FLUTTERO (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLUTTERO (PdL). Signor Presidente, colleghi, signor Ministro, faccio alcune brevi riflessioni per motivare la dichiarazione di voto del nostro Gruppo.
Intanto, do un'informazione: questo decreto reca (lo vediamo nel titolo) «misure straordinarie e urgenti in materia ambientale». Sicché, nel titolo non c'è scritto «decreto-Campania», come in maniera semplicistica lo abbiamo sentito chiamare in questi giorni e settimane. Forse questo modo di chiamarlo ha ingenerato qualche confusione negli interventi che ho ascoltato, perché alcuni di questi si sono focalizzati esclusivamente sul tema Campania, come se stessimo analizzando uno dei tanti decreti-Campania che abbiamo purtroppo analizzato nei mesi e negli anni precedenti.
Evidenzio questa particolarità proprio perché nel titolo sta la sostanza di questo decreto, che ha un articolo che riguarda il problema Campania, ma anche altri articoli che riguardano altri argomenti. Il ministro Clini ha detto nella sua relazione che con parte di questo decreto si accompagna la Campania a rientrare nella gestione ordinaria. Io mi permetto di aggiungere che con questo decreto si completa, o almeno ce lo auguriamo, il lavoro fatto dal Governo Berlusconi e da questo Parlamento con i precedenti decreti, se è vero che questa parte di decreto accompagna, come ha detto il ministro Clini, la Campania ad uscire dall'emergenza.
Nel decreto che il Governo ha adottato il 25 gennaio scorso, e al quale abbiamo lavorato in modo rapido ed efficace in Commissione, c'erano tre articoli riguardanti argomenti sui quali il nostro Gruppo concorda, considerata l'esigenza di un rapido intervento normativo in proposito.
Il primo articolo riguarda effettivamente il tema dell'uscita della Campania dall'emergenza rifiuti. Tutti vogliamo che finisca l'anomalia campana, e penso che i cittadini campani vogliano raggiungere questo obiettivo quanto e più dei cittadini delle altre Regioni. Gran parte del primo articolo del provvedimento riguarda l'impiantistica ancora da realizzare. Il fatto che esso riguardi l'impiantistica significa che, forse, tutti quanti ci possiamo essere resi conto che essa è indispensabile. Quando dico «tutti quanti» intendo cittadini e politici. Ogni qual volta si parla di impiantistica, in tutto il Paese, non solo in Campania, nascono spontaneamente - o meno spontaneamente - comitati contro l'impianto, sia esso un termovalorizzatore o un semplice impianto di digestione anaerobica per la frazione organica, e regolarmente i politici del territorio cavalcano, enfatizzandole, le ansie e le paure dei cittadini. Credo e mi auguro che da questa esperienza pesante per il nostro Paese e per il territorio campano possiamo uscirne più maturi, come cittadini, come politici e come Paese, e forse anche un po' più europei, superando questo riflesso condizionato di avversione alla realizzazione di impianti; mi auguro inoltre che possa essere finalmente archiviata l'ideologia e l'utopia dell'opzione «rifiuti zero». Viene detto spesso che i rifiuti sono una risorsa, ma allora perché nessuno li vuole? Perché le Regioni fanno le barricate per non avere quelli degli altri? Se fossero una risorsa, tutti correrebbero per averli, chiedendoli anche alle altre Regioni. I rifiuti sono una questione che riguarda il nostro attuale modello di vita, e vanno gestiti correttamente: non sono un problema drammatico e non sono neanche una materia prima e una risorsa a cui aspirare. Se gestiti correttamente possono oggettivamente non essere più un problema per il Paese, ma dobbiamo superare la questione della contrarietà a prescindere sul tema degli impianti: gli impianti sono necessari.
Il secondo articolo tratta il tema della commercializzazione dei sacchi per asporto: in Commissione abbiamo concordato su una riformulazione dell'articolo che credo tenga in equilibrio l'esigenza di ridurre la quantità di sacchi «usa e getta», comunque sostituendoli con sacchi in materiale compostabile, e quella di mantenere uno spazio di mercato a sacchi riutilizzabili, in plastica, che in ogni caso appartengono a quell'enorme settore degli imballaggi che paga, all'immissione sul mercato, il suo contributo ambientale CONAI (Consorzio nazionale imballaggi) - che nel caso della plastica è pari a 120 euro per tonnellata - che serve a sostenere la filiera della raccolta differenziata gestita dai Comuni.
Nell'articolo 3 abbiamo trattato il tema dei materiali da riporto. Anche in questo caso l'articolo è stato ulteriormente migliorato in Commissione, con l'obiettivo di produrre una norma di interpretazione autentica dell'articolo 185, commi 1 e 4, del decreto legislativo n. 152 del 2006, il cosiddetto codice ambientale, e di garantire agli operatori e alle istituzioni un'applicazione omogenea relativamente ai materiali da riporto cosiddetti storici.
Infine, come hanno detto alcuni colleghi nei loro interventi, il decreto è stato arricchito in Commissione con norme che riguardano questioni coerenti con la materia ambientale, che attendevano da tempo urgenti interventi: semplificazioni e snellimenti delle norme per la gestione dei rifiuti in agricoltura; norme per favorire la diffusione di tecnologie per la gestione della frazione umida dei rifiuti urbani in piccole quantità; manutenzione della normativa sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, sugli olii usati e sulla raccolta effettuata da organizzazioni di volontariato; norme per lo sviluppo di acquisti verdi, ovvero le materie prime seconde che provengono da demolizioni, pneumatici fuoriuso, fine vita auto, rifiuti elettrici ed elettronici; agevolazioni previste per gli impianti certificati EMAS e ISO 14000; omogeneità della definizione della caratteristica di ecotossicità H14, in attesa di una decisione comunitaria.
In conclusione, colleghi, esprimo apprezzamento per il lavoro svolto dal relatore, presidente della Commissione, senatore D'Alì, e dai colleghi di Commissione e per la disponibilità che il Governo ha avuto nel confrontarsi con la Commissione sugli argomenti posti, nonché per i tempi contenuti con i quali siamo riusciti a portare in Aula il provvedimento.
La qualità del provvedimento che oggi votiamo conferma il livello di competenza presente in questo Senato e mi porta sostenere che il Parlamento - ne sono persuaso - deve esercitare il potere legislativo con maggiore convinzione, puntando a produrre leggi organiche per i singoli settori piuttosto che provvedimenti disomogenei e onnicomprensivi.
Anche qui, nel processo legislativo come in Campania, dobbiamo uscire dalla logica dell'emergenza perenne della decretazione d'urgenza e tornare alla normalità della costruzione equilibrata delle leggi con i giusti tempi di ascolto, elaborazione e mediazione per produrre meno leggi, ma di qualità e durata maggiori.
Con questo auspicio, e per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole del Gruppo del Popolo della Libertà. (Applausi dal Gruppo PdL).