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Legislatura 16 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 679 del 23/02/2012


CARLINO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il 10 febbraio 2012 la Giunta regionale della Lombardia ha approvato la proposta di legge "Misure per la crescita, lo sviluppo e l'occupazione", che modifica l'attuale legge regionale 6 agosto 2007, n. 19, recante "Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia". All'interno di detta proposta, all'articolo 8, sono contenute disposizioni in materia di reclutamento del corpo docente;

tale articolo prevede che a partire dall'anno scolastico 2012/2013, a titolo sperimentale, le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, al fine di reclutare personale docente necessario a svolgere le attività didattiche annuali, dando così la possibilità agli istituti di selezionare il personale docente sulla base di propri bandi;

dall'agenzia di stampa della Giunta regionale, Lombardia Notizie, e da altri organi di stampa, si apprende che il 13 febbraio ci sia stato un incontro tra il Ministro in indirizzo, il Presidente della Regione Lombardia Formigoni e il neo assessore all'istruzione della Regione Lombardia, On. Aprea, che si sarebbe concluso con una generale approvazione del Ministro a sperimentare percorsi di reclutamento di personale docente d'istituto per la Lombardia;

considerato che:

il sistema nazionale dell'istruzione è uno dei capisaldi della Costituzione italiana;

il nuovo Titolo V della Costituzione, all'art 117, secondo comma, lettera n), affida alla competenza legislativa esclusiva dello Stato le «norme generali sull'istruzione» fra le quali certamente rientrano quelle che disciplinano il reclutamento degli insegnanti;

tale orientamento è stato più volte palesato in numerose sentenze della Corte costituzionale riguardanti l'organizzazione del servizio scolastico, ribadendo il carattere concorrente della legislazione in materia stabilito dall'articolo 117 della Costituzione;

l'attuale sistema di reclutamento si regge sul testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Parte III, Titolo I, Capo II, Sezione II, artt. 399-406);

il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1996, n. 470, prevede l'istituzione di una "Scuola di specializzazione per la formazione di insegnanti di scuola secondaria";

il decreto ministeriale del 30 gennaio 1998 regolamenta le classi di concorso;

la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), al comma 605 dell'art. 1, sancisce la trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento;

il reclutamento del personale docente della scuola è attualmente articolato in due canali di alimentazione, graduatorie e concorsi, di pari incidenza. Dal 1999 non sono stati più indetti i concorsi ordinari per l'insegnamento, dal 2007 le graduatorie provinciali permanenti sono diventate graduatorie ad esaurimento e dal 2011 l'accesso alle SSIS, le scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario, è sospeso;

considerato inoltre che il Ministro in indirizzo ha affermato che le risorse necessarie per la gestione dei costi derivanti da un reclutamento di ordine "scolastico" regionale potrebbero essere attinte dalla legge 18 dicembre 1997, n. 440, che ha istituito il "Fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi",

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, non ritenga che quanto esposto in premessa rappresenti un indirizzo politico governativo dalla dubbia compatibilità costituzionale, prevedendo di fatto l'introduzione della "chiamata regionale" nelle scuole lombarde, disattendendo il sistema di reclutamento nazionale previsto dalle legislazione vigente, basato sulle graduatorie provinciali e prevedendo di fatto la possibilità di operare un discrimine - in base all'orientamento politico o religioso - all'atto dell'assunzione dei docenti, i quali "dovrebbero" condividere il progetto educativo della scuola che li recluta;

se non ritenga necessario convocare un tavolo di confronto tra le istituzioni interessate ed i rappresentanti del personale e degli alunni della scuola, al fine di definire le eventuali nuove norme sul reclutamento ed un piano pluriennale di stabilizzazioni, indispensabile per migliorare la qualità del servizio nelle istituzioni scolastiche statali oltre che per dare risposte certe al personale precario della scuola.

(3-02676)