'audizione dei vertici di Trenitalia, senza tuttavia che la Commissione si adoperasse in tal senso;

inoltre, nella seduta del 17 gennaio 2012 della stessa Commissione, l'interrogante ha sollevato la questione anche in presenza del ministro Passera per conoscere quali fossero le intenzioni del Governo rispetto alle condizioni degli oltre 800 lavoratori del settore in esubero e quali le iniziative che intendesse adottare per garantire la continuità territoriale nel nostro Paese;

rilevato che a tutt'oggi il Governo non ha fornito alcun chiarimento sulla questione,

si chiede di sapere:

come valuti il Governo la scelta di Trenitalia di procedere al taglio dei collegamenti ferroviari notturni e se non ritenga che l'azienda non abbia tenuto in debita considerazione le esigenze di mobilità dei cittadini che Trenitalia, società totalmente a capitale pubblico, è tenuta a garantire;

se il Governo, nel suo ruolo di azionista unico e di decisore strategico del gruppo FS, non ritenga opportuno intervenire urgentemente ed in modo risolutivo presso i vertici di Trenitalia affinché si proceda all'immediato ripristino dei treni notturni soppressi al fine garantire un reale diritto alla mobilità ai cittadini e la continuità territoriale nel nostro Paese;

quali urgenti iniziative intenda mettere in campo per salvaguardare i posti di lavoro degli oltre 850 lavoratori del settore ferroviario in esubero;

se, a fronte di tale grave situazione, non si ravvisi la necessità di attivare urgentemente un tavolo istituzionale a cui prendano parte i vari soggetti interessati alla questione al fine di individuare le misure strutturali idonee a scongiurare effetti negativi sul piano economico ed occupazionale.

(3-02684)